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Continuiamo il nostro piccolo viaggio nella politica dei comuni suessolani e dopo Santa Maria e Arienzo è la volta di San Felice a Cancello.

Appena le elezioni sono finite c’è un periodo che viene definito “luna di miele” tra amministrazione e cittadini e tra consiglieri di maggioranza e sindaco. Se mai c’è stato anche a San Felice a Cancello questo periodo sarà durato probabilmente qualche ora.

Non capiamo alcuni passaggi in questi giorni ma da tutti i protagonisti. Per esempio la maggioranza formata dai partiti perlomeno è già in rotta con il sindaco per la modalità di scelta degli uomini di giunta che davvero è alquanto assurdo che costoro vogliano condizionare la decisione di un sindaco di creare la sua squadra a meno che non pensiamo ad una questione di poltronificio.

Altra cosa che non comprendiamo è l’atteggiamento del sindaco nei confronti della cittadinanza proprio. 

Cioè si è elaborato un regolamento per le attività di volontariato cui ritorneremo, quindi in pratica si chiede ai cittadini di essere più “vicini” all’ente comune, ma poi il sindaco dedica ai suoi cittadini appena due ore a settimana per ricevimento e nemmeno nel suo ufficio, ma in quelli della polizia municipale. Quindi in un anno sarà appena di 100 ore il tempo dedicato alla cittadinanza, che ci pare alquanto misero.

Il sindaco da quando ha in pratica cominciato il suo mandato ha iniziato un braccio di ferro con la ditta buttol accusata di non svolgere pienamente al meglio il proprio lavoro addirittura abbiamo letto su qualche giornale on line che il sindaco abbia usato un’espressione forte come “ricatto”.

Quindi il sindaco ha pensato di trovare una soluzione temporanea a questo problema, e perché no anche ad altri, utilizzando tutta la rete di volontariato, che è a San Felice ci alquanto corposa.

Quindi la giunta ha elaborato un regolamento da sottoporre quanto prima al consiglio comunale.

Ma ci sono dei passaggi di questo regolamento che non riusciamo bene a comprendere. Ad esempio all’art.1 si dice che l’attività di volontariato non sostituisce i servizi del comune e le mansioni del personale comunale, sacrosanto, ma si disciplinano le ore per svolgere l’attività di volontariato che sono di massimo 5 ore giornaliere fino a un massimo di 20 settimanali con tanto di turni festivi e pre-festivi! Ma questo non è volontariato è un rapporto di lavoro! Il volontario è tale perché decide lui quante ore impiegare e in che settore per un aiuto alla collettività. Se il volontario vuole svolgere la sua opera per 7 ore consecutive in un giorno, nessuno gli può dire nulla.

Ci sembra curioso quindi questo passaggio.

Poi si dice che l’attività dei volontari sono gratuite totalmente. Cioè tu comune dai un orario ai volontari, dei limiti di orari, anche una turnazione, affidi anche dei settori da svolgere, e poi manco un euro ci esce? Almeno è previsto il rimborso spese.

Si prevede che sarà rilasciata un’attestazione delle ore svolte. Ci pare un contentino.

Ma quello che troviamo alquanto strano è che vengono indicati gli ambiti ma spendendo poche parole sulla formazione degli stessi volontari. Cioè il volontario è una persona che vuole dedicare il suo tempo per far del bene, mettiamola così, ma non è che ha anche le competenze per farlo. Quindi se l’ente comune vuole utilizzare i volontari in vari ambiti deve anche preoccuparsi di formali quel minimo per assicurarsi che il lavoro svolto sia fatto bene e non ad mentulam canis. Questo è previsto solo per taluni casi, ma dovrebbe invece essere svolto per tutti i casi, anche solo per rendere edotto il volontario del presente regolamento. Inoltre i volontari potrebbero essere utilizzati anche per coprire ruoli come l’Ufficio Stampa del comune, che ci sembra una contraddizione visto che si diceva che i volontari non possono sostituirsi agli uffici comunali e al personale. Se il comune non ha la figura professionale necessaria, allora faccia un concorso e paghi il professionista.

Sia chiaro è una cosa buona e giusta questa di utilizzare i volontari per svolgere determinate mansioni in maniera temporanea, ma secondo noi qualcosa va sistemato.

Però due cose le vogliamo suggerire alla neo giunta. La prima è se possibile utilizzare come “volontari” i fruitori del Reddito di Cittadinanza. Ci pare che la legge stabilisca che chi ha il Rdc debba svolgere delle ore di lavoro per il comune di residenza.

Inoltre sarebbe a questo punto una buona cosa istituire una banca del tempo in modo da creare una rete molto più efficiente di volontariato soprattutto di quello che il regolamento definisce volontario singolo senza essere legato quindi ad una specifica associazione. Magari chissà anche il sindaco potrebbe beneficiarne e aumentare il carico di ore per il ricevimento.

Sul funzionamento della banca del tempo inseriamo qui un link https://www.associazionenazionalebdt.it/cosa-sono-le-banche-del-tempo/


 

 

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