SMAV vs POSTE ITALIANE: IN PIAZZA SI FIRMA IN PARLAMENTO SI INTERROGA.

gazebo

Ieri si è tenuta la raccolta firme, in Piazza Roma a Santa Maria a Vico, per la petizione alle poste italiane con l’obiettivo di spronare le stesse a migliorare il servizio offerto, almeno da quello che si può interpretare dal pessimo testo presentato.

Secondo gli organizzatori sono state raccolte 400 firme.

Un buon risultato, certo non in termini assoluti in quanto rappresenterebbero quei 400 il 3% della popolazione maggiorenne del comune di Santa Maria , ma se pensiamo che si poteva firmare solo dalle 9:30 alle 13:00, che vi era un solo bancariello, che stava in una sola piazza del paese certamente come detto è un buon risultato.

Successo evidente anche dal fatto che i consiglieri comunali, soprattutto di opposizione, hanno provato a “cavalcare” la cosa, come Carmine De Lucia, fin dalla prima ora, poi ha firmato ieri Giancarlo Bernardo, e pure Pina Sgambato -non ha firmato- ma ha chiesto come fare per apporre la sua firma. Niente paura perché dovrebbe ripetersi la raccolta firme la prossima domenica in Piazza Aragona stavolta.

Ci stupisce che i consiglieri comunali abbiano firmato, visto che essendo pubblici ufficiali potrebbero fare qualcosina in più oltre mettere il proprio autografo. Ma evidentemente fa più figo farsi vedere come persone vicine allagggentechessoffre.

Noi rimaniamo sempre perplessi da tutta questa operazione, che sebbene reale e non campata in aria in quanto il problema esiste ed è grave, pure bello e utile che le persone o meglio la società civile si mobilita, troviamo però assurda la modalità. Infatti -come detto abbondantemente- il testo della petizione non ha né capo né coda; non è chiaro come mai se il problema è grave si preferisce invece diluire nel tempo la raccolta firme con una piazza alla volta; non si capisce perché non si utilizza anche lo strumento on line; non si capisce il motivo per cui la petizione verrà inviata ai sindaci tra gli altri e non alla AGCOM che è l’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni, che è preposta proprio a queste problematiche.

Noi siamo dell’idea che alcuni dei promotori, non tutti ovviamente che alcuni sono certamente mossi da spirito di senso civico, ma alcuni sperano di utilizzare questo problema come vetrina personale. Ecco che così si spiega il testo poco o per nulla curato per la serie ja facimm e facimm ambress; il fatto che si preferisce la piazza e non anche  internet per la raccolta firme: in piazza ti vedono e ti riconoscono in internet no; diventa chiaro del perché le piazze sono utilizzate a intermittenza così si può coprire meglio il territorio.

Poi per carità può essere pure semplicemente che siamo a noi a essere cattivi.

Ma scommettiamo che qualcuno ce lo troviamo a preparare una lista quando sarà il momento? FACITV ACCATTA’ A CHI NUN V SAP!

Secondo noi invece su questa tematica una cosa buona l’ha fatta l’onorevole Camilla Sgambato che si è mossa già mesi addietro e precisamente con una interrogazione in commissione del 20 gennaio 2017 e la risposta è arrivata il 19 Settembre 2017. Chissà se i promotori la petizione siano a conoscenza di ciò.

Noi che vogliamo essere precisi e tenendo conto della precisione con cui l’interrogazione viene fatta individuando perfettamente problema e conseguenza riportiamo l’intero atto parlamentare con la risposta e la replica.

Interrogazione a firma Sgambato e Manfredi:

“Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: il 10 gennaio 2017 presso la sala giunta della provincia di Caserta si è tenuta, su richiesta delle organizzazioni sindacali di categoria, una riunione, convocata dal presidente facente funzioni della provincia di Caserta con i sindaci e le comunità montane, sulla problematica dei disservizi del recapito postale; nel corso della riunione sono emersi i reali disagi che stanno interessando tutto il territorio della provincia di Caserta e tutti i centri di recapito, senza eccezione alcuna; il piano di razionalizzazione di Poste italiane spa prevedrebbe di effettuare il recapito della corrispondenza a giorni alterni, ad eccezione di Roma, Napoli e Milano, e la chiusura degli uffici postali ubicati nei piccoli comuni determinerebbe di conseguenza una notevole riduzione di personale che andrebbe ad aggravare una situazione già oggi non sostenibile, sia in termini di risorse umane, che di servizi. Questa razionalizzazione, che purtroppo ad avviso degli interroganti razionalizzazione non è, comporterebbe gravi disservizi per i cittadini; già sono molte le segnalazioni, che arrivano dai sindaci della provincia, che vanno dai ritardi nella consegna della posta, alla chiusura degli uffici postali, i quali causano difficoltà anche solo per il semplice pagamento di una bolletta, oltre che per la riscossione delle pensioni, tra l’altro, con file di attesa lunghissime; alcuni comuni della provincia hanno già provveduto a segnalare all’azienda Poste Italiane spa l’irregolarità nel recapito della corrispondenza e le difficoltà sui territori –: quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano intraprendere per garantire continuità nel servizio postale, al fine di tutelare i cittadini e garantire agli stessi l’effettiva e regolare erogazione di un servizio pubblico di qualità”. (5-10325).

