SENZA PACE IL REPARTO DIALISI DI SFAC: I PAZIENTI SI OSTINANO A VIVERE

ospedale

Undici mesi fa ci siamo occupati della questione del reparto dialisi dell’ospedale di San Felice a Cancello. Può trovarsi qui il link di riferimento: https://pungiglioneblog.com/2018/03/08/sfac-ospedale-mancano-infermieri-al-reparto-dialisi-trovate-una-soluzione-fate-presto/

Subito dopo quell’articolo tante sono state le autorità che si sono mosse, tanto che è arrivata una nuova infermiera -seppur senza la dovuta esperienza- per assistere questo tipo di pazienti molto particolari.

Ora però, dopo che la nuova infermiera ha accumulato la necessaria esperienza e “istruita” a dovere dall’ottimo personale medico, per poter al meglio assistere i malati di dialisi, che ecco -non si capisce il motivo- le “alte sfere” hanno deciso di sostituirla. O meglio, richiamarla in quanto non si parla di arrivo di un nuovo infermiere.

Stiamo sforzandoci di capire il senso di tutto questo inutile viavai che poi alla fine va a ricadere addosso ai malati.

Chiaro che tutti i malati sono soggetti deboli e come tali meritano le migliori cure e assistenze, ma chi ha bisogno di dialisi lo è in maniera particolare, sono persone -ad esempio- che hanno bisogno anche di particolari attenzioni psicologiche, il cambiare ogni due e tre un infermiere va nella direzione opposta.

San Felice a Cancello è dotato di uno dei pochi ospedali, se non forse l’unico, ad avere sia la lungo degenza che la dialisi qui in Campania ed opera adesso con 4 infermieri e 1 caposala. Per essere al massimo della sua operatività avrebbe bisogno di almeno altri due infermieri. Possibilmente con esperienza necessaria, ma visti i chiari di luna, va bene chiunque, ma vediamo di muoverci!

Ora noi speriamo ancora di sensibilizzare chi “comanda”e chi rappresenta nelle istituzioni il territorio a tutti i livelli a intervenire per evitare che i pazienti siano ancora una volta posti in condizioni di disagio oltre alla difficoltà di vivere con questa malattia.

Noi ci auguriamo che chi siede nella stanza dei bottoni si renda conto che la sua decisione coinvolge persone che sono in condizioni di debolezza e non vorremmo giammai pensare che siccome buona parte parte di questi malati sono over 70 siano percepiti come malati che si ostinano a vivere e non persone che meritano di vivere.


 

 

 

 

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