zingaretti di maio

Domani si ricomincia con le consultazioni del Presidente della Repubblica. Stavolta saranno un po’ più semplici in quanto Mattarella deve solo capire se il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno trovato un’intesa. 

Al momento sembrerebbe un gioco sui nomi e soprattutto sulla figura del Presidente del Consiglio in particolar modo su Giuseppe Conte.

Il Partito Democratico non vuole Conte per ovvie ragioni, il nuovo governo deve essere di discontinuità con il precedente cannibalizzato da Salvini e Conte che ha sposato fino al penultimo giorno tutte le politiche salviniane non può rappresentare quella discontinuità invocata.

Chiaro poi il nome deve essere un esponente dei 5 stelle essendo il gruppo più consistente e infatti è stato proposto dal Pd quello di Roberto Fico che si è tirato indietro ma so cose che istituzionalmente deve dire quindi il suo nome è in gioco, ma è Giuseppe Conte invece che a quanto pare spera di ritornare a Palazzo Chigi visto che non sta facendo alcuna dichiarazione di passo indietro e soprattutto non sta approfittando della dichiarazione di elogio di Donald Tusk presidente del consiglio europeo. Infatti l’idea dei democratici è quello di Fico a palazzo Chigi e Conte commissario in Europa.

Vi è da dire che il Partito Democratico sarebbe in questa trattativa in posizione di forza, infatti è Di Maio che ha tutto da perdere con un ritorno alle urne, non a caso Di Battista che sente l’odore del sangue, qualche giorno fa, spingeva per questa soluzione. Zingaretti alle urne ci vuole andare non foss’altro per scrollarsi di dosso i gruppi renziani. Proprio il senatore fiorentino è un problema per i democratici e la trattava. Infatti dopo che Renzi ne ha dette di cotte e crude su Conte ora apre per un Conte bis, sarebbe stato il contrario se Zingaretti avesse detto sì a Conte. Questo perché Renzi ha bisogno di far capire che non si muove foglia che lui non voglia visto il controllo dei gruppi parlamentari del Pd, ma non può nemmeno tirare la corda troppo altrimenti lo spettro -per lui- delle urne sarà davvero concreto e addio scissione ma soprattutto la sua centralità nella discussione politica.

Per come la vediamo noi un accordo vi sarà tra m5s e Pd, Conte va in europa, il nome del futuro presidente del consiglio non riusciamo a scorgerlo potrebbe essere un nome come fu quello di Conte fuori dai giochi parlamentari, non sarà o almeno è molto difficile lo sia Roberto Fico. Non ci dimentichiamo che Di Maio e Fico si odiano.

Domani vedremo come andrà a finire e al netto di sorprese dell’ultima ora il voto lo vediamo lontano.


 

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