Risposta del sottosegretario per lo sviluppo economico Antonello Giacomelli:

“Rispondo al quesito posto dagli onorevoli interroganti rappresentando quanto segue. In via preliminare, rilevo che il settore postale, a livello nazionale e comunitario, è stato interessato negli ultimi anni da profondi cambiamenti che hanno riguardato il contesto normativo, ed in particolare il passaggio delle funzioni di regolamentazione e di vigilanza dal Ministero dello sviluppo economico all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per effetto del decretolegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214. Spetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera c) e lettera e) del decreto legislativo n. 261/1999, rispettivamente la «adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del servizio postale universale» e lo «svolgimento, anche attraverso soggetti terzi, dell’attività di monitoraggio, controllo e verifica del rispetto di standard di qualità del servizio postale universale». Con particolare riferimento alle modalità di consegna, il nuovo modello di recapito a giorni alterni (previsto dal decreto legislativo n. 261/1999 di derivazione comunitaria) è stato autorizzato dall’AGCOM con Delibera 395/15/CONS e prevede la sua graduale implementazione, articolata in tre fasi successive, in quei Comuni in cui ricorrano particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica. Rammento che la predetta delibera è intervenuta a seguito delle modifiche introdotte dal Parlamento, nell’ambito della legge di stabilità 2015, al quadro normativo relativo al servizio postale universale, riguardanti anche le modalità di recapito e tese a bilanciare la sostenibilità economica dell’onere del servizio universale con le mutate esigenze degli utenti. In attuazione della citata delibera, a partire dal mese di febbraio 2018, termine di attuazione di tale modello di consegna, l’AGCOM, in base alle criticità riscontrate e alla coerenza dei risultati raggiunti con il piano industriale aziendale, ha la facoltà di valutare la sussistenza delle condizioni per prorogarne l’autorizzazione. Il Ministero è in più occasioni intervenuto, pur avendo perso, come detto in premessa, le proprie funzioni di regolamentazione e di vigilanza, affinché ogni intervento di Poste Italiane fosse preceduto da una fase di effettivo confronto con le regioni e gli enti locali. Tale attività del Ministero ha dato luogo ad una effettiva modifica del piano di Poste italiane che si è basata su accordi realizzati nei diversi territori con i rappresentanti degli enti locali e delle regioni così come in più occasioni riconosciuto e apprezzato da questi ultimi. Il Ministero si è inoltre attivato nella fase di definizione del nuovo contratto di programma, nell’ottica di evitare ove possibile l’attuazione del piano di rimodulazione e razionalizzazione  degli sportelli, ed ha concluso una fase di negoziazione con Poste Italiane che ha dato luogo ad una rilevante modifica del contratto stesso, nel quale si è scelto, con reciproco scambio di consenso sul testo finale, di ribaltare la prospettiva sinora tenuta assumendo una vera e propria linea di «politica industriale». La nuova impostazione si basa, infatti, sull’assunto che la capillarità della presenza di Poste non debba essere considerata più un peso o un onere bensì un asset strategico, un valore: dunque ogni chiusura, per quanto giustificata e dentro le regole del servizio universale, impoverirebbe un asset della società. In particolare, all’articolo 5, comma 5, del Contratto di Programma, Poste Italiane – anche tenuto conto del perseguimento di obiettivi di coesione sociale ed economica – si è impegnata a ricercare e valutare prioritariamente ogni possibilità di potenziamento complessivo dei servizi, anche attraverso accordi con le regioni e gli enti locali; dando seguito all’indicazione del Ministero secondo cui l’ipotesi di intervento in riduzione debba essere confinata come estrema ratio dopo aver considerato possibilità alternative. In particolare, Poste dovrà valutare, prioritariamente alla decisione di rimodulazione e razionalizzazione, iniziative proposte da enti e istituzioni territoriali in grado di aumentare la redditività della rete degli uffici postali in un ambito territoriale. Tali proposte dovranno pervenire, a regime, entro il 30 settembre di ogni anno. La Società è tenuta a trasmettere il suddetto Piano all’Autorità entro l’inizio di ogni anno di riferimento. Nella logica del potenziamento e di una maggiore efficienza dei servizi, Poste dovrà valutare il rapporto costi-ricavi non sulla base del singolo ufficio postale ma in un ambito territoriale più ampio fino anche, ad esempio, a coprire una scala regionale. Al fine di seguire direttamente il nuovo processo di interazione tra gli enti locali e Poste Italiane, il Ministero ha inviato, nel corso del 2016, una lettera a tutti i Presidenti delle Regioni italiane, cui è demandato il compito di promuovere le suddette