Non possiamo sottrarci ovviamente ad anticipare la nostra rubrica sulle miserie della politica nazionale. Non abbiamo capito in verità tutti questi elogi all’ex oramai presidente del consiglio Conte dopo il discorso di ieri.

E’ stato nient’altro che un lungo “vaffanculo emerita testa di cazzo” rivolto a Salvini. Che per carità ci sta, ma come molti sostengono, noi siamo tra loro, è stato colpevolmente tardivo. Secondo noi è stato anche un discorso incompleto.

Prima di parlarne meglio diciamo che è stato davvero orribile per gli italiani vedere seduto affianco al presidente del consiglio proprio la persona che lo ha sfiduciato. Ovviamente Salvini voleva distrarlo e farlo incavolare, faceva le faccine, si ordinava il caffé, muoveva i fogli, pure quando Conte lo ha bacchettato sull’uso distorto dei simboli religiosi, Salvini ha preso il rosario o la croce che porta appresso e glielo ha baciato in faccia. Un errore mediatico in quanto in pratica si è visto incassare i colpi di Conte che almeno nei toni è stato molto duro.

Un discorso che non ci è piaciuto per nulla, Conte ha semplicemente elencato i motivi che hanno portato Salvini alla sfiducia partendo dalla vittoria delle Europee, ma va!? E non ve l’aspettavate proprio? Qua veramente sarebbe da capire perché non si è mosso prima tipo a Luglio invece che ad Agosto.

Vabbé ammettiamo la sorpresa, ma fino a ieri o meglio fino a dieci giorni fa, non una parola è stata detta sull’atteggiamento di Salvini, quando venivano ritirati i lenzuoli con l’evangelica scritta ama il prossimo tuo con gente portata in questura senza motivo, addirittura Conte ha legato la propria fedina penale a quella del ministro degli interni quando il Pdc si è autodenunciato per sostenere Salvini nel caso diciotti.

Ma poi quante parole sono mancate sull’attività del ministro che a questo punto immaginiamo che lo stesso Pdc sposi pienamente. Non una sui migranti, trattati come merce per un pugno di voti, non una parola sui terremotati, non una su Genova sempre posti in ballo sui social ad mentula canis, non una parola su ciò che davvero dovrebbe fare un ministro degli interni ovvero la lotta alla criminalità organizzata. Nulla!

Un discorso solo su: “mi hai rotto il giocattolo per un voto in più!?”

Il fallimento del ministro degli interni è palese in quanto appunto tutto fa tranne lavorare per il bene degli italiani, questo avrebbe dovuto dire.

Il presidente Conte ha rimbrottato il ministro Salvini su alcuni elementi folkloristici, ma perché affacciarsi dal balcone e gridare abbiamo abolito la povertà, cos’è?

Il presidente Conte si è lamentato che il ministro Salvini ha convocato le parti sociali travalicando la sua funzione, ma il 6 Luglio quando Conte si presenta ai sindacati riuniti a un tavolo e dice loro: “Ditemi”, e le parti sociali rispondere: “che cosa dobbiamo dire? ci avete convocato voi!” E’ un atteggiamento serio?

Chissà se anche il Pdc pensa che 2,04 sia uguale a 2,4!

Toninelli!!!!

Ma poi quali risultati? Quota cento e il reddito di cittadinanza sono un fallimento, stiamo ancora ridendo per la battuta dell’anno bellissimo, eh sì questo governo è finito è sicuramente bellissimo.

Ma poi i condoni? Ah già pace fiscale, edilizia, ma che bravi a trovare i nomignoli a queste vergogne.

Ci fermiamo abbiamo reso l’idea di quanto troviamo incomprensibili gli elogi a quello che fino a ieri era un ectoplasma.

Il governo è finito e siamo contenti, Mattarella ora deve sbrogliare la matassa, per quanto ci riguarda e lo diciamo chiaramente siamo per il ritorno al voto. La prossima finanziaria sarà terribile e sarà necessario che siano i cittadini a scegliere in consapevolezza da chi vogliano farsi scannare.

Ci fermiamo in quanto non ci interessa parlare di Salvini o di Renzi o degli altri discorsi, non ci interessano li abbiamo trovati ovvi, altrettanto inutili e almeno nel primo caso barbari.

Però due cose le dobbiamo riconoscere al presidente Conte e cioè la prima quando ha richiamato il M5s che lo ha lasciato solo sulla Tav, e se Salvini ha preso coraggio per la sfiducia anche quello è stato un elemento. Poi sicuramente sulla informativa su moscopoli che avrebbe dovuto tenere il ministero degli interni, lì ha fatto quello che un presidente del consiglio fa e cioè difende i suoi uomini, e forse si aspettava riconoscenza, ma stiamo parlando di Salvini. Ma un passaggio presuppone forse un curioso profilo penale, in quanto il Pdc ha denunciato pubblicamente di aver chiesto chiarimenti su questi viaggi a Mosca e il ministro si è rifiutato. Alla magistratura sviscerare i perché, si spera che quella richiesta di informazioni rifiutata sia stata almeno ufficiale.

Un giorno da leone non assolve Giuseppe Conte dagli altri 400 vissuti belando, ne avesse almeno fatti 200 da orsacchiotto forse, sottolineiamo forse, lo avremmo apprezzato di più.

Comunque un’altra notizia buona forse la ricaviamo da queste dimissioni: Casalino a casa!


 

 

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