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Si comincia finalmente con i consigli comunali.

Parte Cervino il giorno 11 giugno in prima convocazione alle 18:00.

7 i punti all’ordine del giorno con la bellezza di tre novità.

La prima è che vi sarà il presidente del consiglio comunale e vedremo con quali modalità, se la maggioranza imporrà un nome, probabilmente sarà questo e il nome è quello di Martuccio Serino, oppure presentare all’opposizione due nomi giusto pro forma con la maggioranza a puntare solo su uno.

La seconda, purtroppo è quella che temevamo, cioè le deleghe ai consiglieri, speriamo che siano almeno di poco conto. Questa usanza dura a morire a quanto pare, se il sindaco Piscitelli pensa di tenere buoni i consiglieri dandogli un minimo o massimo di responsabilità sbaglia di grosso, basta vedere quello che succede ai comuni vicinori.

Manca il punto sulle linee programmatiche e di mandato, questa la terza novità. Niente di grave si possono presentare in un secondo momento, ma il primo consiglio comunale ci pare la sede più idonea per un tal tipo di discussione.

A San Felice a Cancello siamo ancora un po’ lontani dal primo consiglio comunale ma ieri mattina si è svolta la cerimonia di proclamazione degli eletti. Si sono presentati quindi i consiglieri eletti.

In genere una cerimonia cui sono presenti solo i consiglieri che hanno vinto le elezioni per ovvie ragioni. Ma pare che il Movimento 5 Stelle ci sia rimasto male nel non essere stato invitato.

Non ci risulta vi siano inviti per tale evento che è una pura formalità, non è necessaria nemmeno la presenza fisica dei consiglieri, poi non si capisce da chi doveva venire l’invito e chi doveva comunicarlo e soprattutto quale sarebbe poi il vantaggio di questa esclusione per i consiglieri di maggioranza e del neo sindaco Ferrara. Ci pare nessuno.

Anche perché poi è un atto questo che non ha alcuna conseguenza giuridica o amministrativa, i consiglieri non sono ancora nel pieno dei loro poteri e la proclamazione degli eletti è atto sub judice in quanto sarà il consiglio comunale come primo atto a giudicare sulla candidabilità ed elegibilità e quindi in definitiva approvare il risultato delle elezioni.

Questo giorno era conosciuto dai consiglieri di maggioranza, dai giornalisti, dalla gente intervenuta, ma non da loro.

Una polemica alquanto sterile.

Incominciamo bene ha ragione Bernardo.

 

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