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Come ogni lunedì torniamo a parlare delle miserabilità della politica governativa italiana.

Come spesso accade in quest’ultimo tempo sono due i punti che hanno attirato la nostra attenzione: il caso moscopoli, e la riforma costituzionale del taglio dei parlamentari.

Sul primo caso non stiamo lì a parlare di casi oramai noti e che comunque continuano ad occupare la cronaca nazionale, non vogliamo nemmeno soffermarci sulle tangenti probabili, nemmeno sul ridicolo del sovranista che va a chiedere soldi come un mendicante qualsiasi ad un’altra nazione. Speriamo solo che Salvini non abbia rivelato allo straniero alcun obiettivo sensibile e non abbia messo in pericolo la sicurezza nazionale.

Ma un ministro dell’interno, che ha come focus quello della difesa dei cittadini italiani dai pericoli interni e in determinati casi pure esterni, non sapesse che in trattative di alto livello con omologhi di altri paesi chi fosse seduto al suo stesso tavolo, addirittura una volta scoperto non sapesse nemmeno come il tizio sia arrivato a sedersi a quel tavolo, oltre a essere appunto ridicolo porta a due risultati: o è un bugiardo, o è un incapace. Queste due soluzioni tertium non datur portano ad una unica conclusione possibile: dimissioni!

Ovviamente i 5 stelle che quando si tratta di scontrini sono feroci come bestie, diventano puccettosi e coccolosi ogniqualvolta si tratti della Lega e in particolar modo di Salvini, sempre bestie rimangano ma ben ammaestrate.

L’altro elemento di cui vogliamo parlare è la riduzione dei parlamentari che ha incontrato il suo terzo voto favorevole al Senato e quindi manca solo un ulteriore e ultimo passaggio alla Camera. Certo vi dovrebbe essere anche un voto con referendum costituzionale, ma probabilmente non vi sarà, in quanto vediamo difficile che qualcuno voglia intascarsi la lotta al mantenimento del numero dei parlamentari.

Una riforma questa che prevede una riduzione dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200 che è allo stesso tempo importante e deprimente.

E’ importante in quanto sono almeno quarant’anni che si sta provando a ridurre il numero dei parlamentari effettivamente molto alto un totale di 963 parlamentari.

La prima volta fu nel 1983 con la Commissione bicamerale Bozzi ma non si arrivò nemmeno alla discussione in commissione.

Dieci anni dopo fu la Commissione bicamerale De Mita-Iotti che in pratica pure stabiliva il numero in 400+200, che però nonostante fosse a un passo ad un accordo si interruppe per la fine prematura della XI legislatura.

Nel 1997 ci fu la Commissione bicamerale D’Alema che però non durò in quanto le posizioni di centro-destra e centro-sinistra si dimostrarono inconciliabili, anche se poi ognuno addossò all’altro il fallimento della commissione.

Nella XIV legislatura con la devolution di Berlusconi si arrivò ad un passo invece dalla riforma costituzionale con tanto di riduzione dei parlamentari 518+252, ma gli italiani bocciarono la riforma con il referendum del 2006.

Si ricominciò l’anno dopo con la bozza Violante ma l’iter si fermò alla Camera per la fine prematura della legislatura.

Ancora un tentativo nel 2012 ma nonostante un approvazione al Senato il testo si arenò in commissione Affari Costituzionali della Camera.

L’ultima riforma fu quella di Renzi che addirittura prevedeva la fine del bicameralismo e un Senato non eletto direttamente e convocato solo in casi particolari, ma com’è noto nel 2016 fu bocciato dagli italiani e portò alle dimissioni dello stesso Renzi.

Oggi siamo a questa proposta Fraccaro del Movimento 5 Stelle che come abbiamo detto rispolvera una riforma dell’odiato De Mita e della comunista Iotti. Ben venga dunque questa riduzione, ma come abbiamo detto è anche deprimente.

Infatti tutti i tentativi falliti hanno cercato di incardinare la riduzione dei parlamentari in un più ampio schema di riforma della nostra costituzione che segna davvero il tempo e l’unica riforma di un certo livello la parte V del 2001 è stata devastante e orribile. Questo è il limite, si tratta solo di un taglio senza alcun senso. Anzi paradossalmente riducendo i rappresentanti del popolo si riduce la sovranità dello stesso. Anche perché non cambia nulla ci sono sempre due camere una doppione dell’altra.

Se proprio i 5 stelle vogliono tagliare tout court e portare ad un risparmio economico, invece di puntare all’efficienza di un sistema che pure è un risparmio, suggeriamo un taglio ancor più corposo e drastico: circa 900 stipendiati come onorevoli. Dove stanno?

Ma semplice! Sono i consiglieri regionali.

Ci sono circa 900 consiglieri regionali che guadagnano quanto un parlamentare. Regioni poi che da quando esistono hanno creato solo più debito, più confusione sui ruoli, più scandali, incapaci anche di selezionare una classe dirigente adeguata.

Purtroppo da tanto tempo ci è stato raccontato che il federalismo e il decentramento sono il bene e il centralismo il male, ma a conti fatti non è così. Ah è chi ci ha raccontato sta grande balla? La Lega Lombarda-Lega Nord-Lega per la secessione della padania!

Cioè quelli che vanno in Russia con il cappello in mano e forse mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

Noi speriamo vi sia un qualche coraggioso che possa proporre il referendum costituzionale e voteremmo convintamente NO.

Aboliamo i consiglieri regionali!


 

 

 

 

 

 

 

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