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Il secondo giro di consultazione è finito e come avevamo pronosticato non si andrà al voto, ma una quadra tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico alla fine si è trovata. Facciamo un po’ il punto secondo noi su chi ha vinto e perso queste consultazioni.

Tra i vincitori sicuramente Giuseppe Conte. Pensavamo che sarebbe stato spedito a Bruxelles come commissario, anche perché fino al penultimo giorno è stato un pupazzo nelle mani dei due vice premier. Ancora ricordiamo quando in parlamento il professore universitario Conte si rivolge a Di Maio chiedendo “posso dire questo?” e il diplomato bibitaro che gli dà, senza manco guardarlo in faccia, un secco: no!

Conte ha visto certamente aumentare i consensi nel paese quando praticamente prende a schiaffi Salvini in Parlamento, diciamolo pure con una certa eleganza, la particolare citazione a Federico II rimane un momento altissimo della sua presidenza, non tanto per il contenuto in sé ma per il valore simbolico. Lo Stupor Mundi pronunciò quelle parole all’indomani della consegna del carroccio simbolo della lega nord del ‘200 al papa dopo averli sonoramente sconfitti in battaglia.

Conte diciamolo si è mosso bene, poteva benissimo accettare il posto in Europa dopo aver beccato anche un complimento da Tusk, poi anche da Trump sebbene il secondo sia sembrato più un’ingerenza negli affari nostri. Invece ha tenuto sangue freddo non ha fatto passi indietro e non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ha fatto il Cincinnato, e ha avuto ragione. Chissà che da quell’ultimo giorno da leone in Parlamento non ci abbiano consegnato un nuovo rampante presidente del consiglio, vedremo.

Altra vittoria è quella di Renzi. Il senatore fiorentino voleva evitare il voto a tutti i costi, sembra abbia bisogno di tempo per organizzare la sua creatura politica e mettendo da parte screzi personali e -diciamola tutta- delle vere e proprie calunnie nei suoi confronti e della sua famiglia da ampia fetta del M5s, ha spinto e operato per questa unione forzata.

Ci sono delle mezze vittorie come quella di Di Maio. 

Il giovane leader del Movimento 5 Stelle ha evitato il voto, almeno per il momento, che avrebbe certificato la sua fine politica. Ha imposto Conte e l’ex Pdc sarà il “nuovo”. Poteva essere, e non è detto che non sarà, una vittoria completa se avesse avuto anche un ruolo nel prossimo governo magari come ministro degli interni. Si è pure tolto un bel sassolino dalle scarpe quando ha in pratica umiliato Salvini rivelando che il capitano che voleva votare s’è accorto dell’errore e tornato sui suoi passi gli aveva offerto la poltrona del Presidente del consiglio che ha rifiutato. Il problema ora per il m5s sono le faide interne. Di Battista che tra un corso di falegnameria e l’altro vorrebbe essere il leader di questo movimento, ma fuori dal parlamento è molto difficile ma comunque ha un appeal certamente tra gli elettori e forse anche all’interno dei due rami del parlamento. La base grillina non è poi così felice di “svendere” ancora la propria anima, o quel che ne rimane, andando ad allearsi con il partito di bibbiano che rappresenta tutti i mali del mondo fisici e morali.

Se c’è una mezza vittoria ci sta pure una mezza sconfitta che è quella di Zingaretti. Il neo leader del pd non voleva nessun accordo, ma andare al voto per eliminare i gruppi renziani e perché no, ritardare la scissione, ma alla fine si è piegato e ha fatto l’accordo. Almeno non Conte come premier per discontinuità, ma niente alla fine si è piegato. Vedremo se Di Maio sarà anche ministro o si è piegato pure su questo e speriamo non si pieghi troppo che rischia di spezzarsi. Anche nel pd la base non apprezza molto quest’alleanza temporanea. Calenda è uscito sbattendo la porta e preso da Civatismo, cioè convinto in pratica che le interviste, le chiamate in Tv o anche l’assenso degli elettori a ciò che dice siano dovute al di lui pensiero e non al fatto che militava in un partito che gli consente ampia libertà di pensiero anche contrario alla linea della segreteria.

C’è poi chi perde, uno su tutti Salvini.

Ha sbagliato a rompere, o meglio ha sbagliato a farlo in quel modo, Agosto non era il periodo indicato per una serie di scadenze importanti da un punto di vista di politica economica nazionale e poi non si può giammai creare una crisi di governo in spiaggia tra un culo e un mojito! Ma non solo Salvini è stato praticamente preso a schiaffi sia da Conte che addirittura ieri da Di Maio, mostrandolo debole, confuso e insicuro e attaccato alla poltrona altro che voto subito! Anche la macchina della propaganda personale pare inceppatasi improvvisamente. Come si fa a pubblicare una foto che lo ritrae dietro la scrivania del viminale con le foto dei figli e altri orpelli girati in favore di obiettivo!?Salvini ha inoltre perso appunto la sua narrazione di capitano, non riesce più a dettare l’agenda politica e la campagna elettorale continua che ha attuato in pratica per due anni di fila lo ha stancato fisicamente e mentalmente.

Ci sono altri protagonisti cui sospendiamo al momento il giudizio. Una è Giorgia Meloni, la quale insomma ha invocato la piazza per il ritorno al voto. Ora se è solo questo inevitabile sarà inserirla tra gli sconfitti di questo momento, ma se invece si tratta di avere una specie di mandato dal popolo di centrodestra a essere la nuova leader o se vogliamo il nuovo capitano e allora entra tra i vincenti. La Meloni dovrebbe capire che in questo momento per lei il nemico non sta a sinistra, ma proprio affianco e si chiama Salvini, se lo riuscisse a dargli il colpo di grazia ora che è agonizzante allora avrebbe compiuto un capolavoro.

Sospendiamo il giudizio anche su Berlusconi, lo abbiamo visto più vecchio e stanco del solito, ma sempre con la voglia di essere protagonista, cosa che forse è solo nella sua mente, non sappiamo come si comporterà, potrebbe anche sostenere questo governo e dare pure lui un sonoro, l’ennesimo, schiaffo al povero Salvini, oppure fare opposizione e ricostruire il centro-destra, ma dovrebbe essere su basi nuove con un leader nuovo.

Attenzione è vero che il governo sembra fatto, ma vi è sempre una fiducia che bisogna prendere e visto il periodo qua tutto può succedere.


 

 

 

 

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