MANCANO 25 GIORNI AL PUNGIGLIONE D’ORO


C’era una volta tanto tanto tempo fa, in una Valle lontana lontana, un uomo che si chiamava Felice, questo povero diavolo non si sentiva molto bene, aveva una malattia che si chiamava Dissesto.

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I parenti preoccupati per la sorte del povero Felice fecero una riunione per capire come aiutare il parente morente.

Fortuna volle che si presentarono ai familiari ben tre primari con cotanto di Ospedali:

  • Il primario Nuzzo che già aveva avuto un tempo in cura Felice a diceva di conoscerlo bene e sapeva dove mettere le mani.
  • Il primario Ferrara che invece diceva che lui aveva un’altra idea di cura e quindi certo sarebbe riuscito a rimetterlo in sesto.
  • Il primario Bernardo sosteneva che bisognava rompere con la medicina tradizionale e cominciare a somministrare al malato Felice nuovi tipi di cure che certo lo avrebbero salvato e reso più forte.

Successe però che il primario Nuzzo non avesse l’Ospedale con tutti i permessi e quindi fu fatto chiudere. A questo punto i parenti di Felice potevano scegliere o tra l’Ospedale del primario Ferrara che sembrava molto grande e attrezzato o l’Ospedale di Bernardo che invero sembrava molto piccino a dispetto delle nuove tecnologie e cure che propugnava.

La riunione di famiglia fu rapida nel decidere: ben 8 parenti su 10 decisero che a curare Felice sarebbe stato il primario Ferrara con il suo Ospedale.

Una volta portato Felice nell’Ospedale di Ferrara, questi subito cominciò a organizzare la squadra di tecnici e medici che bisognava secondo lui avere per guarire Felice dal Dissesto.

Ma qui cominciano i problemi. Tutti i medici, gli infermieri, i caposala, i caporeparto ecc. ecc. orgniazzati in quattro sindacati: Forza Ospedale, Ricominciamo dagli Ospedali, Cambiamo Cura, Prima i primari, La Svolta ospedaliera, cominciarono a murmuliare, soprattutto il primo. Ma come noi abbiamo fatto tanto per convincere i parenti a portare Felice da noi e tu primario che fai? Chiami gente da fuori per curarlo!? E no sta bene, questa è un’offesa alla nostra professionalità e … via discorrendoTanto che pure il primario Ferrara a un certo punto si vuole dimettere. Ma poi ci ripensa.

Il primario Ferrara provò a sostenere che quella squadra avrebbe portato solo del bene al povero Felice, ma niente non ci fu verso. Poi quando pure il primario dei primari di Caserta Magliocca intervenne dicendo del primario Ferrara che sembrava più un medico di guardia che un dottore di un grande Ospedale che a sto punto tutti i lavoratori dell’Ospedale cominciarono murmuliare ancora più forte.

A questo punto il primario Ferrara si arrese e licenziò due suoi collaboratori e disse ai lavoratori organizzati in quattro sindacati del suo Ospedale, precisamente al sindacato più grosso Forza Ospedale di indicare due tecnici e/o medici, così fu fatto.

Sembrava che tutto andasse bene e si cominciasse finalmente a mettere mano sul povero Felice agonizzante, anche perché da una radiografia fatta era pure venuto fuori che Felice oltre al Dissesto che già aveva avuto, rischiava di prendere un secondo Dissesto in quanto i medici che lo tenevano in cura prima che si facessero avanti i primari,  i 3 scienziati, avevano clamorosamente sbagliato cura.

Ma i problemi per Felice aumentarono invece che finire.

Infatti proprio in quel periodo che si aveva una nuova squadra pronta ad agire, capitano le elezioni per entrare nel consiglio di amministrazione dell’Ospedale degli Ospedali di Caserta. Il sindacato Forza Ospedale è convinto di riuscire a piazzare qualcuno, ma niente la cosa non riesce, sono fuori. Allora questi si arrabbiano e lasciano Magliocca.

Il primario Ferrara dice: we ma io ho cambiato la mia squadra perché è intervenuto il primario dei primari, mo proprio voi del sindacato lo lasciate e allora io licenzio i due che voi mi avete indicato e lavoro solo con i miei. 

Apriti cielo.

Il sindacato più grosso dell’Ospedale di Ferrara che si chiamava Forza Ospedale cambia nome in Ospedale Vivo, e comincia a essere insoddisfatto perché sostiene che il loro è il gruppo più numeroso, che hanno convinto i parenti di Felice ad accordare loro fiducia, per senso di responsabilità e professionalità ecc. E cominciano a dire ma sto primario che sta facendo? A noi ci pare che non sta facendo niente e intanto il malato sta morendo.

Effettivamente il primario Ferrara che si ritrova un’ospedale mezzo contro cerca una fusione con quello di Bernardo per provare assieme a curare Felice. Ma dopo un bel po’, che pareva pure si fosse a buon punto, Bernardo dice che non se ne fa niente, anzi presentano una mozione di licenziamento per il primario Ferrara che se verrà approvata dal consiglio degli Ospedali rimanderà il malato Felice dai parenti per scegliere un altro primario.

Morale della favola: mettetevi la maglia di lana, non vi ammalate.