SMAV PALAZZETTO: REVOCATO L’APPALTO

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Lunedì si terra il consiglio comunale in Santa Maria a Vico e mai come questa volta saranno attese le comunicazioni del sindaco sia per quanto riguarda la situazione acqua sia per quanto riguarda la tormentata vicenda del palazzetto dello sport.

Infatti il comune ha deciso di revocare per gravi ritardi il contratto di appalto che si era aggiudicata la ditta Pa.Gio. di Valle di Maddaloni.

Progetto tormentato questo del palazzetto dello sport.

Il 28 aprile del 2014 viene approvata in giunta il progetto per la realizzazione del palazzetto.
In Maggio seguente parte la gare che in Novembre del 2015 quindi un anno e mezzo dopo si aggiudica in via provvisoria la ditta Pa.Gio. costruzioni di Valle di Maddaloni che verrà aggiudicata in via definitiva nel Gennaio 2016.

Il 27 Aprile del 2016 si sottoscrive il contratto di appalto. Il 09 Maggio 2016 si da il via alla fase esecutiva.

Il primo intoppo arriva giusto un mese dopo il 01.06.2016 l’appaltatore chiede una proroga per ultimare la progettazione esecutiva. Proroga che viene concessa, giusto una ventina di giorni.

Il progetto esecutivo firmato da RTP Campagnuolo progetti viene consegnato alla Stazione Appaltante il 29.06.2016.

Il 04.07.2016 la giunta comunale approva il progetto esecutivo.

Il 12.07.2016 avviene il verbale di consegna dei lavori, 451 giorni naturali e consecutivi, l’opera dovrà essere consegnata il fatta e finita il 06.10.2017. Non succederà.

il 22.07.2016 presentazione del progetto e posa della prima pietra e praticamente ultima pietra.

Arriva il secondo intoppo, 07.11.2016 i lavori sono sospesi causa richiesta di integrazione del Genio Civile per ottenere l’autorizzazione sismica.

Il 30.01.2017 i lavori riprendono.

Viene ridefinita la nuova consegna dei lavori che sarà il 29.12.2017. Non succederà, again.

Il 14.11.2016 Valentino Ferrara succede a Luigi De Lucia come Responsabile Unico del Procedimento.

Intoppo numero tre: il 21 dicembre 2016 la Guardia di Finanza entra in comune e acquisisce documenti che riguarderebbero proprio l’aggiudicazione di gara del palazzetto, almeno questo si legge su tutti  i giornali on line.

Da questo momento è un susseguirsi di intoppi e problemi.

Altro intoppo e siamo a quattro, viene comminata una sanzione di 100€ al giorno all’appaltatore per la mancata attuazione della proposta migliorativa avanzata in fase di gara, siamo al 23.06.2017.

Ancora, 14.07.2017 viene rilevato che il cantiere è inattivo e non presidiato e che i lavori rischiano di non essere portati a termine.

Il 01.08.2017, l’appaltatore conferma gli impegni di consegna del palazzetto.

Il 19.12.2017 i Carabinieri sequestrano il cantiere in quanto sembra che la ditta stesse sotterrando rifiuti speciali ricavati da scarti di materiali di risulta edile.

Il 17.04.2018 l’area viene dissequestrata.

Il 23 dello stesso mese riprendono i lavori, e viene concesso alla ditta di ultimare i lavori entro il 24.05.2018. Non succederà e ancora e ancora.

Il 25.05.2018 viene redatto il verbale di verifica dello stato dei lavori, inutile dire che in pratica sono in ritardo pesante, inoltre si rileva che l’appaltatore non ha ancora dimostrato l’estraneità ai fatti del sequestro del cantiere di dicembre.

Il 30.07.2018 l’appaltatore inizia il montaggio della struttura prefabbricata.

Tra questo giorno e il 12.09.2018 vi è ancora una interruzione ingiustificata dei lavori. L’appaltatore però si impegna a terminare i lavori anche in penalità e a consegnare l’opera finita il 31.12.2018. L’appaltatore si impegna a cominciare a lavorare il 17.09.2018.

Appena 48 ore dopo preso questo impegno arriva un pec dall’appaltatore per dire che i lavori slitteranno di una settimana.

Il giorno 24 viene svolto un sopralluogo che però mostra come l’appaltatore non mantenga gli impegni assunti almeno dal punto di vista dell’amministrazione comunale.

Da qui in poi è tutto un tira e molla sul comune che vuol mandare via la ditta e questa che vuol restare, un prendersi degli impegni e sopralluoghi che costatano che gli impegni non si mantengono.

Arriviamo quindi al 07.11.2018 con la delibera di giunta che revoca l’appalto alla ditta Pa.Gio costruzioni.

Ora bisognerà rifare tutto daccapo o quasi.

Vedremo mai realizzato questo palazzetto? La risposta secondo noi è:

NO!

Questo dimostra che quando si fa un’opera importante e di utilità pubblica, come il palazzetto, il criterio dell’offerta più bassa non significa risparmio.

Quanto tempo si è perso, quanti soldi buttati?

Con il criterio del prezzo più basso, la cupola del Brunelleschi non l’avremmo mai avuta.


 

 

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