iniziative, invitando ad attivarsi, con sollecitudine, affinché siano tutelati i diritti dei cittadini soprattutto nelle zone maggiormente svantaggiate. Il Ministero dello sviluppo economico continuerà a prestare la massima attenzione alla concertazione con i rappresentanti degli Enti locali, nell’ambito delle problematiche in discussione. Per quanto attiene nello specifico ai 104 Comuni della provincia di Caserta, la società Poste Italiane ha fornito al Mise le seguenti informazioni. Il piano di razionalizzazione degli uffici postali rispecchia tutti gli interventi previsti nel piano AGCom 2014 (ad eccezione dell’ufficio nel Comune di Sessa Aurunca) che contemplavano 5 chiusure e 2 rimodulazioni dell’orario di apertura, a fronte dei 172 uffici presenti nella provincia di Caserta. Cinquantadue comuni sono stati interessati dalla riorganizzazione del recapito a giorni alterni, con decorrenza 24 ottobre 2016 e dal 7 novembre 2016. Per gli altri 52 Comuni è stato contestualmente previsto dalla società il cosiddetto modello a livelli standard di servizi, con distribuzione quotidiana di tutti i prodotti postali con un tempo di recapito di un giorno lavorativo successivo a quello di accettazione ed una parallela distribuzione segmentata per i restanti prodotti postali che, nel rispetto degli standard di qualità, devono essere consegnati entro il quarto giorno della spedizione. La suddetta riorganizzazione è stata affiancata dalla presenza di 10 centri di recapito, la metà dei quali è interessata dal modello di recapito a giorni alterni (Piedimonte Matese, Mondragone, Pignataro Maggiore, Santa Maria Capua Vetere e Sessa Aurunca). I rallentamenti verificatisi nei centri di recapito della Provincia dipendono in larga misura da eventi esogeni, quali le condizioni metereologiche, particolarmente avverse, registrate negli scorsi mesi invernali o, come nel comune di Maddaloni, dalle carenze che presenta la toponomastica di quei luoghi. Al riguardo, l’AGCom ha di recente rappresentato al Mise che la problematica più rilevante riscontrata dall’Autorità nella provincia di Caserta appare attenere alla carente toponomastica alla numerazione civica inesistente, nonché una frequente mancanza di cassette domiciliari o l’assenza dei nominativi sulle stesse. L’AGCom ha evidenziato in merito che la vigente regolamentazione, di cui alla delibera 385/13/CONS, detta specifiche prescrizioni tali da assicurare la corretta esecuzione del recapito, ponendo specifici obblighi non solo a capo del fornitore del servizio universale, ma anche a capo dei mittenti e dei destinatari degli invii. Pertanto, l’Autorità ha sollecitato i Sindaci della provincia di Caserta a risolvere quanto prima, nell’interesse del buon funzionamento dei servizi postali e dell’utenza, i richiamati problemi legati alla toponomastica. In ogni caso, la Società ci ha anche comunicato che nella maggior parte dei centri di recapito della provincia, già nel corso del primo trimestre del corrente anno, si è registrata una progressiva riduzione delle giacenze e che, al momento, la situazione è quindi in via di ripresa. Inoltre, a seguito delle segnalazioni da parte di numerosi Sindaci della provincia di Caserta, i rappresentanti territoriali dell’azienda si sono resi disponibili per fornire tutte le informazioni di interesse, e per verificare la qualità del servizio offerto. Ritengo che il tema complessivo dell’organizzazione del servizio di recapito vada oggi considerato nella prospettiva delle valutazioni che saranno svolte, nell’ambito del nuovo piano industriale, da parte del management recentemente insediato alla guida della società, che risulta orientato ad avviare un’analisi e riflessione focalizzata su vari campi di attività della società, incluso il servizio di recapito e la logistica, con l’obiettivo di rafforzarne l’efficienza e di recuperare competitività.”

Controreplica dell’onorevole Sgambato:

replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per l’articolata risposta ricevuta che dimostra, comunque, l’impegno del Ministero in un ambito nel quale ha perso le proprie funzioni di regolazione e di vigilanza a favore dell’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni. Osserva, tuttavia, che quanto appena comunicato suscita una forte perplessità, soprattutto quando si addebitano i rallentamenti verificatisi nei centri di recapito della provincia di Caserta alle amministrazioni comunali, alle condizioni meteorologiche o, persino, alle carenze della toponomastica di quei luoghi. Ritiene che Poste italiane dovrebbe avviare contatti, se non un vero e proprio confronto, con i sindaci di quel territorio per assumere misure che garantiscano la fornitura di servizi postali di qualità. Conclude riservandosi, comunque, di incontrare i responsabili dei comuni coinvolti al fine di interloquire con essi per confrontarsi sugli elementi informativi resi da Poste italiane sui fatti oggetto dell’interrogazione.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...