Quindi, si è riusciti finalmente a trovare una quadra per questo nuovo esecutivo targato Conte.

Molte riconferme con alcune novità interessanti.

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La novità più evidente è l’ingresso di Liberi e Uguali con Roberto Speranza ministro della salute. Quindi l’esecutivo è in sigle: M5s-Pd-Leu.

Ovviamente le riconferme sono tutte tra i 5 stelle come il ministro dj Bonafede alla giustizia, l’altra conferma è quella del ministro Sergio Costa all’ambiente.

Una mezza conferma quella di Luigi Di Maio il quale lascia il ruolo di doppio ministro inutile e dannoso, altrimenti ne avrebbe tenuto uno, per continuare il lavoro svolto, ma quale!? Viene dirottato agli esteri, forse si pensa di tenerlo buono facendolo partecipare a qualche salotto mentre la vera politica estera sarà svolta dal Pdc, visto che qualche relazione è riuscito a tessere tenendo conto di alcuni importanti endorsement.

Quindi, al lavoro va a Nunzia Catalfo e allo sviluppo economocoStefano Patuanelli.

Poi ancora Fabiana Dadone alla Pubblica amministrazione, Federico d’Incà ai rapporti con il Parlamento, Vincenzo Spadafora invece alle Politiche giovanili e allo Sport. Nasce il nuovo ministero dell’Innovazione, sarà guidato da Paola Pisano.

Ringraziando il cuore immacolato di maria niente Toninelli, e niente Lezzi il cui nome pure stava, senza ragione, circolando per qualche ministero.

Totale 10 ministri.

Tornando a Di Maio possiamo dire certamente che da un punto di vista personale si tratta di una vittoria del giovane leader pentastellato in queste consultazioni; ma trattasi di classica vittoria di Pirro giusto per tener a bada i suoi e mostrarsi come vincente, ma in realtà al di fuori dell’universo stellato il nome di Di Maio significa solo incoerenza. Non ha mantenuto i due ministeri che aveva avuto appena un annetto fa, avrebbe dovuto finire il lavoro iniziato e cioè: far accumulare dossier senza curarsene a quanto pare. Soprattutto non si può andare dal Presidente della Repubblica spendere il nome di Conte a tutti i costi e poi mettere tutto in discussione con il voto sulla piattaforma Rosseau. Noi non riteniamo tale consultazione anticostituzionale, semmai vi è un problema di sicurezza e veridicità di risultati; ma avrebbe avuto senso utilizzare questo sistema di consultazione nel momento in cui si apriva il primo giro di consultazioni ma anche prima del secondo, ma aprire il televoto dopo che Conte era stato incaricato è stato, non solo un atto sgarbato dal punto di vista istituzionale al presidente della Repubblica e del Consiglio, ma in questo caso si’ anticostituzionale. I parlamentari dei 5 stelle hanno avuto il mandato da 11 milioni di circa di italiani e non può la parola di 11  milioni essere messa a tacere per alcune decine di migliaia su una piattaforma di dubbia credibilità. Se vinceva il no? Tutti a casa quindi? E i milioni di italiani che hanno posto il loro voto? Non contano nulla?

Ecco perché queste vittorie di Di Maio sono mutilate la sua parola vale zero e in politica estera poi è praticamente come avere un morbo; Di Maio conterà come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni.

Passiamo al Partito Democratico che porta a casa 9 ministri. Ma tutti davvero pesanti. Cominciamo dal tesoro con Roberto Gualteri, difesa con Lorenzo Guerini, Vincenzo Amendola gli affari europei; infrastrutture Paola de Micheli; al Mezzogiorno Enzo Provenzano, Francesco Boccia guiderà il ministero degli Affari regionali. In quota Pd anche Cultura e Turismo Dario Franceschini, e Agricolutura, assegnato a Teresa Bellanova. Elena Bonetti alle Pari opportunità.

Due parole anche su Zingaretti, sconfitto in pratica su tutta la linea: voleva il voto, ottiene un nuovo governo, voleva fuori Conte, ha conte bis; voleva Di Maio fuori dal governo, se lo ritrova ministro. Bisogna pero’ dire che ha fatto buon viso a cattivo gioco, conducendo comunque una trattativa con pessime carte in mano, ha tenuto botta a Matteo Renzi che si era fiondato sul governo morente come un avvoltoio su una carogna, che  non è riuscito a condurre la trattativa in primo piano come forse avrebbe voluto. Certo il senatore ha il destino di questo esecutivo e quindi della legislatura nelle sue mani.

Agli interni il tecnico prefetto di Milano, Luciana Lamorgese

Non possiamo non dire qualcosa sul vero vincitore di questo frangente politico che è Giuseppe Conte. L’uomo politicamente impalpabile, inconsistenze burattino e senza volto si scopre come un Giano bifronte in grado di guardare a destra e sinistra in Italia e in Europa contemporaneamente; da quel giorno che mandava letteralmente affanculo Salvini sembra essere nato un nuovo uomo politico. tanto da tener testa a Di Maio, e nel mondo stellato non è poi cosa facile -chiedere a Di Battista- senza remora alcuna e diciamolo Di Maio stesso lo sta subendo e lo subirà ancora di più visto che oramai il pd e leu guardano a Conte come interlocutore oltre che del governo del M5s tutto.

Ma adesso l’ultimo scoglio: ottenere la doppia fiducia.