ITALIA: QUASI FATTA PER IL GOVERNO POPULISTA, MANCA ANCORA IL NOME DEL CAPRO ESPIATORIO.

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Dovremmo esserci oramai per la formazione del governo targato M5s-Lega. Oggi pomeriggio, nel tardo pomeriggio probabilmente, si saprà il nome del presidente del consiglio che i due leader Di Maio-Salvini indicheranno al presidente della Repubblica.

Settimana intensa quella appena passata con Mattarella che ha dovuto ricordare ai nostri rappresentanti parlamentari che era necessario avere un governo per evitare l’aumento iva e altre cosucce qualche milione qua e là per impegni non assolti nei confronti dell’Unione Europea. Fa specie che sia un presidente della repubblica a dover scendere nel dettaglio delle impellenti necessità dei cittadini italiani, c’è chi pensa al contratto per il paese, chi urla prima gli italiani, ma questi signori ci stavano portando a votare a luglio senza tener conto dell’aumento automatico di alcune imposte.

Pare che il Totò e Peppino della politica italiana siano riusciti a finalmente a mettersi d’accordo anche perché il grande vecchio della politica italiana –Silvio Berlusconi- ha fatto un passo indietro e farà nascere questo governo ovviamente, conoscendo il nostro, avrà avuto delle solide garanzie in merito. Berlusconi incassa anche la possibilità decisa dai giudici di ritornare in parlamento. E’ caduto infatti il divieto imposto dalla legge Severino e gli scenari un po’ cambiano, infatti a questo punto Berlusconi ha tutto l’interesse e la voglia di ritornare in Parlamento e magari proprio in Senato, l’ultimo scranno ricoperto prima di esserne cacciato. Potrebbe farlo già in questa legislatura “sacrificando” un eletto in un collegio uninominale, in questo caso vi saranno elezioni suppletive. Oppure stare qualche mese alla finestra guardare l’evolversi della situazione politica, soprattutto a livello governativo, e poi staccare la spina al governo a fine anno e sperare in elezioni anticipate, magari giocandosi la leadership con la Lega.

Ritornando al duo Di Maio-Salvini, non riusciamo a comprendere le preoccupazioni del partito democratico per il fatto che sia un governo di destra-populista antieuropeo. Non si può dire l’Italia ha bisogno di un governo e poi criticare il fatto che il governo venga fatto quando tu partito hai avuto la possibilità di mettere un freno alla deriva populista. Si è scelta la strada dell’opposizione che è legittima e condivisibile ma in questo momento non consente critiche sulla nascita di un governo, hanno speso due mesi a dire “tocca a loro” e la stanno toccando, si spera piano visto i soggetti.

Fa specie vedere due cose in particolar modo che riguardano il m5s. Innanzitutto l’elettorato di “sinistra” che per vari motivi ha scelto di votare l’eterodiretto leader minimo Di Maio perché magari il pd è di destra, perché magari liberi e uguali non è un soggetto credibile … e si ritrovano un governo che è più a destra del governo Tramboni del 1960 che fu sostenuto dai voti Movimento Sociale Italiano. No, ma i complimenti proprio.

La seconda cosa è ancora la mutazione del m5s nei suoi principi ispiratori, dopo aver messo da parte l’uno vale uno, le partecipate televisive, il non-statuto, il vivere solo con lo stipendio da 2.500€, i meet-up, lo streaming ecc. ecc. ecc. ecc. -elencare tutte le mutazione è operazione alquanto lunga- ora non solo è un movimento che scende a patti con chiunque ma addirittura ha abbandonato il “Solo noi” siamo degni di un governo. Fino a ieri sembrava che tutti i partiti fossero delle associazioni a delinquere quindi il movimento mai si sarebbe sporcato a parlare con questi e poi sim sala bin ci si fa un governo!

C’è voluto una settimana per scriverlo sto programma, secondo noi non tanto per scegliere i punti dello stesso, ma proprio a scriverlo in italiano, rendiamoci conto che attorno a quel tavolo sedevano luminari quali: Toninelli, Calderoli, Casalino (la cosa più squallida proprio), Castelli, Centinaio. Gente che non gli faresti scrivere manco il regolamento di un torneo di calcetto amatoriale.

Il nodo pare sia la scelta del nome del capro espiatorio, pardon, del presidente del consiglio, che dovrebbe essere di profilo politico e non tecnico, il punto è capire se deve essere del m5s o della lega o esterno. Comunque sia sarà un presidente del consiglio come amano dire i grillini nella loro personale interpretazione della costituzione non eletto dal popolo, ma oramai come detto chissenefrega se il reddito di cittadinanza arriva.

Il guaio è proprio questo che l’alleanza con la lega non consentirà il reddito di cittadinanza così come è stato fatto immaginare ai cittadini, ma vedremo, questo punto ce lo conserviamo quando il la schifezza che stanno scrivendo -chiamata contratto- sarà resa pubblica.

Eppure diciamolo in altro contesto saremmo anche stati contenti di quest’alleanza, un partito del nord e un partito che ha fatto man bassa dei voti al sud, un leader del nord e uno del sud, peccato che il primo è un razzista perso verso i meridionali e il secondo una capra che confonde il Cile con il Venezuela e sarà forse ministro degli esteri.

Ragazzi non studiate, non serve a niente, buttatevi in politica.


 

 

 

 

 

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