ITALIA: DAL CAMBIAMENTO AL TAGLIAMENTO

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Ritorniamo seppur con un po’ di ritardo a discettare delle malefatte governative, non perché vogliamo, ma in quanto ci vengono servite su un piatto d’argento.

Che sia un governo di gente insulsa, fascista e arrogante lo si può evincere facilmente in questi ultimi giorni.

E’ passata la legge di bilancio, fondamentale è stato evitare l’esercizio provvisorio, ma le modalità di licenziamento della legge sono state a dir poco deprimenti per la democrazia.

E pensare che quando vi fu il referendum renziano questi stessi governanti di oggi si strappavano le vesti parlando di deriva autoritaria sostenuti tra l’altro da eminenti costituzionalisti -bisogna dirlo- e dal mondo dello spettacolo pure, dal cinema, al teatro, alla televisione tutti contro la deriva autoritaria. Dove siete oggi, in quale anfratto vi state nascondendo? Ebbene, gli ultimi giorni di dicembre ci hanno dimostrato cosa si intende per deriva autoritaria svuotando il Parlamento di senso, rendendolo un mero passaggio burocratico da affrontare. Inutile soffermarsi sul perché basta sfogliare tutti i più autorevoli giornali per leggere delle nefandezze del governo su questo punto. Noi ci limitiamo a far notare, come sono stati capaci pure a sbagliarla la manovra visto che hanno previsto l’innalzamento dell’iva per le società no profit,  non riportiamo le dichiarazioni della Castelli per amor nostro e della vostra sanità mentale. Aveva detto Di Maio che sarebbe stato corretto questo passaggio, ma al momento non si ha l’ombra nemmeno di un decreto un merito. Però vi sono tutti i tagli che ci si aspettava, dalla scuola, alla sanità, alle infrastrutture. Più del cambiamento sembra il governo del tagliamento.

La cosa interessante è che in questo bilancio mancano i tre elementi che dovevano caratterizzare questo governo: Flat Tax, Reddito di Cittadinanza, Quota 100. Cioè sono stati messi i soldi da parte per queste misure -almeno 2/3 ma vi saranno dei provvedimenti ad hoc sembra. Della Flat Tax non se ne parla più e meno male aggiungiamo noi, del reddito ne abbiamo una ennesima versione, ormai viaggiamo a una a settimana, ora le proposte di lavoro potranno pervenire pure da centinaia di km da dove si vive. Se fossimo nel governo renzi e stessimo parlando di scuola sarebbe stato definito questo come: deportazione.

Intanto nei sondaggi non si ferma l’emorragia di consenso che sta erodendo il m5s, gli elettori si aspettavano certo qualcosa di diverso e invece si scopre che nell’emergenza e nella necessità fanno le stesse cose dei governi che li hanno appena preceduti, che forse non erano composti da tutta sta gente malvagia. Mentre l’unica emergenza che hanno dovuto affrontare senza affidarsi al passato, quella del Ponte Morandi crollato, è stata ed è gestita malamente. Cioè parliamo di Toninelli. Dio salvaci quest’uomo è ancora ministro!

Infatti basta vedere Ilva, Trivelle e adesso banca Carige, non solo sostanzialmente si fanno le cose che hanno fatto quelli di prima, ma si copiano tale e quale pure le leggi. Il caso Carige è un esempio che ha dell’incredibile. Il governo salva sostanzialmente una banca ed è giustissimo, perché in quella banca vi sono risparmiatori, che significa pensionati e lavoratori che hanno il proprio conto e rischiavano di vederlo bruciare. Certo il sistema bancario italiano avrebbe perso 300 milioni di euro quanto meno indebolendo ulteriormente il già debole settore. Ripetiamo, ottimo. Però non si venga a dire che questa Banca è meglio delle altre, perché pure i malvagi governi precedenti hanno salvato pensionati e lavoratori che avevano il loro conto nelle varie banche sofferenti e che diamine!

Se poi era tutto così lampante e ovvio per i fedeli di questo governo allora perché si è convocato un consiglio dei ministri con un solo punto all’ordine del giorno in fretta e furia e di notte?

Ah per quelli che: ma il conflitto di interessi ecc. ecc., andatevi a vedere i rapporti di Conte con la cordata che stava e sta cercando di scalare la Carige e poi ne riparliamo, ma a questo punto ci chiediamo se il non-presidente Conte sia uscito dal consiglio dei ministri al momento del voto, sarebbe stato opportuno.

Intanto continua la sofferenza dei migranti in mare con la stupida chiusura dei porti. Salvini dopo la parentesi del bilancio e ritornato in campagna elettorale permanente e quindi se la sta a prendere con la prima nave utile, infatti gli sbarchi non sono certo cessati.

I quali si ostinano a non morire.

Buona Catastrofe.


 

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