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Analizziamo dal nostro punto di vista il voto di ieri a livello europeo, i suoi risvolti in Valle di Suessola e per finire come ciliegina sulla torta il voto delle amministrative.

Cominciamo dalle europee e dai vincitori.

La Lega ovviamente. Più che di una vittoria si tratta di una certificazione. Da mesi oramai il partito di Salvini ha sorpassato il M5s, curiosamente ribaltando specularmente il risultato delle politiche di un anno fa, 34 a 17.
Cosa ha funzionato?
Secondo noi un alleato moralmente debole. Facciamo degli esempi: Salvini con la storia del processo è stato salvato dai 5 stelle che hanno condannato se stessi arrampicandosi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile, poi i 49 milioni avrebbero dovuto essere un’arma di ricatto per far sì che la Lega tenesse la testa bassa, ma anche su questo non si è avuto la forza di contrastare Salvini. Mettiamoci poi una costante, martellante campagna marketing, ma soprattutto il fatto che l’elettorato fluido percepisce il carroccio come partito forte in questo momento e quindi tutti a saltarci su.

Infatti se qualcuno pensa che tutti gli elettori che votano lega siano solo razzisti, ignoranti, evasori ecc. ecc. ci si sbaglia di grosso e si commette un errore grave.

Ma attenzione che è un gigante di ferro dai piedi d’argilla, oltre al marketing alle parole d’ordine mutate per la bisogna, non si scorge nulla che possa far sembrare che l’epopea salviniana non sia poi così dissimile da quella discendente maroniana.

L’altro vincitore è Fratelli d’Italia che riesce a scollarsi dal 4 arrivando a un buon 6%. La somma di questo dato con la lega fa giusto 40% importante per governare. Azzardiamo che a questo punto il governo Conte puzza di cadavere. Infatti Salvini non ha nessun interesse con l’aumento iva alle porte e con vicende difficili come il caso MercatoneUno a farsi travolgere dai guai creati dai grillini, ma anzi può prendere al balzo un casus belli qualunque, che non mancano in questo governo, come la Tav e andarsene e buttare sul M5s tutti i guai italiani del recente passato e del prossimo futuro.

Altra vittoria è del Partito Democratico. Superata la soglia psicologica del 20%, ma rimangono ancora molto lontane le percentuali che possano far ritenere il Pd una vera effettiva alternativa governativa alla destra salviniana. Eppur si muove a sinistra qualcosa. Ora bisogna capire se il progetto di Zingaretti di un’apertura alla sinistra sociale possa sfociare in qualcosa di concreto o si ceda a una qualche sirena di una improbabile e disastrosa alleanza con i 5 stelle nel momento in cui questi verranno abbandonati da Salvini.

l’altra vittoria è di Berlusconi. Non di Forza Italia, ma proprio personale di Berlusconi, che viene eletto e va in Europa a godersi una dolce eclissi politica.

La sconfitta è del Movimento 5 Stelle, meglio dire il disastro. Infatti i sondaggi davano i 5 stelle indietro e ben staccati dalla Lega ma andare sotto abbondantemente al 20% è troppo. Si dirà, come si sta facendo, che è colpa dell’astensione, che è colpa dei poteri forti, ma la verità è che Casaleggio e Casalino non c’hanno capito nulla. Utilizzare espressioni carine per coprire il vuoto totale di concretezza non paga. Insomma chiamare i condoni, pace fiscale, pace edilizia, pace e bene fratelli, lancia solo il messaggio che i furbi continueranno a vincere. La scemenza del balcone urlando di aver abolito la povertà quando la gente che li ha votati per un cambiamento non vede nessun cambiamento, se non il taglio di pensioni d’oro da 1500€ al mese che ci vuole coraggio a definirle tali. Mettiamo poi il decreto dignità *altro nome carino- che ha fatto più licenziati che lavoratori, mettiamoci poi il reddito di cittadinanza, che ha deluso non poco gli elettori dei 5stelle. Ma mettiamoci anche i casi gestiti malissimo come Ilva, Pernigotti e in ultimo MercatoneUno. Per non parlare della ferita ancora aperta del ponte Morandi. Soprattutto la sensazione costante di subalternità alla lega in tutto e per tutto che ha fatto percepire come l’uomo forte, colui che veramente governa questo paese sia Salvini.

Ora il punto è cosa farà Casaleggio, il padrone del movimento, i casi sono 3:

  1. cambiare leadership, licenziare Di Maio e richiamare Di Battista o qualcun altro per lui, magari Fico.
  2. Abbandonare il governo facendo ricadere su Salvini la responsabilità.
  3. Continuare a tutti costi con questo esecutivo cercando di contrastare la lega su tutto.

Il primo caso è una facile soluzione, forse anche auspicata da tanti attivisti e probabilmente si arriverà proprio a quello in maniera soft senza troppi traumi.

La seconda possibilità è quella migliore ma presupporre delle capacità di strategia politica che al momento non si sono viste mai.

La terza è un tipico tafazismo che comunque è quello che ha guidato fino a oggi i 5 stelle.

Tra un ora o poco più ci si rivede per l’analisi del voto europeo in Valle di Suessola.


 

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