SMAV CONSIGLIO COMUNALE: IL PROBLEMA DEI GRUPPI CONSILIARI

commissione

Consiglio comunale di Santa Maria a Vico ieri pomeriggio con la novità della diretta streaming. Che dobbiamo dire ha funzionato egregiamente, anche se all’inizio stavamo disperando.

Infatti alle 18 non solo non vi era alcuna schermata pronta, ma nemmeno vedevamo prove tecniche. Alle 18.10 circa è iniziata, ma con problemi di audio e immagini insomma andava a tratti. Dopo il primo punto però, è andato tutto liscio fino alla fine.

Certamente un risultato importante -storico- diciamolo pure noi. Comunque è stato tutto sistemato ed è possibile visionare lo streaming di questa parte iniziale che si sente e vede benissimo. Ringraziamenti a Carmine De Lucia, da parte dell’assessore alla trasparenza Veronica Biondo, il vice sindaco Pasquale Crisci invece ricorderà nel corso del consiglio comunale l’apporto di Raffaele Iglio che effettivamente si è sempre battuto per avere una diretta streaming dei consigli comunali.

Si è parlato dello streaming come modo per avvicinare i cittadini a interessarsi alle problematiche del paese. Non sappiamo se è così, ma di certo si va a creare un importante archivio di immagini che sono utili certamente nel breve periodo per controllare gli amministratori, ogni cittadino può visionare ciò che ha detto uno o l’altro, nel lungo periodo si crea una memoria storica facilmente consultabile. Sarebbe il caso però che nella didascalia al video o in qualche altra parte sia indicata data e ordine del giorno dettagliato.

Le mozioni e interrogazioni sono state protagoniste del consiglio. Ma prima però vi è stato un problema di carattere regolamentare che riguarda la costituzione dei gruppi. Infatti Moniello si dichiara “indipendente” lasciando il gruppo Ad Maiora. Giancarlo Bernardo poi dichiara il passaggio in Forza Italia e la nascita del relativo gruppo al posto di Cambiare si può. Il problema viene posto in quanto viene sostenuto che non può nascere un gruppo se è formato da solo un componente. Bernardo invece contesta che se il gruppo che si vuole costituire è rappresentato in parlamento, quindi ha valenza nazionale, può essere costituito pure da un solo componente, viene richiamato il precedente di Pina Sgambato che ha formato un gruppo da sola, il Pd.

L’articolo 20 dello Statuto che noi abbiamo già definito contra legem, lede il diritto del consigliere comunale di scegliere la propria collocazione politica. In un certo verso è successo a Santa Maria quello che già era successo ad Arienzo con la fuoriuscita della consigliera D’Addio dal gruppo Arienzo Bene Comune, in quel caso si è optato per un cambio di regolamento.

Dunque andiamo ad analizzare questo articolo 20 dello statuto comunale.

Esiste una regola generale e cioè che nella prima seduta o al massimo entro cinque giorni da questa si devono costituire i gruppi.

Sebbene non ben specificato è possibile però nel corso del tempo creare gruppi consiliari nuovi. Già solo per questo ci vorrebbe una modifica statutaria.

Dunque viene detto che i gruppi si formano in vari modi. Qualora la lista elettorale sia espressione di più gruppi politici (espressione questa generica) allora è possibile formare un gruppo che sia riferimento di quel gruppo politico. Insomma proprio quello che è successo con Cambiare si può e Pd. Infatti la lista Cambiare si può era formata da tanti soggetti politici. Quindi il richiamo fatto da Bernardo è sbagliato, quello che è successo con la nascita del gruppo Pd niente ha a che vedere con la sua volontà di costituire un gruppo denominato Forza Italia.

In mancanza, si dice sempre nello statuto, il consigliere (singolare) o i consiglieri (plurale) eletti in una stessa lista formano un gruppo consiliare. In pratica è questo il caso successo con Carmine De Lucia ’73, e con il suo predecessore Emmanuele De Lucia, che è stato eletto nella lista Svoltiamoinsiemeliberamente che era la fusione di due gruppi politici: La Svolta e LiberAmente. De Lucia poteva anche dichiarare di essere il capogruppo del gruppo politico La Svolta per esempio.

