ITALIA: CONTE FALLISCE, IL PAESE OSTAGGIO DELLA PADANIA.

mattarella

La lunga notte della Repubblica. Stiamo assistendo alla pagina più nera della storia della Repubblica seconda forse al tentato golpe del Piano Solo degli anni sessanta.

La Repubblica è in ostaggio a due signori, uno Matteo Salvini che è segretario di un partito che ha come scopo l’indipendenza della Padania (le regioni del centro-nord in pratica) e un altro Luigi Di Maio che ha l’intelligenza di un criceto non riuscendo a capire che è stato usato e ora si ritrova non solo senza un presidente del consiglio da lui scelto ma con un Di Battista alle porte pronto a sostituirlo in caso di elezioni anticipate.

Il casus belli è tal professor Savona nel ruolo chiave di ministro dell’economia. Stiamo parlando di un premio nobel? No. E’ un arzillo 82enne, che quindi avrebbe chiuso la legislatura alla sempre giovane età di 87 anni! Tutto qua. Uno che dovrebbe mettersi a guardare i cantieri invece che i conti. Certo esperto di economia chi lo può negare, ma inviso al Quirinale. Giusta o sbagliata la scelta di Mattarella di porre il veto rimane il fatto che la lega nord per l’indipendenza della padania (la chiameremo sempre così come dal suo statuto) non ha voluto indicare un altro nome, si parlava di Giorgetti, il numero 2 della lega nord per l’indipendenza della padania dopo Salvini. Un nome politico a differenza del tecnico non eletto da nessuno Savona.

Il piano di Salvini è secondo noi pure ovvio: arrivare alla indipendenza della Padania. Per farlo c’è bisogno di mettere l’Italia in ginocchio, di esasperare lo scontro sociale, di aizzare il popolo contro l’istituzione più rappresentativa dell’unità nazionale: la presidenza della repubblica.

Il presidente Mattarella ha sopportato qualsiasi cosa: la banderuola del m5s, andiamo a destra, no a sinistra, no aspè ritorniamo a destra … ha atteso i tempi lunghi di una scrittura del programma tra due partiti che lo hanno definito contratto di governo, quando questo deve essere scritto dal presidente del consiglio, che invece è arrivato a cose fatte e manco una figura istituzionale degna di questo nome, ma un tal Conte con un curriculum falso per lo più, uno che se va a fare pipì nei bagni della Sorbona scrive laureato a Parigi con massima soddisfazione. Pure questo ha sopportato. Ha sopportato il fatto che quella roba che stavano scrivendo i due partiti sarebbe stata sottoposta a un voto, come se quello del 4 marzo non valesse nulla, voto che poteva in teoria anche far saltare tutto. Ha accettato tutta la squadra di governo, che in genere sono una ventina di persone, tranne un nome, un tizio di 80 anni e passa.

Ripetiamo, si può sindacare su questa scelta del presidente? Certo. Bastava allora mettere uno qualunque con dichiarazioni verso l’europa meno idiote. Giorgetti appunto. Ma Salvini ha deciso di aprire una guerra interna al suo partito, non è che sto Giorgetti l’abbia presa bene, pur di arrivare allo scopo della indipendenza della Padania.

C’è uno stato che si è messo di traverso alla formazione di governo? Sì! E’ La Germania? No! E’ la Francia? No! Trattasi della Padania! 

E i fessi al sud lo hanno pure sostenuto e votato.

Il ministro dell’economia tanto amato dalla lega nord per l’indipendenza della Padania fu Tremonti, ve lo ricordate? Il paese rischiò la bancarotta, non vi erano più soldi per pagare pensioni e stipendi e arrivarono poi Monti e Fornero con i sacrifici che ancora oggi se ne sentono gli effetti.

Parliamo del povero Di Maio. Non ci sta capendo nulla. Non si capacita, non capisce … come è possibile? Poverino lo immaginiamo che prova a chiedere aiuto per capire e al massimo si ritrova Toninelli a provare a spiegargli le cose.

Caro Luigi tu eri il fesso che Salvini attendeva. Salvini aveva bisogno di staccarsi da Berlusconi e cominciare l’opera di logoramento e disfacimento del paese. La nomina di Conte ha portato alle dimissioni di Gentiloni, che sebbene era un governo oramai destinato agli affari correnti, era comunque un governo, ora siamo completamente senza.

Se a Salvini convengono le elezioni visti i sondaggi e poi perché aumenteranno tutte le tasse e ha pure il “colpevole” da presentare agli italiani -Mattarella- può entrare nel prossimo parlamento ancora più forte e cominciare stavolta con il mandato pieno a frantumare questo paese. A Di Maio le elezioni non convengono, ora è il capo politico, ma visto che Di Battista da “fuori” è molto attivo potrebbe ritornare in campo e sostituirlo e non sarebbero pochi quelli che saluterebbero con favore questa soluzione. Il problema che Di Maio non ha capito che è Salvini il nemico e non il Quirinale, facendo ancora il gioco del segretario della lega nord per l’indipendenza della padania.

Mattarella poteva o no opporsi alla lista dei ministri presentata?

Non stiamo qui a fare i professori di diritto costituzionale che non siamo a differenza di altri dell’università di Facebook. Però Mattarella ha dalla sua i precedenti. Primo fra tutti San Sandro Pertini, il presidente più amato degli italiani, il presidente della gente, quello a cui mettono in bocca frasi di odio mai pronunciate per farlo sembrare un grillino ante litteram. Ebbene Pertini nel 1979 si oppose a Cossiga che intendeva nominare Clelio Darida ministro della difesa. Poi vi sono stati altri casi ancora con Scalfaro, Ciampi, Napolitano e lo stesso Mattarella con i recenti governi.

Se qualcuno ritiene che Mattarella ha tradito la costituzione che nessuno dei leader sembra conoscere, lo metta in stato d’accusa, si vada in Parlamento e formalmente lo si accusi, ci vogliono 477 voti per farlo e ci sono, ma ci voglio i cosiddetti e secondo noi parecchi ne so sprovvisti.

Adesso si il Quirinale tenta l’ultima carta quella del governo del presidente con Cottarelli, ma sarà dura riuscire a trovare una maggioranza, l’unica speranza sarebbe nei neo eletti, soprattutto dei 5 stelle, che si vedrebbero perdere dopo pochi mesi il loro privilegiato stipendio e senza alcuna garanzia certa di un ritorno in parlamento.


 

 

 

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