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Ci sarebbe piaciuto, come al solito il lunedì, parlare della politica nazionale, in particolare della informativa del presidente del consiglio Conte e di come sia rimasto solo. Invece è inevitabile non parlare dell’assassinio del vicebrigadiere dell’arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso nell’adempimento del suo dovere.

Ne parliamo in quanto quanto questa dolorosa vicenda ha avuto fin da subito un risvolto politico. Uno schifoso risvolto politico.

Fin da subito, con il corpo ancora caldo del povero vicebrigadiere, non sembrava vero per gli odiatori seriali puntare il dito su dei presunti nordafricani come autori dell’assassinio. Quindi come detto questa dolorosa morte entra in maniera assurda nella discussione politica sugli sbarchi, c’è chi sui social si chiede se la mano omicida fosse in qualche barcone, addirittura onorevoli e capi di partito pubblicano post su questa falsa notizia. Gente che dovrebbe fare le leggi, gente che quindi dovrebbe avere la capacità di informarsi e sapersi informare, non riesce ad andare oltre la possibilità di poter pasteggiare sul corpo del Vicebrigadiere Rega e utilizzarlo per propri fini politici. Addirittura sempre “onorevoli” accusano l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi di essere autore materiale e morale dell’omicidio!

C’è un racconto di Philip K. DickScorrete lacrime, disse il poliziotto- in cui vi è una teoria interessante e cioè che il tempo è un illusione e il diavolo ha bloccato tutta l’umanità nel 50 d. C.. Teoria affascinante e forse vera, ma se fosse così  secondo noi saremmo fermi al 1933 d.C.! Perché solo così si può spiegare come tante merde, queste non sono persone ma delle vere e proprio merde, hanno pubblicato addirittura foto di due nordafricani che a loro dire erano coinvolti nell’omicidio, ad indagine in corso!

Quando poi è venuto fuori che il materiale autore dell’assassinio è stato un cittadino americano di pelle bianca, pare anche di buona famiglia coadiuvato da un altro concittadino per questione collegate a droga, insomma le merde di cui sopra non sono riuscite a dire ci siamo sbagliato scusate.

Così poi si è ribaltata la frittata e sempre con il corpo caldo del Carabiniere hanno cominciato a calpestare il cadavere tutti quelli che: ha-ha! avete visto non sono nordafricani oppure gente arrivata coi barconi, ma bianchi e americani!  Solo se fossimo bloccati nel 1933 si potrebbe pensare che la criminalità sia dovuta ad elementi razziali o antropologici.

Che cosa possiamo dire ad entrambe le fazioni: sì esistono brave persone pure tra quelli che arrivano coi barconi, e sì esistono pure pezzi di merda e criminali concordiamo, ma la soluzione non può essere quella alla Arnaldo di Citeaux, affondiamoli tutti Dio riconoscerà i suoi, perché siamo nel 2019 e non nel 1200!

Eh sì porca miseria vi sono americani e italiani o europei più in generale, bianchi, ricchi di ottima famiglia che sono le peggio bestie e vi sono gli stessi tipi che sono delle ottime persone. Eh sì all’una e l’altra fazione possiamo solo dire che le persone sono buone e cattive a prescindere dalla nascita, ma lo sono a secondo delle loro esperienze di vita e dalle situazioni. 

Come se non bastasse sta circolando una foto di uno dei due americani coinvolti in quest’omicidio seduto ammanettato e bendato. Ha suscitato delle polemiche sulla umanità o meno del trattamento. Ancora due schieramenti curiosamente gli stessi paladini dei nordafricani maledetti assassini sono gli stessi che dicono che quella foto è una giusta ricompensa per l’efferato omicidio e di questo ci si dovrebbe indignarsi. Certo sta gente farebbe bene a tacere, ma non ci sta niente da fare quando uno è scemo è scemo.

Il punto non è il sentimento che suscita lo foto, tutti quelli che hanno visto in cuor loro hanno detto: Vafanghul te lo meriti piezz e merd! Tra cui noi.

