ITALIA: TRA SENTENZE NON CAPITE E RATING NON CAPIBILI.

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E’ ancora una volta il presidente del consiglio de facto Matteo Salvini a tenere la scena della settimana precedente così come per le altre del resto.

Si segnala ad esempio per aver definitivamente e senza troppi problemi fatto capire chi comanda veramente nel triumvirato Conte-Di Maio-Salvini. Ed è ovviamente quest’ultimo, mentre Conte sembra rivestire i panni di Lepido volendo fare una similitudine storica di ben altro spessore ovviamente.

Infatti, Salvini incontra il primo ministro Ungherese Orban. Incontro positivo e non poteva essere diversamente tra due che vedono le cose di questo mondo allo stesso modo, addirittura Orban si spinge a definire Salvini il “suo eroe”. Peccato che l’Ungheria ci lascia sempre soli quando si tratta di accogliere i migranti che arrivano sulle nostre coste, ma infondo Salvini farebbe la stessa cosa al contrario quindi giustifica certamente l’atteggiamento del suo fan. Noi -che schifiamo entrambi- non capiamo per nulla questo atteggiamento supino del nostro paese nei confronti dell’Ungheria manco fosse una superpotenza mondiale.

Il nostro presidente del consiglio dimostra però tutti i suoi limiti nel momento in cui si trova a commentare una sentenza dei magistrati  -come tanti, anche da certa stampa- di un cittadino senegalese rimesso in libertà perché lo spaccio di droga era la sua unica fonte di reddito.

Ora non saremo certamente noi adesso a dimostrare la stupidità di tale interpretazione di questa sentenza della magistratura anche perché i cretini non la capiranno e non la vorranno capire e le persone con una certa capacità critica avranno già fatto le loro dovute ricerche arrivando a una conclusione.

Quello che non sopportiamo per nulla è questo atteggiamento del primo ministro de facto Salvini, che forse troppo impegnato ad abbuffarsi di pesce qua e là per la penisola, si dimentica che lui può fare le leggi. Cioè se quella sentenza dei giudici che l’hanno emessa -applicando la legge- non ti piace, cambiala! Poggia il tuo sederino sulla seggiola e scrivi una cavolo di legge che costringa i giudici a emettere sentenze che ritieni giuste secondo la tua visione delle cose.

Ma al presidente de facto queste cose non interessano, perché in un colpo solo ha potuto dimostrare quanto siano cattivi i neri e i magistrati che vogliono pure che lui restituisca i 49 milioni degli italiani che il suo partito ha rubato. Pare che in questi tre mesi, abbia lavorato manco un mese, passando il tempo tra il mangiare e fare comizi. Fate leggi, decreti, fate qualcosa per la miseria oltre che chiacchierare a vanvera, siete il Governo di questo paese!

La nullità di questo governo viene infatti registrata anche dalle società di rating che ci conferma il BBB cioè con un grado di investimento sicuro ma con il rischio però di peggiorare la nostra situazione esponendoci alla speculazione in caso di avverse condizioni politico-finanziarie.

Ora Di Maio -secondo noi giustamente- dice che il governo non si farà condizionare dalle agenzie di Rating. Denota coraggio e consapevolezza. Ma allo stesso tempo si fa un’affermazione importante perché se poi le cose peggiorano e quindi becchiamo un BB peggiorando la nostra situazione finanziaria, allora tu devi andare dal presidente della repubblica con una lettera di dimissioni in mano e chiedere scusa agli italiani e ritirarti a Pomigliano a zappare la terra.

In politica le parole sono importanti, se riconosciamo il coraggio di dire certe cose, bisogna anche poi attendersi le conseguenze in caso di andamento negativo.

Intanto per Genova il governo non sta facendo assolutamente nulla, per i cittadini che hanno perso o perderanno la casa non vi sono provvedimenti manco riguardo le tasse o i mututi. Le aziende ad esempio potrebbero avere un beneficio se si azzerassero per un anno o due le tasse e le accise sui porti per merci e passeggeri, viene fatto qualcosa in questo senso? No!

Ma per fortuna di questa specie di governo c’è sempre una nave.

Buona Catastrofe a tutti.


 

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Un pensiero su “ITALIA: TRA SENTENZE NON CAPITE E RATING NON CAPIBILI.

  1. In questi mesi abbiamo avuto piena dimostrazione dell’inconsistenza del governo, tenuto in vita solo per evitare di tornare a casa e indire nuove elezioni, con conseguente aleatorietà della rielezione a parlamentari.

    A mia memoria, il Presidente del Consiglio coordinava l’agenda politica e poi ogni Ministro esponeva e guidava le proprie competenze;
    da qualche mese, invece, siamo solo bombardati dalle esternazioni del Presidente di fatto (Salvini) e del vice-Presidente (Di Maio), mentre gli altri ministri non si sa chi siano e cosa facciano.

    Conte, che già ha fatto una figuraccia (in più, fra le tante) ad accettare il mandato dopo averlo rimesso qualche giorno prima, adesso vorrebbe rivendicare il suo ruolo di presidenza, ma evidentemente non ha capito che è tardi e che sta solo sostenendo la campagna elettorale di un personaggio che fino a poco tempo fa vomitava odio contro i meridionali e adesso, invece, viene addirittura sostenuto da politici suessolani che hanno fiutato la direzione del vento popolare.

    Ciò che mi fa più male è che gli italiani sembrano intontiti da questa gente: probabilmente si sveglieranno solo quando sarà necessaria una patrimoniale o aumenteranno ancora una volta le tasse perché l’italiano medio si ribella solo se gli metti le mani in tasca o gli tocchi la squadra del cuore.

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