ITALIA: ANDIAMO AVANTI VERSO UN MURO. ARRIVANO I GILET GIALLI?

MANCANO 26 GIORNI ALL’ASSEGNAZIONE DEL PUNGIGLIONE D’ORO 2018


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Torniamo alle miseria italiche.

In verità ci sta poco da dire o da scrivere. La collocazione dei Btp è andata male ma lo si sapeva, ma “noi andiamo avanti“. Lo spread si aggira intorno i 300 punti base e si cominciano a vedere gli effetti con l’innalzamento dei mutui ma “noi andiamo avanti“. Di Maio annuncia che si stanno stampando 6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza senza che alcun provvedimento sia stato approvato anzi sia stato presentato alle Camere “ma noi andiamo avanti“. Toninelli è ancora ministro ma noi andiamo avanti”.

Solo che davanti a noi ci sta un muro di cemento armato e ci stiamo andando a sbattere, ma con una certa allegria.

Qualche povero illuso ancora ci viene a dire che lo spread non significa nulla è giusto una parolina utilizzata per spaventare come il classico mostro nell’armadio. Tutto giustificato con: chi si preoccupava dello spread nell’82?

Santa ignoranza.

Lo spread c’è sempre stato solo che nell’82, e fino ai pessimi governi Berlusconi-Lega, era un dato talmente sotto controllo che non influiva per nulla nelle vicende economiche, così come il debito pubblico infatti divenuto preoccupante dal governo Forlani, uno dei peggiori della storia, ma poi è arrivato Berlusconi e ora Salvini-Di Maio a ricordarci che si può sempre peggiorare.

Dicevamo che i mutui aumentano per via dello Spread che poi tecnicamente è pur vero che non vi è correlazione diretta tra i due, ma una correlazione vi è tra muti ed Euribor (indica la media dei tassi di interesse con cui le banche europee si prestano i soldi tra di loro), ma appunto questo secondo indice è influenzato dallo spread. Noi lo sappiamo la Castelli no! Ma “noi andiamo avanti”.

Peccato che a pronunciare questo motto del “noi andiamo avanti” non vi siano figure dell’altezza di Amatore Sciesa, ma personaggi minori e imbarazzanti come Salvini, Di Maio. I quali sono più avvezzi alle fotine, come Salvini ( ci deve ancora 49 milioni) sulla ruspa che va ad abbattere le dimore dei Casamonica, anche se il suo intervento in merito è stato pari a zero visto che l’ordinanza di demolizione viene firmata da Zingaretti presidente della Regione Lazio.

Dal lato 5 stelle arriva la tegola che non ti aspetti o quasi, il padre di Di Maio si scopre che oltre ai condoni tiene pure dei lavoratori a nero. Almeno questa sarebbe l’accusa. Che ce frega di questa cosa? Il nulla. Ma siccome il signor Di Maio figlio ha sputtanato e buttato merda addosso a padri di altri chiedendo onestà onestà al di sopra di ogni sospetto, dovrebbe almeno chiedere scusa e dimettersi. Ma figuriamoci se il miracolato della rete lo fa.

Ci mancavano pure gli imbecilli dei gilet gialli che hanno fatto una sortita in Italia dopo il casino che stanno facendo in Francia. Ovviamente protestano nei week-end perché in settimana si lavora e non sia mai si faccia la rivoluzione di martedì.

Si protesta in Francia per gli aumenti minimi del gasolio e benzina, dovuti agli aumenti dei paesi produttori, e che poi il governo francese sta cercando di contrastare dando incentivi per le auto elettriche e ibride. Teniamo presente che il prezzo del gasolio e benzina è tra i più basso d’Europa e continuerebbe a essere più basso nonostante i rincari, chiediamoci come mai!? Essendo la Francia una potenza coloniale di fatto ci pare ovvia la risposta. Mica si protesta per questo!?

Il movimento dei gilet gialli non ha connotazione politica, sebbene sia Melenchon e la Le Pen stanno cercando di tirarli per la giacchetta dalla loro parte.

Intanto il governo francese non si muove dai suoi propositi e ci è scappato pure un morto. Una donna in auto stava portando la figlia in ospedale e stata circondata dai manifestanti che senza tener conto di una bimba piccola e sofferente hanno circondato l’auto e cominciato a battere con le mani e le mazze sull’auto, la donna spaventata ha accelerato di colpo e travolto una manifestante che è morta.

Il bello che poi si dice: ah ma che bravi i francesi, in Italia non si protesta mai sempre zitti.

Mai affermazione fu più fallace storicamente sia nel tempo lontano (vi dicono nulla i moti del 1848?) che recente (i forconi).

I forconi a noi ricordano molto questi gilet gialli: confusi, senza guida, con leader da macchietta, protestavano per il popolo ma proprio la protesta danneggiava il popolo, ricordiamo che fu il blocco dei porti in sicilia e dopo manco una settimana non vi erano più medicine e beni di prima necessità, e i forconi non ci avevano pensato mica.

Il popolo italiano che si illude facilmente, ma alla lunga scemo non è, capì il bluff e il movimento dei Forconi che cercava di sovvertire l’ordine democratico è stato praticamente dimenticato.

Attendiamo gli eventi, ma siamo certi di una cosa, se proprio si deve protestare lo si deve fare sempre civilmente, lo stato italiano ha i mezzi per evitare che qualsiasi cretino accentri nelle sue mani il potere, ma purtroppo non ha i mezzi per evitare che ci arrivi.

Ogni riferimento a Di Maio e soci è volutamente casuale.


 

 

 

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