Il problema è che questo lo possono pensare i normali cittadini quali noi, che se ce lo fossimo trovato davanti avremmo avuto lo stesso comportamento di Alberto Sordi nel film Un borghese piccolo piccoloMa tu Carabiniere che hai fatto sta foto e fatta circolare, o meglio tu emerito cretino hai mandato a puttane tutto il lavoro svolto in quel momento. Da che mondo è mondo nei paesi moderni non può utilizzarsi la tortura per svolgere un interrogatorio, lo sappiamo dai tempi di Cesare Beccaria e cioè dalla fine del XVIII secolo che questi metodi non aiutano la giustizia ma la ostacolano. Ah se si pensa che bendare un uomo accusato anche di omicidio e tenerlo ammanettato con le mani dietro la schiena in una caserma non sia una tortura allora avete dei seri problemi.

Il punto non è tanto la discussione sul banale territorio dei diritti umani è una questione di puro diritto di procedura penale, quelle dichiarazioni rese in quella giornata da quel tizio non potranno essere utilizzate, punto. Pare che poi il tipo non sia manco l’assassino materiale, ma il complice(?).

Ma fino a qui anche se paradossale siamo nella “normalità” di questo periodo.

Quello che veramente ci spaventa sono due episodi in particolar modo. Uno è quello dell’insegnante che se ne esce con l’espressione “uno di meno”. Ma come si fa a dire na cosa del genere? Attenzione siamo certi che se avessimo la capacità di controllare tutti i profili facebook verrebbero fuori centinaia di tali luride affermazioni, basterebbe controllare quei profili che qualche giorno fa hanno inneggiato a Cutolo, che in pratica ha affermato che non vuole pentirsi (un chissenefrega) come uomo d’onore, bene, bravo, e cose così.

Ma che questa espressione venga da un’insegnante pure giornalista quindi ben consapevole dell’impatto delle sue parole è sconcertante e pauroso. Anche perché non è la prima volta che un insegnante viene “beccata” con queste vergognose idee che non rendono certamente onore alla professione. E ci domandiamo quante ce ne sono di queste persone che insegnano e che magari inneggiano alla morte di carabinieri o di un qualsiasi essere umano e magari sono pure felici della loro morte, quante ma quante ce ne sono? Cosa viene insegnato ai ragazzi? Si è sempre pensato che la scuola è il luogo migliore per imparare la cultura della tolleranza e non cadere soggetti al facile odio, ma siamo proprio sicuri sia così?

L’altra cosa che fa spavento è il ministro degli Interni, non lo nominiamo non se lo merita, ma se ne esce con i lavori forzati. 

Cioè lo spavento è dato da un paio di cose: 1. ma il ministro la conosce la legislazione italiana? E’ consapevole che i lavori forzati non esistono? 2. Un ministro degli interni può mai esprimersi come l’ultimo dei fessi. Anche perché sei ministro, la legge non ti piace, cambiala! Proponi in Parlamento una legge in merito, ma sei il ministro di questo paese non puoi anche tu calpestare il corpo ancora caldo di un servitore dello Stato ucciso. 

A voi non spaventa questo?

Facciamo nostra una frase che abbiamo letto su Fb di Roberto Recchioni, agli stronzi al governo oramai sono anni che siamo abituati, ma ai pazzi no!

In tutto questo il ministro della giustizia il dj Bonafede non pare trovi il tempo di esprimere una sua opinione in merito. Così com’è il ministro della difesa, praticamente in Italia è come non avercelo.

Alla fine cosa rimane?

Lo scempio. Oltre questo, rimane una giovane donna che avrebbe dovuto scoprire cosa si prova ad essere moglie e magari madre e si trova a fare l’esperienza della vedovanza. Noi esprimiamo le nostre più sentite condoglianze e speriamo che da questo momento tutti da noi che siamo i più infimi degli uomini fino al Presidente della Repubblica abbiano per questa vicenda il più assoluto contegno in rispetto di questa giovane vedova.


 

 

 

 

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