SCUOLA: OGNI 4 GIORNI UN INSEGNANTE PIGLIA MAZZATE

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Visto che è un po’ moscia la situazione politica in Valle di Suessola e ci sta che è periodo, parliamo di massimi sistemi: la scuola.

Quest’anno scolastico si è chiuso in modo terribile.

Non parliamo della preparazione degli studenti, ma del fatto che lavorare come insegnante nella scuola degli anni duemila bisogna pare munirsi di giubbotto antiproiettile e bodyguard.

E’ stato calcolato, non sappiamo con quanta accuratezza, che un insegnate ogni 4 giorni riceve un aggressione che sia di uno studente o di un genitore di questi.

Il caso clamoroso lo conosciamo bene è capitato a Santa Maria a Vico, non lo riprendiamo perché lo conosciamo tutti, ma è la punta di un iceberg di un fenomeno molto preoccupante che riguarda il senso della cultura dell’Italia tutta che è ai minimi storici secondo noi.

Non vogliamo fare della psicologia spicciola ma molti dei problemi della scuola in termini di sicurezza derivano secondo noi dagli stessi insegnanti e da un sistema nel suo complesso che non li aiuta.

Già la difficoltà è di carattere strutturale con classi di circa 30 studenti che è un numero davvero altro, ideale sarebbe la metà o poco più, scuole al limite dell’agibilità, vedasi da noi Cervino, o addirittura a rischio vero e proprio come non ricordare il caso della “caldaia-bomba” di Arienzo di qualche anno fa. Scuole sporche, spesso, con giardini che in certi momenti dell’anno sembrano la foresta amazzonica tanto l’erba diventa altissima. Oltre questo ci mettiamo i furti che regolarmente avvengono tanto che non fanno manco più scalpore, in genere sono computer, che probabilmente vengono smontati per pezzi di ricambio perché i computer che vengono dati alle scuole in genere sono così vecchi che si ricordano la giovinezza di Bill Gates.

Oltre questi annosi problemi mettiamoci pure la perdita di prestigio dell’istituzione scolastica in quanto depositante e trasmittente il sapere. Quante volte leggiamo questo a scuola non ve lo dicono … non si trova nei libri scolastici ecc. in genere trattasi di emerite fesserie riguardante strampalate tesi di astronomia o peggio di storia, medicina e via così. Mettiamoci poi che gli insegnati, non tutti per carità, ma buona parte sembrano più giudicatori che veri educatori, ecco che la frittata è servita.

Non vuole questo discorso assolvere chi aggredisce, ma sarebbe meglio e auspicabile che la scuola davvero si appropri del suo essere educativa. Quando lo era un tempo non a caso gli esami si chiamavano di “maturità”, perché davvero alla fine di un percorso scolastico si aveva la sensazione di uscire da quel grigio edificio scolastico meno criaturi e più uomini e donne consapevoli.

Attenzioni non stiamo dicendo che bisogna essere severi e bocciare di più, ma quanto meno evitare un approccio banalmente nozionistico del sapere. Cioè oggi si dice 2+2=4 così è, così è stato, così sarà! Ecco sarebbe utile al giorno d’oggi spiegare perché fa 4 e non fa 5 o 3. Insomma insegnare a ragionare. Questo manca. La scuola sembra più un diplomificio ed ecco che quando qualche studente piglia un brutto voto o semplicemente un richiamo verbale scatta poi regolare la spedizione punitiva dei genitori che appunto siccome la scuola è vista non depositaria di un sapere da trasmettere, ma un fastidioso e dispendioso percorso obbligatorio per avere un pezzo di carta da presentare per un ipotetico lavoro, che non viene accettato che un giudicatore -gli insegnanti sono perlopiù percepiti così- osi ostacolare quel traguardo neanche poi tanto ambito ma necessario.

Chiediamoci come mai si fanno le feste di laurea e non le feste per il diploma!? Chiediamoci pure come mai si esulta in classe quando un insegnante si assenta e vi è un supplente!? Chiediamoci come mai non si ha proprio voglia di andarci a scuola.


 

 

 

 

 

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