IL BARDO E LE FESTE

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Il Bardo è tornato e sempre con piglio satirico ci racconta come ha visto questo periodo di festività natalizie. Alcuni critici parlano di offese in quanto il Bardo mette in ridicolo alcuni personaggi santamariani. Interessante davvero, noi possiamo solo dire che la satira : Essendo una forma d’arte, il diritto di satira trova riconoscimento nell’art. 33 della Costituzione, che sancisce la libertà d’arte, ma è una forma d’arte particolare, perché il contenuto tipico del messaggio satirico è lo sbeffeggiamento del suo destinatario, che viene spesso collocato in una situazione grottesca e comica. La satira politica mette in ridicolo il personaggio al di sopra di tutti, l’intoccabile per definizione. Esalta i difetti dell’uomo pubblico ponendolo allo stesso piano dell’uomo medio. (https://satirapolitica.wordpress.com/2013/09/25/la-satira-politica-nella-storia/)

Ma facciamo cantare il Bardo:

Cari amici,

in queste feste sono riuscito a rilassarmi tanto e bene. Anche perché, a dire il vero, c’è un aedo che mi sta rubando la scena. Un instancabile menestrello, un cantore stimato e stimabile (un Nobile, tra l’altro) che sta raccontando anche egli le gesta della casata Pirozziana. E, tra le altre cose, a lui questi servigi sono stati richiesti in ufficial maniera. Ovviamente io persevererò nella mia opera perché ritengo modestamente di poter dare un taglio più epico alle Santapolloniche peripezie rispetto all’esimio servitore delle Muse e del Vero. 

Infatti, nonostante i servigi del biondo titolato, non posso far altro che notare il distacco che c’è, a torto, tra il popolo ed i sovrani quando si tratta di far festa e comunicare lieti eventi.

Paradossalmente i Nostri, essendo abituati alle più ardue imprese ed all’atto cantarsele e suonarsele (e farmele cantare), vengono meno nelle cuciture quando c’è da comunicare un evento al quale dovrebbe essere richiesta molta partecipazione.

Ad esempio, abbiamo già accennato al pranzo per gli anziani tenutosi nel periodo natalizio. Qualcuno mi ha fatto notare che furono anche affissi degli avvisi alle mura del borgo ma gli anziani partecipanti al banchetto erano sempre gli stessi degli scorsi anni. Nessuna faccia nuova, insomma. Come nessuna faccia nuova si è vista alla presentazione dell’opera pittorica raffigurante gli illustri uomini che hanno fatto grande, già prima del Santappolonico, ma senza saperlo, il territorio Santamariano. E sempre le stesse et poche persone si vedono anche in occasione degli eventi culturali voluti dall’avvocato Nuptis o in genere tutti quelli organizzati dalla compagine di governo. Eventi dei quali viene data notizia, che sono molo spesso organizzati bene e degni di attenzione. Ma che non trovano partecipazione da parte dei popolani, come se vi fosse un muro invisibile tra questi ultimi e i nobili amministratori. Un muro che dovrebbe venire meno proprio quando questi ultimi decidono di immergersi tra le folle acclamati accogliendole alla loro corte. 

Quindi, miei cari concittadini acquisiti, perché non accorrete? Anche se vi pare che il Santappolonico ed i suoi sodali vi invitino “tantp per “ma non vi vogliano con loro, vi posso assicurare che non è così e che sarete bene accolti al prossimo evento del Nuptis, ad uno dei gazebi del fanciulletto, ai convegni organizzati nella casa comune o ai pantagruelici banchetti con la castana Biondo.

Vi aspetterò lì insieme ai nostri prodi eroi.

Il vostro amichevole Bardo di quartiere.

 

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