Santa Chiara, ropp’arrubbata facetter ‘e port ‘e fierro.

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Sembra questo l’incipit dell’ordinanza emesso dal sindaco di San Felice a Cancello -Giovanni Ferrara- in merito alla cava dei veleni. In pratica nell’ordinanza si intima ai 5 proprietari di provvedere entro 60 giorni alla rimozione dei rifiuti e allo smaltimento degli stessi. Una impresa impossibile visto che l’area ci pare ancora sotto sequestro e comunque, da quello che si è percepito dalle immagini, ci vuole uno sforzo economico e di mezzi non indifferenti. E rimarrebbe il problema della bonifica.

Un atto che ci pare emanato giusto per dire: hey stiamo facendo qualcosa.

Non ci si venga a dire che l’ente comune di San Felice a Cancello non era consapevole di quello che c’era in quella discarica abusiva vera e propria, no perché lo sapevamo tutti, quello che non sapevamo era l’entità del danno, e ancora non lo conosciamo in pieno.

Noi speriamo che il sindaco oltre questa ordinanza di facciata, ne faccia un’altra per consentire ai vigili e, magari, anche le associazioni, la facoltà di controllare il territorio per evitare il ripetersi di un’altra cava dei veleni o portarla alla luce se il caso.

Ma attenzione a non dare la croce solo a San Felice a Cancello, il problema è enorme e interessa tutti i comuni del casertano come in un “antica” commissione parlamentare si disse di cui riportiamo uno stralcio:

Negli anni successivi sono seguite, poi, numerosissime indagini, che hanno portato al sequestro nella provincia di Caserta di un gran numero di discariche abusive (nel periodo 2000 – 2005), alcune delle quali realizzate in cave abbandonate (ben sette, invece, di cave
autorizzate sono state sequestrate nell’importante operazione denominata « Olimpo », che ha permesso di accertare un vero e proprio disastro ambientale, con la « scomparsa » di cospicue porzioni di rilievi montani). È dunque evidente l’estrema gravita del fenomeno,
sicché, in piena aderenza alla realtà, ben può affermarsi che non via sia Comune dell’agro aversano o delle zone di Marcianise e di San Felice a Cancello che non sia stato interessato dallo smaltimento illecito di rifiuti. Quest’ultimo non poteva non costituire una grandissima forma di inquinamento. (XVI Legislatura COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI -relatori on.Graziano e sen. Piscitelli).

Si è realizzata l’unione dei comuni suessolani, cominciamo allora da qui a far fruttare questa unione con un monitoraggio capillare del territorio e se non vi sono mezzi a disposizione allora si chieda senza remore l’aiuto delle associazioni e che siano messi nelle condizioni di poter collaborare.