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In questi anni -come è tristemente noto- Santa Maria a Vico ha patito una continua e costante problematica di mancanza d’acqua dovuta a tanti sedicenti problemi quali: il pozzo, il quadro elettrico, gargamella, i gremlins e quant’altro ancora.

E’ questo un problema così annoso che si pensi esistono ben due sentenze del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che condannano il Consorzio Idrico Terra di Lavoro (citl) datate entrambe 2006! Precisamente la sentenza nr. 1501 che condanna il citl al pagamento in favore del comune di Santa Maria a Vico di 1.302.488,32€ per inadempimento contrattuale inerente agli obblighi di manutenzione e gestione; ancora con sentenza nr. 850 per gli stessi motivi per 269.963,19€. 

Finalmente il comune di Santa Maria ha deciso di riscuotere questi crediti forte anche di una ulteriore sentenza favorevole ottenuta nel Febbraio 2018 che dichiara il diritto del comune di Santa Maria a procedere ad esecuzione forzata nei confronti del citl per entrambe le sentenze.

Fino a qui tutto bene, anzi benissimo, il consorzio -per quanto ci riguarda- meriterebbe di sparire e condannato alla damnatio memoriae.

C’è però una cosa che ci lascia un po’ perplessi.

In quanto il secondo pozzo come si può evincere dalla determinazione nr.510 del 29.05.2013 il comune di Santa Maria a Vico aveva stabilito che per la sua realizzazione il costo fosse tutto a carico del Citl scomputandolo dalle sentenze 850 e 1501 emesse dal tribunale si Santa Maria Capua Vetere. Ricordiamo che il costo del secondo pozzo fu di poco più di 300.000€.

Pare però che questa richiesta del comune di Santa Maria del rispetto delle sentenze non tenga conto del costo del secondo pozzo.

A questo punto ci chiediamo se non vi è un qualche errore nel richiedere il conto. Errore che sia chiaro potrebbe essere anche nostro, è così?

Inoltre se appunto abbiamo sbagliato e quindi poi il secondo pozzo non fu finanziato con parte dei soldi delle sentenze che Santa Maria a Vico vantava, con cosa è stato finanziato?

Inoltre, ci piacerebbe capire al netto dell’atavica inadempienza della giustizia italiana, com’è possibile che con due sentenze così corpose, che per un piccolo comune sono manna dal cielo, dal 2006 si invia un precetto di pagamento solo nel 2014! Poi è chiaro che il citl ci prova e si oppone e passano altri anni fino ad arrivare al 2018.

Siamo certi di una pronta risposta e attendiamo, ovviamente daremo conto al nostro lettore.

determinazione_n_510_2013

ricorso azione legale recupero crediti citl


 

 

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