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Era da un po’ che stavamo cercando uno stile diverso per il nostro blog e alla fine abbiamo scelto questo che state vedendo.

Dà un taglio un po’ più giornalistico forse, questo creerà ancor di più confusione con chi ci definisce giornalisti. Sia chiaro siamo lusingati, ma non lo siamo e non siamo mai riusciti a capire il perché di questa confusione, ma forse una spiegazione abbiamo cominciato a trovarla e ve ne rendiamo partecipi.

Dunque, un paio di giorni fa stavamo discutendo con il sindaco di Arienzo -Davide Guida– ma in realtà più che discutere ci stavamo mandando bellamente affanculo, quando un amico o meglio un conoscente o meglio ancora un tizio che potremmo distinguere tra altri tizi, che se ne uscito con una cosa interessante nel tentavo di sminuirci, dicendo: blogger, esistono ancora?

Effettivamente ci siamo davvero posti il problema. Ma cosa interessante il tizio ci ha definiti blogger non giornalista, come capita ogni santo momento, nonostante lo urliamo ai 4 venti di non esserlo. Forse anche quello era un tentativo di sminuirci.

Ora, il blog nasce in pratica con la diffusione di internet, il primo blog nasce in Usa quando un certo tipo, di nome Jorn Barger, appassionato di caccia, cominciò a tenere un diario delle sue esperienze e ad interagire con gli utenti, siamo nel 1997, e manco blog si chiamavano ma web-log. In Italia il fenomeno arriva nel 2001.

Vi è poi una esplosione, tutti i quali hanno un computer con una connessione ad internet in pratica hanno un blog.

I blog -secondo noi- si dividono in tre grandi categorie:

  1. Una sorta di diario virtuale, in pratica chi si sentiva un po’ poetico, con pensieri profondi e filosofici aveva questa sorta di diario giornaliero o quasi in cui scriveva lunghe pagine o anche solo una frase.
  2. Il blog di utilità e servizi. In pratica una sorta di consigli pratici su cosa acquistare, dove andare, cosa fare il sabato sera, che film andare a vedere.
  3. blog di opinione. Molto meno diffuso all’inizio ma poi cresciuto esponenzialmente in cui si pone anche il nostro pungiglione.

Il primo tipo in pratica è scomparso con la nascita di Facebook e Twitter. Non aveva senso avere un blog che nessuno forse avrebbe mai visto quando con fb potevi e puoi raggiungere una marea di contatti tra “amici” e non. Poi da qualche anno con la nascita delle pagine ha dato il finale colpo di grazia.

Il secondo pure oramai è scomparso ma non del tutto, in quanto il blog qui si evolve per divenire qualcos’altro. Esempio: Salvatore Aranzulla. Il tipo, che immaginiamo tutti conoscono, per dare consigli pratici su qualsiasi ma davvero qualsiasi cosa, nasce come blog, poi inizia ad andare benissimo non solo per visite ma proprio a monetizzare, per una serie di motivi che non stiamo a spiegare e poi diventa sito web. Stessa cosa per i siti di ricette tipo come Giallo Zafferano, ma gli esempi sono tanti.

Oggi però grazie anche a nuovi mezzi come youtube o instagram si è passati a una evoluzione stessa del blog, che è essenzialmente scritto, con il vlog che è visivo.

Siccome il primo tipo è scomparso, il secondo quasi si è spesso parlato di crisi del blog o anche di morte. Ma c’è ancora il terzo tipo.

Quello di opinione su: politica, cinema, musica, letteratura, arte e via discorrendo. Funziona così: si piglia un fatto o un evento e lo si commenta, ma il blog per essere davvero tale deve presupporre anche l’interazione con gli utenti. Facciamo esempi di blog famosi di opinione, facile: il blog di Beppe Grillo, oggi ancora tra i più importanti e capace di monetizzare cifre enormi e soprattutto il blog ha creato il Movimento 5 stelle primo partito italiano alle ultime elezioni politiche. Dire che è il blog è morto ci pare eccessivo. Huffinghton post non è altro che una serie di blog che presentano attraverso i fatti le opinioni dei blogger.

Noi nel nostro piccolo ci poniamo in questo ultimo tassello. Lo facciamo così bene, o magari i giornalisti locali fanno loro mestiere così male, che la nostra figura di blogger spesso viene confusa con la loro come abbiamo abbondantemente detto.

Sia chiaro non scriviamo per monetizzare, se avessimo voluto avremmo parlato almeno di politica nazionale e non di Valle di Suessola, ma noi scriviamo per un motivo solo:

Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.

Ecco qui né più né meno.

Detto a parole nostre (non fate leggere ai bambini): Ce simm rutt o cazz!

Vediamo gente che fa politica che è incapace, vediamo gente che parla di cultura un tanto al chilo, vediamo gente che amministra con leggerezza i beni dei cittadini, vediamo tante e troppe cose assurde.

Dall’alto della nostra arroganza, per scrivere una qualsiasi cosa un minimo ci vuole, abbiamo detto basta e diamo il nostro contributo in merito e qualche risultato lo abbiamo pure ottenuto e siamo contenti.

Poi ci leggete non ci leggete sinceramente non ce passa manco pà capa! Noi dobbiamo scrivere perché in silenzio non si può.

Piccola nota: in un blog non bisognerebbe mai scrivere in terza persona. Ma noi ce ne fottiamo altamente.


 

 

 

 

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