bilancio variazione

Tempo di bilancio in Santa Maria a Vico. Il giorno 22 Marzo vi sarà proprio un importante consiglio comunale sulla discussione e votazione del bilancio di previsione 2019.

Nel nostro piccolo proviamo a sviscerare questi numeri un pochino complicati almeno nelle linee generali.

Diciamo subito che per chi è neofita come noi il bilancio si divide in due grandi categorie che sono ovviamente le entrate e le spese, non diversamente da quello che avviene in ciascuna attività o famiglia.

Queste voci però di dividono ancora in Entrate/Spese di Cassa e Entrate/Spese di Competenza. Le prime indicano un guadagno o una spesa che effettivamente si prevede di avere e/o compiere nell’anno in corso, mentre la seconda indica le entrate da accertare e cioè quelle che l’ente ha diritto di percepire e le spese da impegnare e cioè quello che l’ente è obbligato a spendere.

Fino qua, speriamo, tutto bene.

Parlando solo delle entrate sia di cassa che di competenze queste sono come si dice in gergo correnti e cioè servono a pagare le spese anch’esse definite correnti che in pratica fanno stare sù la baracca, sono per non farla troppo lunga: gli stipendi dei dipendenti, il funzionamento degli uffici e cose così oltre a taluni servizi che il comune offre proprio ai cittadini.

Diamo dei numeri:

Le entrate correnti -cassa e competenza- ammontano a 29.178.284,8€ di cui il 43% è dato dalle tasse e tributi vari che i cittadini pagano. Le spese correnti -cassa+competenza- ammontano a 24.251.394,36. Abbiamo quindi che le entrate superano le spese di un +4.926.890,44€.

Poi ci sono le entrate in Conto Capitale che in pratica sono finanziamenti che si riescono a ottenere e altre cose come alienazione di beni che servono per gli investimenti.

Le entrate per Conto Capitale cassa+competenza ammontano a 51.834.531,67€ le spese invece ammontano a 55.575.065,52€ un -3.740.533,8€.

Insomma messa così non è un cattivo bilancio di previsione per quel che ne capiamo.

Ci sono però due cose che sarebbero interessanti conoscere e che in genere non sono indicati, almeno non chiaramente, ovvero: quale sia la percentuale di riscossione delle tasse in un anno e quale quella dei residui attivi in tre anni almeno.

Perché è ovvio che sembra tutto bellino, ma se le tasse le pagano mettiamo in un anno il 25% dei cittadini, abbiamo un bel problema.

Per i residui poi è chiaro che ci sono casi in cui non è possibile riscuote il dovuto entro l’anno, ma quanto si riesce a riscuotere i crediti che il comune avanza nel giro mettiamo di un paio d’anni?

Giriamo la frittata e parliamo dei residui passivi. In quanto tempo l’ente comune debitore paga? In media si riesce a saldare quanto si deve mettiamo in un anno? Ovviamente per spese di un determinato ammontare non certo per tutte.

Ecco queste sono risposte che per chi come noi non mastica l’ostica materia del bilancio aiuta però a capire se l’ente è o meno in buona salute perché altrimenti assistiamo al solito teatrino dell’opposizione che paventa l’apocalisse e dell’amministrazione che invece raffigura il paradiso in terra. Mettiamoci poi i cittadini che non sanno mai se una cosa non si fa perché mancano i soldi oppure ci potrebbero essere e non ci sono.

Non sappiamo se verremo ascoltati, ma sarebbe bello avessimo noi e i cittadini una risposta in merito.


 

 

 

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