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Come spesso sta accadendo in questo ultimo periodo nella politica italiana ci si stupisce di cose che sono già note da tempo. Era successo con già con il risultato della lega per le europee, risultato abbondantemente certificato da mesi dagli istituti sonddagistici. Anzi proprio da quel momento molti commentatori si chiedevano del perché Salvini non staccasse la spina a questo governo anomalo e andasse all’incasso.

Il fatto quindi che Salvini si sia deciso a rompere con questa esperienza di governo non è la novità e ci stupiamo non poco dei grillini che in questo momento stanno sputando bile addosso al Ministro degli Interni, come se non avessero mai saputo che questo giorno sarebbe arrivato. Il punto se vogliamo di stupore sta nel fatto che la decisione sia arrivata ad Agosto e non a Luglio come molti si attendevano.

Infatti, Agosto è un mese complicato per mandare il governo a casa in quanto se si avessero eventuali elezioni anticipate si voterebbe ad Ottobre e con questo sistema elettorale potrebbe passare pure qualche mese prima di avere un governo e nel frattempo c’è tutto il problema della legge di bilancio da fare che si prevede sarà lacrime e sangue.

Cos’è successo dunque?

Appena 48 ore prima della sfiducia di Salvini al governo Conte, lo stesso era in spiaggia trippa all’aria che mortificava Goffredo Mameli.

Secondo noi sono successe una serie di cose una dietro l’altra che ha accelerato gli eventi. Non è certamente il taglio dei parlamentari previsto dalla riforma costituzionale in quanto avrebbe appunto Salvini operato a Luglio tale decisione.

Dunque gli elementi secondo noi sono questi:

  1. La tenuta nei sondaggi. La Lega prima dell’avvento della crisi era e forse c’è rimasta al 38% e un Fdi al 7% in modo stabile, significa quindi un patrimonio di 45%, forse il massimo livello di consenso che pensa di ottenere. Quindi un margine di sicurezza per le elezioni in quanto la soglia del 40% darebbe un numero di parlamentari tale da governare da soli. Il 38% poi è molto vicino al 40%, infatti Salvini al momento è indeciso se accordarsi con Meloni o rischiare di andare da solo e accordasi con la leader di Fdi dopo le elezioni.
  2. Le inchieste. Più giornalistiche che giuridiche, ma importanti, moscopoli tiene banco e oltre ai rubli riscossi ci si chiede davvero quale sia la contropartita e se il ministro degli interni ha messo in pericolo la sicurezza nazionale, c’è anche una mozione di sfiducia nei suoi confronti a metà settembre e probabilmente conscio che essendo il voto segreto in aula i grillini più talebani avrebbero potuto impallinarlo.
  3. La supidità di Di Maio. Eh sì impressionante la pochezza strategica di Di Maio, aveva una carta per ribaltare la situazione e mettere il cappello in testa a Salvini, ma è stato troppo stupido per usarla. La carta è stata la mano tesa di Franceschini, equindi dell’area che in questo momento ha la maggioranza nel Partito Democratico, quando ha dichiarato che il pd e i 5s avevano valori comuni. Ora un politico non si espone in questo modo se non sa qualcosa e non può utilizzarlo a suo vantaggio, Di Maio doveva capire il motivo, almeno utilizzare sta carta e dire a Salvini: hey abbassa la cresta che se mi rodono rompo io sto governo e provo a farlo con il pd che come vedi loro sono anche d’accordo. Salvini si sarebbe fatto una risata, ma sarebbe stato molto più prudente. Invece Di Maio se ne esce con il “partito di Bibbiano” e amen, mano tesa immediatamente ritirata. Infatti una decina di giorni dopo ecco la sfducia a conte. Salvini sa bene che se cade il governo non è detto vi siano elezioni automatiche, ma aveva bisogno di mettere distanza ancor più siderale tra m5s e ps, e luigino gli ha dato una mano insperata.
  4. La legge di bilancio. Dopo un anno idiota da un punto di visto economico e contabile con tante fesserie fatte ora si attende una manovra di almeno 25 miliardi circa e quindi significa probabilmente tagli e chi se la intesta questa cosa? Dare colpe a Tria funziona fino a un certo punto.
  5. E’ ancora ministro degli interni. Sembra sia sfuggito ai più questo piccolo dettaglio. Salvini ha sì in pratica proposta una sfiducia al governo, ma sia lui che i ministri ne fanno ancora parte, non si sono dimessi, comportamento alquanto bizzarro questo per motivi complicati da spiegare in questo articolo. Per una serie di motivi potrebbe arrivare a possibili elezioni da Ministro degli interni, in pratica sarebbero sotto la sua gestione.

Salvini pensa di essere in una situazione win-win. Cioè se si va ad elezioni, bene, lui vince è solo da vedere in che percentuale. Se si va ad un governo tecnico l’idea di Salvini è fare opposizione e quindi sperare da lì di tenere e addirittura ottenere più consenso, e in Italia in questi ultimi anni ha dimostrato che se sei all’opposizione e spari un qualsiasi cosa anche non vera vinci le elezioni. Ciò che può rompere le uova nel paniere è un governo che si protrae a lungo e quindi un’accordo vero tra m5s e pd.

In questo è Matteo Renzi al momento l’uomo che in maniera anche sorprendente sta provando a tessere un rapporto con il m5s. Il senatore fiorentino avrebbe preferito essere incoronato alla guida di un nuovo partito scisso dal pd dopo la Leopolda, ma questa decisione di Salvini sta facendo accelerare i tempi.

Bisogna dare atto a Matteo Renzi da un punto di vista umano di non conoscere la vendetta, avrebbe potuto, dopo tanto vomito e malignità nei suoi confronti sia umani, politici e familiari, mandare a quel paese i 5 stelle; umanamente gli dobbiamo rendere onore.

Però diciamola tutta in questo teatrino l’interesse per cittadini è praticamaente morto e sepolto ognuno fa il gioco, ognuno cerca di darsi forma nel proprio spazio: Salvini vuole governare da solo e fare il ducetto, Di Maio non vuole il voto che visto i sondaggi sarebbe la certificazione della sua morte politica, Zingaretti vuole il voto per eliminare la corrente renziana dal parlamento, Renzi non vuole elezioni per aver tempo di creare e modellare la sua creatura e scinderla dal pd.

Per quanto ci riguarda per noi le soluzioni auspicabili sono due.

Voto subito. C’è una legge di bilancio difficile da fare che sia il popolo sovrano quindi a scegliere il suo prossimo carnefice, lo stesso popolo che ha dato fiducia a quattro sciarmati che ci hanno portato a questa situazione decida ora il suo destino.

Governo di minoranza. E’ chiaro che un governo nuovo se Conte dovesse “cadere” o dimettersi spetta al Movimento 5 Stelle, con personalità almeno decenti, non certo con un Toninelli o la tipa del “questo lo dice lei”, l’unica possibilità del Partito Democratico o per la corrente renziana per evitare elezioni subito e quindi far vincere Salvini e per Renzi organizzarsi, è appunto un governo Conte bis o Fico, che incassi la fiducia con i voti dei democratici, ma poi la legge di bilancio e le altre se le vota il Movimento 5 stelle e si prende pienamente la responsabilità della prossima finanziaria, con astensione del pd.

Comunque è tutto un divenire e non vorremmo proprio essere nei panni del presidente Mattarella.


 

 

 

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