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Dopo la lunga pausa dovuta alle elezioni europee e amministrative riprendiamo le nostre rubriche. Quindi come oramai di abitudine oggi parliamo della situazione nazionale.

Vogliamo farlo in maniera dotta provando a spiegare il temine “Cazzaro”. Curiosamente la Treccani spiega la parola cazzata come sinonimo di stupidaggine, sciocchezza, ma non quella di cazzaro. Proviamo nella nostra infinita arroganza a sostituirci alla Treccani e provarne a dare una definizione che certamente è alquanto semplice: il cazzaro è colui che dice cazzate e quindi colui che dice sciocchezze e/o stupidaggini.

Sia chiaro che non è sempre una cosa negativa come sembrerebbe di primo acchitto. Il Cazzaro infatti è un po’ come l’amico che la spara grossa per farci sorridere, per tenerci allegri e conscio della sciocchezza e quindi in grado di conoscere perfettamente i meccanismi della bugia e delle sue implicazioni e li usa per un fine onesto, cioè: il far ridere.

Il cazzaro con connatazione negativa è colui che pure conosce i meccanismi della bugia e le implicazioni dirette e indirette su chi ascolta, ma utilizza la cazzata per un suo fine e suo vantaggio e, soprattutto, mentre nel primo caso il cazzaro sa di dire una cazzata e la presenta come tale, nel secondo caso il cazzaro presenta la cazzata come qualcosa di sublime. Quindi, dissimula il valore della stessa a suo vantaggio.

Facciamo degli esempi per spiegarci, soprattutto sul secondo tipo.

Prendiamo il ministro dello sviluppo economico che è anche ministro del lavoro Luigi Di Maio, che sette mesi fa se ne esce con una notizia bellissima per tanti lavoratori: Siamo riusciti ad ottenere zero esuberi e un ritorno delle produzioni dalla Polonia all’Italia. RILOCALIZZIAMO, che bella parola!

Parliamo di Whirpoll.

Sette mesi dopo l’azienda chiude.

Il ministero avrebbe dovuto monitorare l’accordo come è normale che si faccia, e certamente in ministero lo avranno fatto, non è che un ministro apprende le notizie dai telegiornali, sapeva benissimo il cazzaro Di Maio che qualcosa stava andando nel verso sbagliato ma si è ben guardato da prendere in mano la situazione a campagna elettorale in corso!

Giocare con la vita delle persone questo è.

Poi se lo ha scoperto dai giornali e allora qualcuno gli scriva le dimissioni.

In queste ore qualcuno si è ricordato che Whirpoll andava male pure nel 2013 chiudendo lo stabilimento di Trento e nessuno disse nulla.

Ecco che possiamo dire a queste persone che leggono le notizie un tanto al chilo senza approfondirle?

Un’azienda che va male chiude gli stabilimenti è ovvio, se non vendi non guadagni, se non guadagni non puoi pagare il dovuto, tipo stipendi, quindi ti ridimensioni chiudendo o delocalizzando, cercando di resistere. Whirpool in quel periodo chiuse stabilimenti in tutto il mondo e pure quello di Trento. Però anche in quel caso lo Stato si è mosso, precisamente la provincia di Trento, che ha intavolato delle trattative con la Vetri Speciali che si è installata nello stesso stabilimento abbandonato da Whirpoll. Tutti sono stati riassunti? No, ma una buona parte sì. Nello stesso tempo sempre la provincia per quegli operai ha organizzato corsi di riqualificazione, dal piazzaiolo all’informatica, e qualcun altro ha trovato lavoro con queste nuove abilità.

Il problema che per Napoli si è mosso un tizio, un cazzaro, di nome Di Maio.

Ma parliamo di MercatoneUno. Altro azienda in profonda crisi. Anche qui lo Stato, quello serio, ha cercato di salvare la situazione, ma le gare indette sono andate deserte e quindi pur di non far chiudere si è affidato MercatoneUno a un’altra azienda chiedendo a quest’ultima garanzie finanziarie dopo l’acquisizione, opinabile certo, ma si tenta il tutto per tutto. Si cambia ministro e la tragedia è che arriva Di Maio che non controlla.

Ma il peggio di questo ministro viene fatto quando su Fb pubblica un post dicendo che l’incontro con le parti è posticipato a lunedì 27 maggio, dopo le elezioni.

L’azienda chiude il giorno prima!

Di Maio ancora una volta fa la politica su fb e la vita reale gli sfugge, viene strunziato ancora una volta.

MercatoneUno è un fallimento bipartisan certamente, Calenda non avrebbe dovuto cedere al primo che passa, ma è pur vero che questo significava chiudere un anno prima, Di Maio ha sbagliato a non aver affrontato il problema per paura delle elezioni. Salvini ha detto che ci pensa lui, probabilmente ha affidato le famiglie in mezzo alla strada al sacro cuore di Maria perché al momento non vi è nessuna azione in campo.

La Pernigotti, Di Maio dichiara contro i cattivi turchi che avrebbe aperto un tavolo di trattative, avrebbe fatto una legge per proteggere i grandi marchi … alla Pernigotti lo stanno ancora aspettando.

Quindi riprendiamo i nostri esempi per spiegare chi è il cazzaro e facciamo adesso un esempio del primo tipo che abbiamo sopra descritto. Facciamoci aiutare sempre da Luigi Di Maio.

Dunque, in questi mesi di aziende che falliscono, di famiglie in mezzo alla strada, il nostro se ne esce con un post su Fb in cui si vanta di aver vinto una consultazione on line -del suo partito- con un record di voti e partecipazione, ma lui non si monterà la testa.

Andiamo, non fa ridere, non notate la battuta, il sottile giuoco di parole, non la trovate divertente?

No…???

Nemmeno noi.

Perdere 2000 posti di lavori in 48 ore circa pure è un record.

p.s.: se qualcuno se lo stesse chiedendo il termine Cazzaro è stato sdoganato dalla Cassazione 12 anni fa circa.


 

 

 

 

 

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