PRIMA GLI ITALIANI!

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Siccome a livello locale dal punto di vista politico non sta succedendo nulla che ci provochi un certo interesse, passiamo a parlare di massimi sistemi.

E vogliamo approfondire l’espressione sempre più usata e abusata di prima gli italiani. 

Per quanto ci riguarda si tratta di una bellissima espressione, che riguarda a nostro modesto modo di vedere a una particolare attenzione -per come viene declinato questo slogan- per gli italiani in difficoltà. Tali espressioni non dovrebbero intendersi banalmente solo in una contrapposizione con lo straniero, nero, migrante o giallo, ma anche nei confronti di quegli italiani che o stanno “con le masserie spase al sole” o che delinquono.

Non è un prima gli italiani tout court come nel XIX secolo quanto sotto questo slogan la penisola divisa in stati e statarelli sotto dominio diretto e indiretto dello straniero cominciò a destarsi e prendere coscienza di essere una nazione indivisibile dalle Alpi a Lampedusa. 

E’ appunto un qualcosa di diverso è un po’ come dire prima gli italiani che non hanno lavoro, prima gli italiani che non hanno una casa, prima gli italiani che non arrivano a fine mese con il loro salario e via così.

Lo slogan funziona in quanto il sentimento nazionale o nazionalista è molto forte in Italia lo si voglia ammettere oppure no. Infatti quando un partito come la lega lombarda prima, poi lega nord, poi lega nord per l’indipendenza della padania urlava prima il Nord, non riceveva un ampio consenso se non in qualche sperduta valle bergamasca, al massimo riuscì a prendere un 12% ma più per i temi finanziari che non per i temi di separazione della penisola. Anzi, con la segreteria Maroni il partito sembrava avviatosi a morire con percentuali intorno al 4%. La grande intuizione di Salvini, osteggiata proprio dai “nordisti”, è stata quello di aver trasformato un partito regionalista in uno  nazionalista e sta funzionando in termini di marketing politico.

Il guaio, a nostro umile avviso, che manca del tutto una politica adeguata allo slogan prima gli italiani!

Facciamo un esempio molto attuale. Genova.

Un governo o meglio un partito che vuole mettere al primo posto gli italiani fa una cosa molto semplice e la fa da subito, emana un decreto legge per bloccare i mutui di quelli che hanno perso la casa. Una cosa semplice e risponde benissimo al concetto-mantra di cui sopra, ma non viene fatto!

Se vogliamo un blocco della restituzione del mutuo è avvenuto, ma chi è che lo ha emesso? Le banche! Eh sì proprio loro che sarebbero danneggiate oltremodo da questo evento e che non sarebbero tenute manco a farlo da un punto di vista giuridico, hanno invece dato un segnale di prima gli italiani. Cioè le odiate banche hanno fatto quello che non ha fatto l’amato governo.

Altro esempio: l’aumento dell’iva.

Sarebbe un colpo quasi mortale a quelle famiglie -tantissime- che vivono “sulla soglia della povertà” per non parlare di quelle che ci sono già.

Il governo era stato sollecitato addirittura dal Presidente Mattarella durante il travagliato periodo della sua formazione proprio su questo punto.

Pare che proprio il governo sia intenzionato per scelta a non bloccare l’aumento iva. Come questo si sposi con prima gli italiani non lo riusciamo a capire.

Paradossalmente l’unico atto che ci sembra attinente al prima gli italiani è stato fatto dal ministro del lavoro Luigi Di Maio con il suo decreto sul lavoro, anche se ha raccolto più critiche che consenso, ma se sarà efficace o meno lo scopriremo tra qualche mese. Però almeno si è messo mano su un punto che preoccupa non poco gli italiani. Anche se anche gli altri governi si sono occupati del tema.

Potremmo parlare del debito pubblico, delle tasse e via così tutti atti che sono importanti ma che però non rispondono per nulla al prima gli italiani ma sembrano andare nella direzione opposta.

Per non parlare poi della lotta alla criminalità organizzata del tutto assente, mentre il governo si caratterizza sul tema legalità per la lotta ai vù cumprà. Ci pare molto poco se non anche molto triste.

Anche in politica estera ci pare che lo slogan sia solo molto scialbo. In europa si fa la voce grossa, senza nemmeno riuscire ad essere uniti, solo sui migranti, ma se davvero vengono prima gli italiani allora bisogna sostenere con forza e determinazione i corsi nella loro autodeterminazione alla separazione dalla Francia, con forza bisogna tener viva l’italianità nelle provincie di Nizza e Istria, che sono italiane. E via dicendo.

Viene fatto tutto questo? NO.

Allora ben venga lo slogan prima gli italiani, ma ci spieghi il governo e in particola modo Salvini, di quali italiani stiamo parlando e come lo stanno attuando.


termotecnica

 

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