MANCANO 52 GIORNI AL PUNGIGLIONE D’ORO 2019


Dopo una piccola pausa ritorniamo con il nostro blog a “rompere le scatole” agli amministratori locali che tanto ci amano e apprezzano, non siamo affatto ironici.

Dunque lente di ingrandimento puntata su San Felice a Cancello.

Ne parliamo in quanto il 24 Ottobre la giunta presieduta dal sindaco Giovanni Ferrara si è riunita ed ha pure deliberato nonostante il fatto che manchi la quota rosa. 

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Esattamente su cosa ha deliberato la giunta con cromosoma XY? I provvedimenti sono due: un ricorso in appello innanzi alla Commissione Tributaria Regionale, nomina di un procuratore e poi cosa molto importante l’approvazione dello schema di bilancio consolidato anno 2018!

Il punto di domanda è: ma questi atti approvati da una giunta senza quota rosa sono validi?

La risposta è: Sì e No.

Ci scusiamo per l’amletica risposta ma non è colpa nostra se questo è il Paese ha 1000 leggi e 10000 eccezioni.

Proviamo a spiegarci.

Dunque, la giunta quando va nominata deve rispettare la quota di genere, attenzione che ci riferiamo solo ai comuni con più di 15 mila abitanti in quanto ovviamente anche questa affermazione che è la regola ha delle eccezioni.

La giunta attuale era stata quindi ottimamente nominata rispettando la minoranza di genere, in questo caso femminile. Nonostante poi l’allontanamento delle due assessore questo non ha fatto decadere gli assessori maschi e la giunta nel suo complesso. La giunta quindi opera e agisce senza violare la legge.

Ma! Vi ricordate? Ci sono sempre eccezioni in questo Paese. L’eccezione è data dal fatto che gli atti emanati da una giunta siffatta rischiano di essere annullati. Infatti, se vengono impugnati nei limiti di legge, variabili a seconda dell’atto, potrebbero essere annullati.

Potrebbero, certo il condizionale è d’obbligo, in quanto ci vogliono un paio di cosette per rendere gli atti nulli. Una è l’impugnazione degli stessi all’autorità giudiziaria e la seconda che il giudice dovrebbe essere convinto dal sindaco per non annullare l’atto che egli abbia delle buone motivazioni per non essere ancora riuscito a trovare delle donne da inserire in giunta.

Quindi ora la palla passa all’opposizione. Cosa faranno i “paladini” pentastellati della legalità senza se e senza ma (quando riguarda gli altri)? Non ci pare al momento si siano stracciate le vesti e strappati i capelli. Noi consideriamo Giovanni Ferrara non uno sprovveduto e quindi immaginiamo che conti sul fatto che nessuno contesti questa delibera monca della quota rosa. Inoltre Ferrara è anche costretto ad agire in un determinato modo in quanto se è vero che ha chiesto al Ministero degli Interni di non pretendere il debito contratto dai commissari tutto e subito, che inevitabilmente porterebbe ad un secondo dissesto, ma diluirlo nel tempo, non può semplicemente invocare la pietà, ma deve dare un atto concreto che quest’amministrazione sta facendo quello che può per colmare il debito contratto da altri.

A noi dispiace insistere su questo punto, ma il sindaco dovrebbe dimettersi, o governi o non governi, non si può vivacchiare in questo comune inguaiato economicamente come San Felice. Certo se Ferrara si mostrasse come quello delle prime settimane decidendo lui la giunta e mettendo i partiti e i capitalisti del voto nel decidere se prendersi la responsabilità di mandare a casa quest’amministrazione, cambierebbe tutto.

Insomma un muoia Sansone con tutti i Filistei, che apprezzeremmo tantissimo.

E non è detto che Sansone muoia.