ITALIA ELIMINATA: COME ABBIAMO VISTO NOI PARTITA E COMMENTI.

ventura tavecchio

Oggi parliamo di calcio che non abbiamo voglia di metterci a fare altro.

Attenzione l’articolo può contenere insulti, scurrilità e olio di palma, non leggere se non si vuole essere offesi, astenersi perditempo.

Se c’è una cosa bella del giuoco del calcio è l’imprevedibilità del risultato. Può succedere che se la squadra più forte incontra quella più debole 100 volte, a differenza che in altri sport di squadra, può succedere che la squadra più forte non vinca un numero considerevole di volte.

Ecco da questa premessa si può pensare che la nazionale italiana sia stata coinvolta nella imprevedibilità, che non sempre il più forte vince, Davide contro Golia e menate del genere.

No!

Si sono scontrate due squadre scarse. Una –la Svezia- effettivamente con un organico non all’altezza soprattutto in difesa, ma pure l‘Italia con giocatori di livello certamente, ma con zero idee tutto palla lunga e vediamo che succede.

Non a caso il destino delle due compagini è stato deciso da un episodio.

Non stiamo qui a fare la cronistoria delle partite, ma è evidente che per i milioni di appassionati di questo sport è stata na brutta mazzata. Che poi non è tanto uscire dai mondiali, prestigiose nazionali contano clamorose mancate qualificazioni, ma il fatto di essere stati battuti non dal più forte.

Aver perso perché hai un arteriosclerotico in panchina, che allena la nazionale perché si accontenta di un ingaggio modesto per il settore (la decrescita felice, vann accir!) che non sa sfruttare le potenzialità offerte, vedi Insigne fuori ruolo e in panchina, ma i casi sono tanti, e cosa grave per un tecnico non sa come deve giocare, il cosiddetto modulo. Addirittura ieri ha sfiorato il ridicolo schierando Jorgigno (lo scriviamo come ci pare) che non ha mai visto in questi anni e Gabbiadini titolare, mai fatto. Oltre allo scandalo di Insigne interno di centrocampo alla prima partita. Ma poi il ridicolo di questo tecnico, che pensava di allenare un Bari o un Torino un po’ più forti, è stato quello sullo 0-0 di voler far scendere in campo un De Rossi che non si capisce che cosa poteva portare in più e infatti lo stesso giocatore in maniera plateale aveva chiesto che scendesse un Insigne in campo, che forse niente avrebbe potuto fare, se lo fai giocare in un ruolo non suo!

Ecco appunto diciamoci la verità, si sapeva benissimo che non ce l’avremmo fatta, non c’è stata nessuna sorpresa, certo dispiacere tanto, ma sorpresa zero. Come si sapeva che le avremmo prese dalla Spagna e che ci giocavamo tutto in questi 180 minuti e lo si sapeva da due anni! 

La cosa grave è l’atteggiamento, un tecnico che non si presenta ai microfoni, un presidente federale che si piglia 48 ore di tempo per pensare (a che? a cosa?), un macaco che si gratta il sedere e poi si annusa il dito al loro confronto è un signore di stile.

Il dramma ancora più forte almeno per noi è leggere certi commenti da strapparsi gli occhi.

Li vogliamo catalogare in categorie della banalità:

  1. il tizio sconcertato:

“uh che brutto fischiare l’inno degli altri, non si fa, meglio essere usciti”.
Testina mia è dal 1990 che si fischiano gli inni delle nazionali, certo è sbagliato figuriamoci,  ma mo te ne accorgi? Dove vivevi fino a mo su Plutone? Pure il San Paolo a Italia 90 fischiò l’Argentina di Maradona con il famoso Hijo de Puta di rimando del Pibe. Se è per questo pure l’inno italiano in alcune partite è stato fischiato da italiani, ma forse era più alla performance di certi artisti, vedi Arisa, Amoroso. Nel 2008 per Francia-Tunisia la squadra di casa fu bombardata di fischi, tanto che si cambiò il regolamento e in Francia se fischi la marsigliese la partita viene sospesa oltre a 6 mesi di carcere. In Svizzera l’inno che si chiama Salmo Svizzero non è stato suonato prima della finale di coppa. Bosnia-Grecia stessa cosa dei primi sui secondi.  Insomma la sagra del politicamente corretto.

