ITALIA: DEFICIT A 2,4% SPERANZA O ILLUSIONE?

balcone di maio.jpg

Finalmente il Movimento 5 Stelle ci è riuscito, Finalmente si ruba la scena!

Dopo il primo giorno dalla formazione del governo infatti i pentastellati le hanno prese in tutti i sensi dall’attivismo di Salvini in tema di immigrazione non riuscendo a imporre una linea alternativa o di critica. Se poi aggiungiamo il caso Ilva non apprezzato dalla base grillina, se aggiungiamo pure il drammatico Toninelli che non solo balbetta sul caso dei porti messo sotto appunto dal suo collega agli interni, ma non riesce nemmeno imbeccarne una dopo il crollo del ponte di Genova dicendo solo una marea di fesserie e nominando personcine alla commissione ispettiva che poi si dimetteranno in quanto indagate proprio per il crollo del ponte, mettiamoci Casalino che prende uno stipendio non proprio grillesco, più varie ed eventuali come la cosuccia dei 49 milioni rubati dall’alleato ed ecco che la percentuale dei 5 stelle si riduce fino a perdere 7 punti da Marzo, mentre la Lega per l’Indipendenza della Padania ne guadagna 14 -il doppio- finendo per divenire primo partito.

Quindi, c’era necessità di qualcosa di eclatante che compattasse l’elettorato, bisognava fare qualcosa.

Fatto!

Con la nota al Def, sia chiaro si tratta di una nota, quindi nessun provvedimento delle Camere, il governo ha deciso di alzare il rapporto Deficit/Pil per i prossimi tre anni del 2.4%.

Di per sé nessun problema, uno Stato europeo in base ai trattati può fare qualsiasi manovra, l’importante è tenersi sotto la soglia del 3%. L’Italia, dopo i disastri di Berlusconi e Lega al governo, ha da sempre abbassato la soglia fino ad arrivare poco sopra l’1,5%.

Questo perché il nostro debito pubblico è da anni enorme, tenuto più o meno sotto controllo nella seconda metà degli anni 90, complice però come detto i disastrosi governi Berlusconi-Lega, complice la crisi finanziaria del primo decennio del 2000 il debito pubblico è divenuto incontrollabile. Se poi si aggiunge una crescita che per anni è stata dello 0, tranne forse gli ultimi anni che ha segnato un +1,qualcosa che ecco che stiamo un po’ con le pezze al culo.

Ma anche in questo caso le critiche del 2.4% al momento sono assolutamente infondate, anche perché come detto i governi Berlusconi avevano un Tremonti che era anche professore Universitario, e ci siamo ritrovati a un passo dal fallimento. I governi di centro-sinistra successivi nonostante una forte e non “ideologica” politica di austerità non hanno ridotto il debito pubblico, che è drammaticamente aumentato.

Il governo fa un ragionamento semplice e dice: io metto in circolo del denaro sia con il reddito di cittadinanza (anche se è rimasto solo il nome) sia con la flat tax non togliendo soldi ai ricchi, in questo modo la gente può fare acquisti, gli acquisti aumentano il fatturato delle aziende e le fanno crescere invogliando altri a fare impresa, questo fa aumentare il Pil il quale ridurrà il debito pubblico, dovuto anche a un maggiore apporto di entrate perché adesso i soldi per pagarle ci sono, quindi aumento oggi per diminuire domani.

Ovviamente non è scritto da nessuna parte che sia così, ma nemmeno che sia il contrario. Bisogna attendere questo “domani”. E’ evidente che non basta un anno per giudicare una manovra economica, però i rappresentanti del governo in particolar modo Di Maio si sono fatti altri debiti … con la bocca. 

Dire abbiamo abolito la povertà, affacciarsi dal balcone di Palazzo Chigi -assolutamente disgustoso- e festeggiare per la svolta epocale, significa che già entro e non oltre il 2019 dovremmo vedere gli effetti positivi di questa manovra, ripetiamo al momento è solo una nota al Def.

Però se nel 2019 il debito pubblico non cala, il Pil non arriva di poco sotto al +2, i disoccupati crescono … allora Di Maio dovrà riaffacciarsi al balcone e dire: ritorno al San Paolo a vendere caffè borghetti che è meglio.

Noi ripetiamo al governo diamo un anno di tempo, ne avremmo dati due, ma visto gli atteggiamenti e le dichiarazioni non ha senso attendere un tempo così lungo e vedremo.

Abbiamo però la sgradevole sensazione che se le cose dovessero andare male non si dirà abbiamo sbagliato, ma si utilizzerà la tecnica del piagnone: i poteri forti gnè-gnè-gnè, l’Europa gnè-gnè-gnè, Soros gnè-gnè-gnè, la sfortuna gnè-gnè-gnè, e allora il Pd? gnè-gnè-gnè.

Vedremo come andranno le cose ma nel caso le cose dovessero andare male, come prevediamo, ma non auspichiamo, vi auguriamo una

Buona Catastrofe.


 

 

 

 

 

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