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Abbiamo atteso i ballottaggi prima di scrivere le nostre considerazione sulle italiche miserie.

Ballottaggi che raccontano la stessa storia del primo turno e delle europee, una lega forte ma legata al centro-destra per governare comuni e città, un movimento 5 stelle in estrema difficoltà vince solo a Campobasso e un partito democratico che riesce a battere ancora un colpo.

Quello che però ci sembra sia sfuggito ai commentatori politici, sia nel primo che nel secondo turno delle amministrative, è un fatto alquanto curioso, ma forse nemmeno troppo. In pratica ovunque abbia governato il movimento 5 stelle non solo non ha la riconferma, ma vince la sinistra.

Livorno per esempio, dopo i disastri di Nogarin, Oppure il caso più eclatante di Avellino, in questa città addirittura al ballottaggio arrivano due esponenti di centro-sinistra!

Ma si era visto già nel primo turno come a Roma il partito democratico si stesse imponendo come primo partito, come a Torino del resto.

A livello nazionale si discute molto dei mini-bot una sorta di ibrido tra una moneta vera i soldi del monopoli. Il governo, tramite il timido ministro Tria, ha dei forti dubbi nel proseguire questa strada, mentre Alessandro Di Battista, non si sa da quale buco di culo del mondo si trova a fare l’apprendista falegname, ritorna sulla scena ricordando che erano questa roba nel contratto.

Ma cosa sono i mini-bot?

C’è chi sostiene che siano una moneta parallela all’euro. Effettivamente si tratterebbe di passività dello stato senza scadenza e senza interessi che però mancherebbe di un altro fattore quale: la fiducia.

Esempio, la pubblica amministrazione per un lavoro da voi svolto vi paga in mini-bot e voi andate con questi soldi dal salumiere che vi guarda, li guarda e poi dice: se vuoi le salsicce vere a me dai i soldi veri.

Certo potrebbero essere imposti per legge e cioè che il salumiere sia tenuto ad accettarli, in qual caso siamo certi si svaluteranno immediatamente in quanto il salumiere di cui sopra se ne libererà quanto prima e cercherà di avere soldi che hanno un valore che va al di là della nazione che li emette e quindi cercherà di scambiarli in qualche modo con gli euro.

Potrebbero essere un espediente per consentire ad imprese e famiglie magari di pagare le tasse. Il problema che se poi è vero magari che le imprese e le famiglie avrebbero liquidità in più per i consumi, lo Stato non incasserebbe il dovuto e quindi questo alla lunga, ma anche alla breve, andrebbe a riflettersi sui servizi che imprese e famiglie hanno comunque bisogno.

Ma potrebbero essere usati solo dalle imprese, o meglio usati dalla pubblica amministrazione per pagarci le imprese. Ma eventualmente ci sono già i buoni del tesoro non avrebbe il minimo senso.

Insomma, ovunque la si guardi questa operazione finanziaria è un bluff pure dannoso, un inutile espediente un po’ come questo governo, ne sono davvero lo specchio.

Stiamo messi male e non sembra che riusciamo ad accorgercene. Il ministro Tria che certamente non è uno sprovveduto sta cercando di evitare questo dramma, ma ci sembra umanamente troppo debole per imporsi.

Ma in tutto questo comunque qualcuno sa che fine ha fatto il ministro degli esteri? Come si chiama? coso là … tizio … ma com’è che si chiama? Ma ce l’abbiamo un ministro degli esteri?

BUONA CATASTROFE.


 

 

 

 

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