Nonostante le difficoltà cui abbiamo accennato, ancora un’altra settimana, riprendiamo la nostra rubrica sulla politica nazionale.

Leopolda_San_Giovanni

E’ chiaro che la notizia clou della scorsa settimana è stato lo scontro in tv Renzi-Salvini, stravinto dal primo. Non è che ci volesse tanto, Salvini ha costruito il suo consenso su una martellante campagna di fake e con l’assenza di una qualsivoglia risposta o precisazione del giornalismo supino alle sue continue stupidaggini. Chiunque con una preparazione politica di base avrebbe potuto mettere sotto il leader leghista. Il problema di quello scontro è che è mancata la politica, sono stati due personaggi nel dirsele e darsele, ma è mancata una visione concreta di paese, ma solo un tentativo per entrambi di consolidare il proprio ruolo all’interno dei propri partiti.

Ovviamente la Leopolda. Si parla di popolo, ma noi diremo seguaci, il popolo è riconoscersi in valori comuni, in Ialia Viva non si capisce al momento quali siano, si sperava fosse emanato un manifesto, ma nulla di tutto questo. Per quanto ci riguarda quindi una iniziativa in tono minore. Infatti ancora non è stato lanciato alcun reale progetto sebbene si sostenga di averne uno di 10 anni. Eh già oggi gli “statisti” pensano ai prossimi 10 anni! Bella miope visione, ma per carità ci sta chi fa peggio.

Il punto che Renzi non si rende ancora conto di due cose: la prima cosa è il suo gradimento come leader, non solo dietro Zingaretti ma pure dietro all’ottuagenario Berlusconi e se la gioca con Calenda (qualcuno si ricorda chi è?). La seconda è collocare la sua creatura Italia Viva nell’ibrido è cioè essere partito di governo e di opposizione. Non funziona in questo modo chiedere e Bertinotti, Bossi, e al giorno d’oggi pure Salvini. Renzi non è un Civati, non è un Calenda, bisogna riconoscerlo, ma l’oblio è sempre lì ad attenderlo minaccioso.

C’è stata anche la manifestazione unita del centrodestra con un Salvini che si va a prendere il perdono da Berlusconi. Salvini che ancora gode nei sondaggi di ampio consenso ma ogni settimana inesorabilmente eroso. Chi se la gode è Giorgia Meloni che senza dire nulla di diverso dagli altri due, e soprattutto da Salvini, ne approfitta per risalire nei sondaggi cioè tipo siamo intorno all’8% quando dovrebbe essere al 30%! Chi va piano va sano e va lontano.

Momento quindi non esaltante della politica nazionale e la cosa grave che non si intravede la luce in questo buio fitto.