ITALIA: AL DISASTRO NON VI E’ MAI FINE

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Archiviata la parentesi Sanremo che ci ha tenuto piacevolmente occupati per un bel po’, ritorniamo alle miserie italiche e dobbiamo dire questo governo non lesina, stavolta però protagonista è il Movimento 5 Stelle. Facciamo una breve triste disamina:

  • Elezioni Abruzzo. Al momento in cui scriviamo abbiamo questo dato e cioè che: il centro-destra stravince e facendo un confronto con il 4 marzo ’18 in particolar modo lega per l’indipendenza della padania che guadagna 40mila elettori e Fratelli d’Italia aumenta la sua percentuale ma non i suoi elettori che sono sempre intorno ai 35 mila. Malissimo Forza Italia che dimezza i suoi voti da 110 mila a 50 mila. Male anche il Partito Democratico che seppur conferma sostanzialmente il dato percentuale perde un 50 mila elettori, LeU un 4 mila. Ma è il tracollo del M5s a fare impressione con un meno 200.000 elettori circa!
  • Consob. Manco un anno fa pareva che senza un tizio di cognome Savona il governo detto del cambiamento non poteva nascere, era così importante che si perse un mese e che per l’opposizione evidente del Quirinale si arrivò allo schiaffo istituzionale della richiesta fatta dal sempre lucido Di Maio sulla messa in stato d’accusa del Presidente Mattarella. Ovviamente ci sta un conflitto di interesse grosso come una casa, ma hey è il governo del cambiamento baby.
  • Scontro Italia-Francia. Un’abile mossa politica non c’è che dire, a prescindere se sia giusto o sbagliato appoggiare un movimento che invece di ribaltare un governo democraticamente utilizza la violenza, ci siamo inimicati un paese che con il gruppo Air France stava cercando di salvare la “nostra” Alitalia e risultato … si sono ritirati. Ottima mossa gigì.
  • Produzione industriale -5,5%. Crescita stimata 0,2%, ma sarà un 2019 bellissimo. Noi ve lo diciamo: fate attenzione al vostro conto corrente, il prelievo forzato si avvicina e sarà in estate e di notte.
  • Il Movimento 5 Stelle dopo aver cambiato politica su Ilva, trivelle, gasdotto, doppio mandato, streaming, uno vale uno, e tanto altro … cambia idea pure sulla immunità parlamentare e pare orientato “salvare” il gattino coraggioso Salvini. Ma non è che forse i partiti che vengono attaccati costantemente da questi ciarlatani non sono poi così male!?
  • Un ministro se ne esce che i docenti del sud si devono impegnare di più. E niente sembra questa in rapporto alle altre la notizia meno grave. In un paese quantomeno normale un ministro del genere verrebbe strigliato dal presidente del consiglio, dal suo segretario di partito, magari pure dalla moglie e poi si chiedono le dimissioni a forza. Ma la dignità questo governo non sa cosa sia.
  • Caso Sardegna. C’è una mezza rivolta in quell’isola per via del prezzo del latte, gli allevatori minacciano di bloccare le elezioni di Febbraio. Questo governo lo sa? Il ministro dell’agricoltura -Salvini ovviamente- ha intenzione di berselo un bicchiere di latte o sta tremando un un angolino piangendo che lo salvino dal processo? Di Maio? No, lui meglio che non dica niente, alla Pernigotti lo stanno ancora ringraziando. Ottimo gigì.

BUONA CATASTROFE.


 

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