historia regni

Per motivi tecnici pubblichiamo oggi la nostra rubrica storica con l’ultima parte dell’intervista allo storico Marco Vigna realizzata dalla redazione di Historia Regni. Ringraziamo Vigna per queste piccole perle, il direttore Angelo D’Ambra per averci concesso la possibilità di pubblicare l’intervista e cui facciamo i complimenti per il sito eccezionale.

Per chi volesse leggere integralmente tutta l’intervista può cliccare sull’immagine

Quale fu l’effettivo ruolo svolto dai Savoia nel processo risorgimentale?

Il Risorgimento, come ogni fenomeno storico, è stato collettivo e plurale, quindi sarebbe irriducibile riportarlo soltanto a casa Savoia. tuttavia, è indubbio che questa famiglia reale abbia avuto un ruolo determinante nel raggiungimento dell’Unità.

Uno storico della rivoluzione industriale, David Landes, ha affermato che la storia si fa anche con i “se”, ossia avanzando ipotesi su cio’ che sarebbe potuto accadere. Questo aiuta a meglio comprendere quanto è realmente accaduto. Con tutte le cutele del caso, ci si puo’ chiedere he cosa sarebbe avvenuto senza il diretto sostegno di di re Carlo Alberto, di re Vittorio Emanuele II poi, alla causa nazionale.

E’ davvero difficile pensare che si sarebbe raggiunta l’unificazione senza il ruolo di motore di uno stato, il Regno di Sardegna, poiché l’esperienza pregressa dimostrava che le insurrezioni ed i moti, da soli, non avevano forza, sufficiente per affrontare la duplice minaccia della reazione dei governi locali e dell’intervento dell’Austria.
Mazzini ha avuto un ruolo incalcolabile nella diffusione dell’ideale nazionale, ma il suo progetto politico di una repubblica trovava consenso minoritario nell’italia ottocentesca, che era a schiacciante prevalenza monarchica.

Senza i Savoia, l’aspirazione ad una riunificazione dell’Italia avrebbe trovato due ostacoli difficilmente superabili: l’assenza di uno stato che la appoggiasse e guidasse; la debolezza politica del repubblicanesimo. Nessuno altro governo italiano, a parte quello del regno di Sardegna, si proponeva la realizzazione di uno stato unito o federale.

Comunque a prescindere dall’ipotesi sul What if, cio’ che è accaduto non lascia dubbi. Re Vittorio Emanuele II optando consapevolmente per il mantenimento della costituzione paterna e per la causa nazionale, condusse il suo stato ad una lotta durissima ed altamente pericolosa (si pensi al divario di dimensioni fra l’impero d’Austria ed il regno di Sardegna, oppure al peso politico del papato …) al fine d’unificare l’Italia. Questo sovrano, fu assai popolare, anche nel Meridione come ricorda il recentissimo saggio del prof. Carmine Pinto. Egli rientra certamente fra i principali protagonisti dell’era, accanto a Cavour, Garibaldi e Mazzini.

 

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