E ALLORA IL PD?

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E’ stato approvato il bilancio 2019, senza entrare troppo nel merito, che non siamo economisti, ma è inevitabile che ci si aspetta da un governo, che si definito del “cambiamento” e ha presentato una manovra economica chiamandola “del popolo”,  un miglioramento se non proprio della qualità della vita quanto meno degli indici macroeconomici che caratterizzano l’economia di uno stato. Ovviamente in rapporto ai Governi degli ultimi anni quanto meno.

Se poi come dice Di Maio siamo alle soglie di un boom economico allora non solo il governo detto Conte dovrà far meglio dei governi precedenti ma dovrà fare di gran lunga meglio.

Analizziamo i dati dal 2013 al 2017 e cioè in pratica dal governo Letta (Aprile 2013 al Febbraio 2014), Renzi (febbraio 2014 al Dicembre 2016) e Gentiloni (dicembre 2016 al Giugno 2018). Dal primo Giugno 2018 è appunto in carica il governo detto Conte.

Quindi andiamo a vedere il tasso del Prodotto Interno Lordo (Pil) in quegli anni e precisamente del Pil reale cioè la ricchezza prodotta dallo stato a prezzi costanti:

PIL 2013: -1,9
PIL 2014: 0,1
PIL 2015: 0,9
PIL 2016: 1,1
PIL 2017: 1,6.

Il 2018 non lo contiamo in quanto si tratta di un anno che consideriamo “ibrido” tra i governi centro-sinistra e populisti.

Altro elemento, il Debito Pubblico in rapporto percentuale al PIL:

Debito/PIL 2013: 129,00
Debito/PIL 2014: 131,80
Debito/PIL 2015: 131,60
Debito/PIL 2016: 131,40
Debito/PIL 2017: 131,20.

Passiamo poi alla pressione fiscale in percentuale al PIL:

Pressione Fiscale 2013: 43,6
Pressione Fiscale 2014: 43,3
Pressione Fiscale 2015: 43,1
Pressione Fiscale 2016: 42,4
Pressione Fiscale 2017: 42,2.

Tasso di disoccupazione:

Disoccupazione 2013: 12,1
Disoccupazione 2014: 12,7
Disoccupazione 2015: 11,09
Disoccupazione 2016: 11,7
Disoccupazione 2017: 10,09.

Ci fermiamo qui.

Seppur è vero che non solo di economia vive l’uomo, ma vi sarebbero altri parametri ancora da valutare, è pur vero che la ricchezza prodotta è indice della salute di uno stato e siccome senza soldi non si cantano messe è difficile creare o attuare piani fantascientifici di benessere senza la materia prima e cioè: il danaro.

Non ci aspettiamo di certo il miracolo promesso da Luigi Di Maio ma quanto meno per il 2019 parametri migliori rispetto a questi elencati, che sebbene non entusiasmanti ma ci dicono, senza voler fare dello stupido tifo, che a passo di lumaca tutti gli indicatori principali macroeconomici erano in miglioramento.

Attenderemo i vari trimestri che si presenteranno per capire in che direzione stiamo andando se verso il benessere o addirittura il boom economico o invece verso il baratro.

Intanto … Buona Catastrofe. 


 

 

 

 

 

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