Il Consigliere (singolare) che intende costituirsi in un gruppo consiliare diverso  o del singolo gruppo di provenienza ne dà comunicazione in consiglio e dichiara a quale gruppo appartiene. Questo è il caso di Bernardo! Semplice.

Bernardo non sta passando da un gruppo consiliare a un altro. Non è nemmeno un banale cambio di denominazione come è stato detto. Si tratta di un gruppo politico diverso da Cambiare si può. Viene detto nello statuto che vi è bisogno di accettazione scritta del nuovo gruppo. Insomma Bernardo doveva solo dichiarare la propria volontà di costituire il gruppo Forza Italia e mostrare la tessera.

Il passaggio riguarda il cambio di gruppo da Cambiare si può a Forza Italia. Fine dei giochi.

Il casino succede perché viene malamente richiamato l’ultimo comma dell’art. 20 che parla di formazione del Gruppo Misto e non dei gruppi consiliari. Ecco in quel caso i Consiglieri (plurale) devono essere almeno due. Niente ha a che vedere questa norma con Bernardo. Semmai invece riguarda -l’ultimo comma articolo 20- Iadaresta e Moniello.

Infatti Ad Maiora, ci spiace per Iadaresta, non può mai esistere come gruppo, così come formulato l’art 20. Il gruppo Ad Maiora nasce dopo le elezioni quindi non era rappresentato in lista, nello specifico la lista città domani era formata dai gruppi città domani e rinascita.

La dichiarazione di indipendenza di Moniello è una cosa sua personale ma deve indicare chi è il suo capogruppo e quindi a che gruppo appartiene, può sempre rimanere nel misto insieme a Iadaresta. Ma se Moniello decidesse di dichiarare proprio capogruppo mettiamo Masiello, il Gruppo Misto si scioglie. Quindi pure Iadaresta dovrà poi indicare un suo capogruppo.

Quindi nonostante in consiglio Iadaresta posto la questione dei gruppi sulla real politik, allo stato attuale dello Statuto non c’è scampo o fa gruppo misto con Moniello o decide in che gruppo stare. Nemmeno vale l’idea che il minimo due consiglieri servono solo per la nascita di un gruppo, ma non per la sua sopravvivenza. Quindi se dopo la costituzione di un gruppo un consigliere abbandona il gruppo vive lo stesso. Non è così. Da che mondo è mondo si s’intende la costituzione e permanenza di un gruppo in un’assemblea elettiva quando vi è un numero minimo di rappresentanti. Però è anche vero che questo non è un punto chiaro, l’ennesimo, di questo sciagurato articolo 20.

Quindi in ultima analisti possiamo sintetizzare così l’art.20 secondo noi:

il consigliere eletto in una lista che è espressione di un gruppo politico autonomo in quella stessa lista, deve costituire il gruppo nel primo consiglio o nei cinque giorni successivi o tacere per sempre.

Il consigliere che vuole cambiare gruppo espressione della lista, o gruppo politico presente nella lista, può farlo dichiarandolo in consiglio e provando il passaggio ad altro gruppo politico.

Il consigliere che non è espressione di nessun gruppo politico antecedenti le elezioni e non voglia far parte del gruppo consiliare espressione della lista può costituirsi in gruppo misto se trova almeno un altro consigliere.

Secondo noi l’art.20 andrebbe riformulato in maniera più chiara e rispettando la volontà dei consiglieri e le loro prerogative.

Troviamo oltremodo assurdo che si impedisca il riconoscimento di un gruppo consiliare di ispirazione nazionale quale possa essere Forza Italia. Speriamo davvero si metta mano a questo aspetto del regolamento e magari pure ad altri visto che ci siamo.

Ci siamo dilungati parecchio quindi l’analisi su mozioni e interrogazioni la faremo in un secondo articolo.


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