La maggioranza del neo governo Conte è chiaramente sull’orlo di una crisi di nervi.

Non aiuta, e non vuole farlo, Matteo Renzi di Italia Viva che si è ritagliato il ruolo di: oppositore al governo governando. Non proprio una novità nel panorama italiano di questi ultimi decenni, in genere però è sempre andata male a chi si ritaglia questo ruolo che paga una sorta di ambiguità.

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Ma Renzi – che fesso non è –  ha bisogno di questi distinguo su tutto per poi avere la possibilità, quando vi sarà bisogno, di far cadere il governo e quindi non subire critiche in merito. Utilizzando la stessa tattica della scissione, alla fine tutto si è risolto con un: hey ma lo sapevamo tutti che l’avrebbe fatto!

Certo non adesso, bisogna organizzarsi nei territori, la dirigenza, lo statuto, fare in modo che lui sia il dominus in tutto e per tutti. Ci vuole tempo. E ci vogliono sondaggi adeguati. Conoscendo la voglia di velocità del senatore immaginiamo che ritenga di raggiungere il 15% in un anno, far fare la finanziaria del 2021 a questo governo e poi staccare la spina. Se non sarà così rischia di divenire un Civati qualunque.

Quindi, Italia Viva deve crescere e Renzi cerca di pescare dal bacino del Pd che è naturale, lamentandosi che da quel partito attaccano il Matteo sbagliato, ma è lui stesso che attacca il partito sbagliato. L’occasione viene data da Orlando che semplicemente ha detto che gli ultimatum sono cosa sgradevole sia che vengano da Salvini che da Renzi. Apriti cielo. Orlando ha paragonato il Papetee alla Leopolda.

Renzi vuole che il presidente del consiglio Conte chiarisca la situazione sul Russiagate, ci può anche stare, curioso che a destra nessuno dice nulla, ma sia lui a sollevare il problema, però allo stesso tempo sempre Renzi rimanda al mittente un suo coinvolgimento contro Trump. Ci sta anche questo, anzi è normale, ma come si dice? Chi la fa l’aspetti!

Fortunatamente almeno in questo frangente abbiamo un ministro degli interni che fa il ministro e anche il caso dei due agenti di polizia uccisi viene trattato dalle istituzioni nel giusto solco del rispetto dell’uniforme e delle persone; così come fin da subito è successo con i migranti, è bastato un ministro normale per risolvere o almeno arrivare a una risoluzione di questa difficile problematica.

Altra fortuna, siamo ironici, è stato trovare il sostituto di Toninelli, non era facile trovare un ministro a quel livello di idiozia, ma il ministro Fioramonti ci sta facendo sognare, magari gli dedicheremo in futuro un pezzo della nostra rubrica del lunedì, o forse no.


 

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