historia regni

Anche se esiste un tentativo goffo di mistificare la realtà, che ha avuto una insperata fortuna in quanto avallato da politici locali scarsi e incapaci che però si sono assicurati in questo modo un certo seguito elettorale, tentativo che oramai si sta sgonfiando seppur troppo lentamente.

In questa parte di intervista, ringraziamo sempre la redazione di Historia Regni per la cortesia concessaci, Marco Vigna ci racconta qual è stato il significato dell’Unità italiana che va ben al di là dei limiti geografici italiani, ma fu uno sprone che per decenni ha ispirato popoli per la loro autodeterminazione e indipendenza. Come dice Marco Vigna le miserie italiane sono assolutamente storia recente e non possono trovare loro genesi o giustificazione nel periodo risorgimentale,

Che cosa ha significato storicamente il risorgimento per l’Italia? L’unificazione è stato un fenomeno positivo?

L’importanza del Risorgimento italiano è stata immensa, ma non soltanto per l’Italia, bensi’ per il mondo, cio’ che dovrebbe rispondere alle critiche fantasiose dei sedicenti revisionisti e chiarire perché sia tanto complessa la storiografia sul periodo. Il periodo storico chiamato in italiano “‘Risorgimento”, ossia la fase che ha condotto alla riunificazione politica dell’intera Italia sotto un unico stato, dopo la lunga epoca di frantumazione seguita alla caduta di Roma, è potuto divenire per interi popoli, europei, africani, americani, asiatici il paradigma stesso del riscatto nazionale. La riconquista dell’unità d’Italia (conetto che viene scritto con la U maiscola, indicanto l’Unità per antonomasia nella storia nazionale), ha ottenuto una fama, un’ammirazione ed un consenso che hanno abbracciato buona parte del mondo, coinvolegendo paesi in Europa, Asia, Africa, America.

Il maggior condottiero del Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, è soprannominato l’Eroe dei Due Mondi  in riferimento alle sue imprese guerresche in Sudamerica ed in Europa. Egli potrebbe essere definito pero’ essere definito “Eroe del Mondo”, perché era conosciuto e altamente stimato nelle più diverse parti del globo. Egli fu per molto tempo il personaggio più noto ed amato al mondo. L’immensa  popolarità di Garibaldi, davvero universale, è paragonabile soltanto all’altrettanto incalcolabile diffusione del pensiero di Giuseppe Mazzini. Questo pensatore politico è stato per i concetti di patria e di nazionzecio’ che ha rappresentato Karl Marx per quelli di classe e socialismo. Il pensiero mazziniano si diffuse in tutta Europa prima, in tutto il mondo poi.
Anche se sarebbe un’opera improba per le dimensioni e la vastità dell’argomento, sarebbe da compiersi una ricerca sull’importanza del pensiero di questo intellettuale, soprannominato Apostolo laico, nelle dinamiche della decolonizzazione avvenuta nel Novecento e sui processi nation building che hanno interessato i popoli più differenti. Le figure, le vicende e le idee del Risorgimento italiano sono state prese a modello nei paesi più differenti: in Serbia, in Ungheria, in Polonia, in Grecia, in Romania, in Russia, ma anche in India, in Cina, in Giappone, nel Vietnam, in Siria, in Africa, insomma in buona parte del mondo.

Il Risorgimento infatti ha coinvolto una nazione che è fra quelle che hanno dato i maggior contributi alla civiltà mondiale ed ha portato al tempo stesso alla sua indipendenza, unificazione e modernizzazione. Limitandosi ai dati quantitativi, oggettivamente misurabili, il mezzo secolo posteriore all’unificazione ha condotto ad un rapido sviluppo economico in tutta Italia (non solo al nord) ed ad un miglioramento delle condizioni di vita (più intenso al sud che al nord) come salute, alimentazione, istruzione. Un paese che era sino a pochi anni prima in condizione di vassallaggio dinanzi a stati occupanti stranieri era divenuto una potenza fra le principali al mondo. Il successo dell’unificazione si palesa anche dal forte sentimento patriottico esistente da quel momento sino alla seconda guerra mondiale. L’Unità è stata un grande successo da ogni punto di vista, politico, economico e sociale. I problemi dell’Italia attuale non hanno origini nella storia ottocentesche, ma in quella molto più recente.


 

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