giorgia meloni

Spesso ci occupiamo il lunedì del malgoverno di questi mesi. Ma questa settimana siamo andati ben oltre il mal governo, siamo a un vero e proprio governo disumano che mai si era visto nella Repubblica. Non saremo noi a ripetere fatti oltremodo noti e riportare alla mente i motivi che in questi giorni ci fanno usare parole forti.

Proviamo quindi -presi dal disgusto- di guardare un po’ più in là a questo governo insulso.

E ci occupiamo quindi di una dei peggiori politici di questi ultimi anni: Giorgia Meloni.

Nonostante in Italia in questo periodo vi sia un rigurgito di consenso, anche sfrenato, per posizione di estrema destra, tutti ne beneficiano nei sondaggi in primis Lega Nord per l’indipendenza della padania fino a Casapound et similia, ma chi invece non riesce a staccarsi dal quel 4% è proprio Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Questo ha una spiegazione semplice ma probabilmente non lontana dalla realtà: perché votare un doppione di Salvini?

Ecco, questo il punto. Salvini con il suo prima gli italiani, a morte i negri, fuori dall’euro e cose così ha in pratica tolto acqua al mulino di Fratelli d’Italia che non riesce per limitatezza ideologia ad evolversi e quindi si riduce a fare da cassa di risonanza di Salvini.

Oggi chi vota per Giorgia Meloni è soprattutto meridionale o laziale che non ha dimenticato le offese leghiste e il roma ladrona e non riesce proprio a mettere una x sul simbolo Salvini premier.

Eppure una destra diversa e slegata dal passato pesante e ingombrante del ventennio fascista è possibile. L’aveva capito Gianfranco Fini, politico che negli anni ’90 è stato protagonista di quel decennio portando Alleanza Nazionale anche al 15% un risultato straordinario tenendo conto dei voti deprimenti di oggi di Fratelli d’Italia. E’ Fini è finito per problemi familiari che lo hanno coinvolto indirettamente in scandali finanziari, non certo perché battuto politicamente.

Ma appunto quale destra? Non sta certamente a noi essendo di ideologia contraria e avversa dare consigli, ma vi sono aspetti ideologici di destra che potrebbero essere condivisibili e sostenuti.

Facciamo degli esempi:

Nazionalismo e bandiera. Salvini si sbatte parlando di prima gli italiani ecc. ecc. ma è solo uno slogan cui non ci crede manco lui vista la sua storia recente. La Meloni invece, che ci crede davvero, potrebbe entrare in questo scenario parlando davvero degli italiani minacciati se non come popolo come cultura e pensiamo al Trentino Alto-Adige, pensiamo a Corsica e Nizza, pensiamo a Malta, pensiamo all’Istria. Invece si sta a lì a ripetere a pappagallo prima gli italiani che poi non significa nulla se non un modo per dire tu immigrato, tu nero, tu diverso, vieni dopo nella scala dei diritti.

Bisognerebbe poi spogliarsi di queste persistenti influenze Nazi-fasciste come ad esempio il discorso dello ius soli, che incredibilmente è diventato poi un argomento di sinistra, ma non lo è affatto! Non c’è nulla di sinistra anzi è un discorso di destra moderna allargare il concetto di italianità ai figli degli immigrati regolari che lavorano, rispettano le leggi e pagano le tasse, nati sul sacro suolo italico. Un paese di destra nel vero senso della parola come gli Stati Uniti hanno fatto proprio da secoli il concetto di ius soli. Anche i Romani, cui crediamo che sia la Meloni che la destra nazionale guardi con un certo fascino, concedevano la cittadinanza agli stranieri per merito!

Il problema di Giorgia Meloni è proprio questo se non vuole essere fagocitata dalla Lega Nord per l’indipendenza della padania è non diventare un banale megafono di Salvini. Ma portare invece quest’ultimo attraverso le sue contraddizioni a scoprirsi quale bluff.

Basterebbe sfidare Salvini sulla criminalità organizzata, basterebbe questo. Sulle risorse economiche alle forze dell’ordine magari, sulla marea di leggi che legano le mani ai procuratori antimafia e ai giudici. Basterebbe questo.

Cara Giorgia tutto sta a capire: cosa vuoi fare da grande?

Intanto… Buona Catastrofe.


 

 

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