ITALIA: SALVINI REGNA, CONTE PIGLIA SCHIAFFI, RAGGI NON SA CHI E’, DI MAIO NON PERVENUTO.

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Settimana intensa quella appena passata che ha visto numerose novità in tema di politica nazionale.

Innanzitutto dal punto di vista politico da segnalare che con la nomina dei sottosegretari diventano tre i partiti che sostengono il governo: lega nord per l’indipendenza della padania, il movimento 5 stelle e il movimento associativo italiani all’estero. 

Però essendo stati nominati molti senatori tra ministri e sottosegretari rischia che il numero di 171 di fiducia per il governo al Senato rischia di ridursi in quanto i senatori potrebbero essere spesso in missione.

La valvola di sicurezza si chiama Fratelli d’Italia che sebbene a chiacchiere dice che non vota la fiducia nei fatti però si mostra molto attenta alle dinamiche della maggioranza, infatti a Montecitorio, Fontana della lega si dimette da vicepresidente ed entra proprio Rampelli di Fdi e siccome in genere i 4 vicepresidenti sono scelti due per maggioranza e due per opposizione, questi ultimi già ricoperti, ecco che la porta per entrare nella maggioranza non solo si è aperta ma Fdi non disdegna di entrare.

Quindi se per i numeri sembra tranquillo Conte, lo è un po’ meno tutta la compagine pentastellata completamente surclassata dall’azione di Salvini in tema di immigrazione e non solo. Anche sul tema del contante materia più di politica finanziaria, o sul caso Regeni, cavallo di battaglia per attaccare gli esecutivi precedenti definiti troppo morbidi ora divenuto argomento scomodo derubricato ad affare di famiglia e non di Stato, questa però è materia di politica estera. Insomma Salvini è un presidente del consiglio de facto con il m5s che pare sorpreso da cotanta attività. Di Maio dal canto suo ha provato a fare qualcosa sul campo lavoristico “difendendo” i riders -i fattorini che fanno consegne- con l’idea di creare per loro un contratto di carattere permanente e in tutta risposta si è trovato molti problemi  visto che essendo tali lavoratori giovanissimi che lo fanno per arrotondare o come secondo lavoro sarebbe un danno forte per le aziende, che hanno già minacciato di chiudere o trasferirsi con conseguente perdita di quel poco di lavoro che c’è. Vedremo come Di Maio reagirà ma di certo si aspettava più applausi che critiche.

Più applausi che critiche si aspettava il m5s anche sul caso dello Stadio della Roma che sembrava oramai in dirittura d’arrivo che ecco scoppiare una sorta di tangetopoli a 5 stelle con Lanzalone, definito mr wolf uno cioè che risolve i problemi, inviato appositamente per risolvere la controversia stadio. Adesso non lo conosce nessuno, manco una frase di fatto del tipo: la magistratura faccia il suo corso, siamo certi della sua innocenza ecc ecc. No o viene definito uno che faceva il consulente, o addirittura il non so chi sia. Curioso che non si conosceva un tizio che in pratica ha scritto il nuovo statuto del movimento e si era dimostrato così competente tanto da conferirgli Acea -una società per azioni- in premio. Ripetiamo: una società per azioni offerta in premio. Se non capite la gravità della cosa, stamm nguaiat.

Non bastasse questa brutta figura del movimento 5 stelle si aggiunge anche per la sindaca la intitolazione della strada a Giorgio Almirante a sua insaputa.

Infatti la sindaca viene a sapere nella trasmissione di Bruno Vespa dallo stesso giornalista che l’assemblea capitolina ha deciso di dedicare una strada a questo famoso personaggio politico del secolo scorso, che si può dire se Berlinguer sta alla sinistra Almirante sta alla destra. Ebbene dapprima la sindaca dopo la figuraccia di non sapere nulla e di aver abbandonato l’aula per partecipare a una trasmissione televisiva dice una cosa giusta e cioè: l‘aula è sovrana e quindi va bene così. Poi però su twitter dice di opporsi a questo provvedimento, quindi l’aula non è più sovrana a quanto pare. Non prima però di aver pubblicato su facebook un post dove dice di essere contraria alla strada intitolata ad Almirante postando il video dove da Vespa diceva di essere favorevole. Insomma un pasticcio che solo la Raggi e il m5s è in grado di produrre a Roma. Fosse finita qui? Certo che no infatti i consiglieri del m5s che hanno votato il provvedimento si sono scusati dicendo che non conoscevano il personaggio. Si è perso anche il senso del ridicolo.

Che poi non capiamo tutto sto problema. Via Almirante esiste in tante città, è stato un politico protagonista della prima Repubblica e stimato anche dai suoi avversari. Ma siamo a Roma e di questi tempi tutto può succedere se poi è ridicolo è sicuro che succeda.

Ovviamente non ci dimentichiamo del nostro presidente fantoccio Conte che dopo un tira e molla, vado non vado, vado non vado alla fine vola a Parigi. Ci aspettavamo un Conte battagliero a sbattere pugni con una Francia pronta ad aprire le porte di Ventimiglia per lo schifo che sta combinando e invece niente. Conte ottiene solo un blando riconoscimento di creare hotspot -cioè una schedatura dei migranti- nei paesi di origine dove la gente va via, poi è da chiedersi come si possano creare sti siti in aree di guerra, ma vabbè intanto incassiamo questo risultato. Però questi hotspot non si faranno in Libia, guarda un poco proprio dove serve. Perché la Francia ha fatto capire che la Libia è cosa sua e nessuno ci deve mettere bocca e Conte quindi da quello che doveva menar ceffoni se ne torna suonato. Ora incontrerà la Mekel che non è più forte come in passato ma comunque in confronto a Conte che sembra uno spaventapasseri la cancelliera fa sempre impressione.


 

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