2. il tizio rivoluzionario:

“Oh bene, finalmente adesso senza la distrazione del calcio gli italiani si metteranno a fare la rivoluzione seriamente.”
Ah Cheguevaraaa ma perché una esclude l’altra? Ma vi abbiamo mai visto marciare non diciamo a Roma ma almeno alla casa comunale del tuo comune e dire: mo bast jatavenn? Orsù dai, andiamo adesso, facciamo casino finalmente, libertà libertà, c’arripigliamm tutt chell che o nuost! Ma fateci il piacere.

3.  il tizio politico di estrema destra:

“Troppi stranieri: Raus!”

Caro Benito ma perché nelle altre nazioni che giocano a questo sport? Ma nel 2006 non ci stavano lo stesso gli stranieri nel campionato? Ma infatti i brasiliani, gli argentini, giocano tutti nei rispettivi campionati, certo come no. Ah già troppi oriundi, naturalizzati, oltre al fatto che Jorgigno ieri è stato il migliore in campo. Ma sempre l’italia ha avuto naturalizzati, Sivori, Pino Wilson, Altafini, il campione del mondo Camoranesi, per citarne qualcuno. Per non parlare di Gattuso, italianissimo certo, ma calcisticamente e umanamente formatosi in Scozia. La Francia dopo due mancate qualificazioni ai mondiali ha cominciato a giocare con gli oriundi vincendolo un mondiale.

4. Il tizio di estrema sinistra

“eh questa Italia calcistica è lo specchio dell’italia renziana”

Può darsi, ma almeno Renzi quando le ha prese si è dimesso.

5. La tizia liberata dalla palla al piede del vedere i mondiali d’estate

“Oh bene così, finalmente un’estate tranquilla senza pallone!”
Figlia mia, tu ci stai scassando la wallera con Barbara D’Urso, Maria De Filippi e la cronistoria minuto per minuto del Grande Fratello, mo per una decina di giorni di pallone, che tanto sarebbe durata l’Italia in Russia. E poi comunque aivoglia di tornei di calcetto che si possono fare.

6. il tizio che pratica un altro sport

“Oh finalmente niente mondiali, vogliamo che il servizio pubblico si occupi anche di sport agonistici come le freccette, pure loro hanno dignità e non sono seconde a nessuno”.

Vabbè questa si commenta da sola.

7. il tizio spiritoso

“certo che sti svedesi so tosti, fanno dei porno incredibili, ce l’hanno messo proprio per bene”

Questa ci ha fatto ridere.

8. La tizia esperta del giuoco del calcio

“Ma noi siamo i gialli giusto?”

ndnfofhdsjdlsahfkdsgfdgdhjdgfhgfjdgfdgfdgfdgfkdsgfdkgfjkdsgfksdfgkjdgfkdsgfksd.

Certo anche alcuni dei commenti dei calciatori so un pochino esagerati, come quello di Buffon a caldo che parla di una mancata qualificazione come di fallimento sociale. Ma caro capitano, se fallimento sociale trattasi non è certa la mancata qualificazione ma il fatto che 22 cafoni tatuati manco i carcerati che inseguono un pallone in mutandoni pagati miliardi di euro … ecco forse questo può essere un fallimento.

Dispiace che molti non si rendono conto che esiste tutto un mondo che sul calcio ci campa, da società private fino al tizio che vende la bandiere al semaforo, non andare ai mondiali è anche un danno economico.

Però alla fine è un gioco, per quanto ci riguarda, il più bello del mondo.


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