GIUDICE DI PACE: I COMMISSARI DI SAN FELICE CONTRO IL TERRITORIO.

triade-capitolina

La triade commissariale ne combina una grossa. Questi tre tizi hanno deciso di sopprimere l’ufficio del giudice di Pace. 

Senza alcuna conoscenza del territorio, solo con in mano una calcolatrice per far quadrare i conti questi burocrati freddamente decidono di affossare questo territorio.

L’ufficio del giudice di pace è un presidio di legalità e Dio sa e la Madonna lo vede quanto ve ne sia di bisogno in questa terra.

Ma poi questi geni a Luglio avevano approvato la nuova convenzione per il mantenimento del Giudice di Pace che avrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) essere in vigore fino al 2022. Ebbene questi emeriti dopo otto mesi dal loro insediamento si rendono conto che hanno bisogno di richiamare i dipendenti di categoria D e applicare l’art.7 della convenzione che significa morte della giustizia suessolana.

Il bello è che la triade a Settembre nella loro conferenza stampa selettiva, invitando solo i giornali che volevano loro, si erano pure vantati del mantenimento del giudice di pace. Che esseri meravigliosi!

Eppure la cosa che sconcerta che non si sono nemmeno impegnati a trovare una soluzione alternativa.

Il comune di San Felice a Cancello in questa convenzione ci mette solo due dipendenti con qualifica di istruttore di categoria D di cui uno pure part-time manco a tempo pieno e in tal modo viene esonerato dalle spese. Mentre il comune di Arienzo ci mette 2 LSU e il 60% delle spese annue e il comune di Santa Maria a Vico ci mette un dipendente di categoria B e il 40% delle spese. Spese che ammontano a 12 mila euro annui. Quindi il comune di San Felice a Cancello in tutto questo è quello che secondo noi è meno gravato.

Per non parlare dei benefici che il comune stesso e i suoi cittadini, che sono la stessa cosa a nostro giudizio, ne guadagnano dall’avere un presidio di legalità a due minuti da casa.

Perché sia difficile non proporre un nuovo tavolo per sedersi assieme e trovare una soluzione condivisa che salvi ancora una volta il giudice di pace, così fu fatto nel 2014 e sembrava ineluttabile la sua chiusura decisa addirittura dal ministero stesso è un mistero! Eppure si riuscì a trovare una quadra. Ora arrivano sti tre e decidono nella loro megalomane onnipotenza che è venuto il momento di chiudere i battenti.

Con quale diritto poi!? Dove sta la legittimità e l’interesse collettivo in questo vostro scellerato atto?

Certo il comune è in dissesto è nel breve periodo avete trovato la soluzione, ma poi cari “passacarte” ci avete pensato alla distruzione che operate su questo territorio? Abbiamo dei dubbi seri in proposito.

Noi speriamo che a questo punto sia la politica che gli avvocati si facciano sentire, i primi attenzionando il prefetto di Caserta e i secondi non rappresentando il comune di San Felice a Cancello nelle controversie e nel caso anche rimettere il mandato. 

Ai commissari diciamo una sola cosa: JATAVENNE!


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hakuna matata

genesis

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