Come promesso oggi parte il primo articolo dedicato al Festival della canzone italiana a Sanremo, giunto alla 70esima edizione.

sanremo 2020

Il festival non è solo festival, la trasmissione Rai dell’evento non è un banale messa in onda di un evento mediatico importante. Il festival è il momento delle ipocrisie, basta parlare un po’ in quella settimana e quante volte alla domanda: segui il festival? La risposta è sempre: ma figurati, non tengo da perdere tempo. Poi chissà come l’evento è visto in media che in questi ultimi anni ha toccato i quasi 12 milioni di telespettatori!

Questo della montante ipocrisia del popolo italiano lo si nota quasi sempre prima dell’inizio delle trasmissioni, non sono mancate anche in quest’occasione. Certo il conduttore Amadeus, benedetto da Fiorello, ha fatto di tutto involontariamente per far aumentare queste polemiche. Eppure conduttore oramai esperto e dovrebbe essere pure conoscitore di musica esperto ci si aspettava un capacità maggiore di gestire determinate situazioni.

Elenchiamo le polemiche quelle più note:

I nomi degli artisti in gara. Dovevano essere annunciati ai primi di Gennaio, ma già parecchi nomi dei big circolavano allegramente tra i blog che si occupano del settore e non solo. Ricordiamo che questa è anche una competizione. La genialata di Amadeus è stata quella di “anticipare” tutti dando ufficialmente i nomi prima, ma lo fa attraverso una intervista esclusiva a Repubblica, in pratica facendo incavolare tutti gli altri giornali, in particolar modo quelli del settore.

Rita Pavone. Un po’ a sorpresa spunta il nome della interprete della “Pappa al pomodoro” e i maligni, ma anche i benigni, sostengono che sia più dovuto alle posizioni sovraniste, il cda Rai rispecchia ancora l’andamento politico dello scorso governo, che non per la orecchiabilità della canzone. Vedremo, magari merita.

Julia Jebreal. Giornalista, ma di origini palestinesi, che in questo Paese oggi come oggi è un crimine. Sia Salvini, tra un panino con il salame e una caponata, e Giorgia Meloni intervengono per evitare che tale “obbrobrio” di persona salga sul palco. Ricordate il Festival non è solo Festival. Comunque tra una serie di tira e molla, certamente poteva scapparci pure una causa per razzismo alla Rai, la Jebreal a Sanremo ci sarà.

“Il passo indietro”. Non ci sarà Monica Bellucci, per non associare a quanto pare il suo nome a questo Festival dopo la clamorosa uscita a gamba tesa di Amadeus nel presentare le sue vallette co-condutricci, in pratica soffermandosi solo sulla bellezza estetica, indiscutibile, ma quelle donne sono anche altro, ma per Amadeus gli altri dati non sono pervenuti. Poi nel presentare Francesca Sofia Noviello che arriva il patatrac, Amadeus dice con tranquillità serafica che ha scelto la Noviello in quanto -tra le altre cose- capace di stare un passo indietro ad un grande uomo. Che poi il grande uomo sarebbe quell’evasore fiscale di Valentino Rossi. Avesse grande sportivo … ancora ancora.
Questa è una frase che detta in una conferenza stampa qualunque non avrebbe suscitato nulla. Ma è il Festival, è L’Italia, frase brutta oggettivamente e quindi Amadeus attaccato, giustamente. Ma davvero tutto questo è ipocrita. Nessuno si è scandalizzato, od almeno non troppi si sono scandalizzati, per un politico che porta ad un comizio una bambola gonfiabile presentatola come suo avversario politico.

“Junior Cally”. In tema di difesa delle donne alla ribalta sale suo malgrado questo rapper romano, non per la canzone che presenta in gara, la sola che andrebbe giudicata, ma per canzoni precedenti -pare- alquanto misogine. Si è chiesto a gran voce l’esclusione. Classico esempio di ipocrisia italica. Intanto escludi o meno il tizio da Sanremo, questo fa i concerti e canta un certo tipo di canzoni a prescindere e comunque, più che la censura sarebbe stato meglio indicare alle “fragili” giovani generazioni un cantante esempio un poco più adeguato. Inoltre tutta sta scoperta è avvenuta non al momento della presentazione dei cantanti, ma quando sono state pubblicate stralci delle canzoni in gara, a quanto pare Junior Cally in un passaggio della sua canzone deride sia Salvini che Renzi, nonostante la par condicio, è peccato mortale e quindi è venuta fuori sta storia della canzoni misogine. Escluderlo? No. Il festival è della canzone e non del cantante, però se fossimo stati in Amadeus non lo avremmo scelto proprio per evitare polemiche come questa. Che poi a Sanremo ti macchiano una carriera e possono pure farla finire.

Ultima in termini di tempo la polemica sui compensi. In particolar modo su quello di Benigni che pare percepirà un 300.000€. Ovviamente è un tutto: ah i terremotati nelle tende, ah la gente vive in macchina ecc. ecc. Poi magari sono gli stessi che si incavolano per il calcio di Serie A, ma non per i terremotati, non per chi vive in macchina, ma per un rigore assegnato o no ad un miliardario in pantaloncini, in un sistema che diciamo puzza di corruzione lontano un miglio. Ci si dimentica che non è Benigni a cercare il Festival, ma è la Rai che cerca Benigni, in quanto vi sono delle pubblicità da mandare in onda e pagano bei soldi e Benigni potrebbe assicurare quel tot di spettatori per convincere i marchi di investire in Rai anche per il prossimo anno. In pratica sti soldi sono quasi tutti -se non tutti- proventi pubblicitari. Curioso che non si è fatta polemica per Virginia Raffaele, 350.000€, ma è brava e dalla simpatia contagiosa, stesso discorso per la Hunziker ben 400.000€, ma … ride sempre.

Siamo alla vigilia dunque e domani presentiamo i cantanti in gara alla prima serata.