Siamo in un periodo di completa confusione diciamolo pure. Non che la politica italiana di questi anni 2000 si sia distinta per coerenza e rilancio ideologico, se non per trasformismo e culto della personalità.

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Sorprende e molto la trasformazione del Movimento 5 Stelle. Partito di lotta, contro le poltrone, contro il Partito Democratico in particolar modo … sia diventato in questi ultimi mesi un partito a spinta governativa, forse più per sopravvivenza. Ma soprattutto aperto all’alleanza governativa con il nemico di sempre, alleanza che in queste ultime ore, potrebbe anche andare oltre il governo con possibilità di alleanze locali.

Gli insulti terribili che hanno definito un partito se non proprio gli elettori tutti associati alla criminalità, e associati ai fatti di Bibbiano. Stiamo parlando di qualche giorno fa e stiamo parlando delle stesse persone!

Nel Partito Democratico invece, la trasformazione, l’ennesima, sta in una possibile scissione di un partito renziano che probabilmente secondo una nostra previsione porterà il senatore toscano a un lento oblio. Infatti questo partito si reggerebbe solo sulla personalità del leader e non su una base ideologica, a meno che alla Leopolda non nasca in qualche manifesto di valori. E’ pur vero che oggi conta più la narrazione che l’ideologia, ma questa non è completamente esclusa, è la base per la prima.

La cosa divertente è che se Renzi farà questa scissione forse i fuoriusciti di Articolo 1 potranno rientrare nel partito dalla porta principale.


nerolo
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