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Parliamo di massimi sistemi e affrontiamo un argomento ostico: l’immigrazione clandestina.

In genere con immigrazione si butta tutto un po’ dentro quella irregolare, quella regolare, i rifugiati ecc. un calderone insomma. Noi ci vogliamo concentrare su un tipo cioè quella clandestina e in particolar modo degli sbarchi e di come però i media, i telegiornali almeno, raccontano la cosa. Proveremo a sfatare pure qualche luogo comune se ci riusciamo.

A sentire i telegiornali esiste una ondata continua di sbarchi ma difficilmente danno il dato reale e aggiornato. Al momento si segnala una forte diminuzione di sbarchi in questi mesi estivi, i più propizi per partire, infatti al 25 Agosto sono sbarcate 98 mila persone circa contro i 115 mila circa dello stesso periodo dello scorso anno. Però a sentire i telegiornali appunto pare che questo sia l’anno peggiore mai vissuto dall’Italia per gli sbarchi, ma non è così come si può costatare.

Il perché è difficile dirlo, una serie di situazioni ha probabilmente contribuito: l’opera del ministro Minniti, i libici hanno smesso di aiutare gli scafisti, i paesi di origine dell’ondata migratoria hanno cominciato a chiudere le loro frontiere, per esempio. Può anche essere è brutto dirlo, ma bisogna tenerne conto, che quest’anno ne siano affondate di più rispetto agli altri anni e nessuno lo sa o lo può sapere.

Altra cosa curiosa è il fatto che a sentire i telegiornali sbarcano tutti a Lampedusa! Un isoletta in mezzo al mediterraneo, bellissima, ma difficile da trovare in mezzo a una cartina, viene beccata con precisione incredibile da questi scafisti con imbarcazioni solide come un guscio di noce e senza la minima strumentazione se non una banale bussola, quando c’è.

In realtà non è così. Lampedusa non è nemmeno tra i primi tre porti, infatti al primo abbiamo Augusta (Siracusa), al secondo Catania e al terzo Pozzallo (Ragusa); Lampedusa viene sopravanzata pure da Reggio Calabria e Trapani!

Il fatto è che i telegiornali -non diversamente da uno show- hanno bisogno di raccontare storie, in tutta onestà raccontare della bellissima isola messa in ginocchio dall’arrivo dei barconi fa più share che parlare della “povera” città di Augusta. Che storia vai a raccontare su Augusta!?

Ma perché queste persone partono rischiando la vita?

I telegiornali questo problema non lo affrontano mai se non un generico fuggono dalla guerra e infatti la sensazione è che siano libici e siriani in questo momento, ma non è affatto così. Per il popolino scemo ste persone partono perché così possono commettere reati e stupri e vivere nell’impunità e pure nel lusso.

Proviamo a darla noi una spiegazione. Prendiamo i dati del 2017 aggiornati al 25 Agosto dal cruscotto statistico del ministero degli interni.

Dunque la nazione da cui provengono in maggior parte è la Nigeria. Ora in quel paese è in corso un inquinamento drammatico del delta del fiume Niger, che è un fiume enorme e dovrebbe rendere fertile la terra. Immaginate la scena: c’è un tizio che coltiva la sua terra ad arachidi, terra che magari è appartenuta alla sua famiglia da chissà quanto, ma a un certo punto viene inquinata, non è più possibile coltivare. Il tizio denuncia la cosa perché si conoscono i colpevoli sono le multinazionali del petrolio: Agip, Elf, Exxon, Shell, Total, per citarne alcune; il governo però non lo ascolta se ne frega del suo problema del suo campetto di arachidi, ci guadagna di più favorendo le aziende citate. Quindi il tizio ormai ha perso tutto, deluso dal suo paese, parte. Ovviamente è una buona cosa per gli automobilisti europei che le aziende inquinino, non è che sono cattive, ma se dovessero mettersi a rispettare l’ambiente significherebbe vedere il prezzo della benzina incredibilmente alto. 

Ecco forse un modo efficace per bloccare le partenze sarebbe costringere le aziende del paese di origine a rispettare gli standard ambientali e di sicurezza nei paesi esteri come nel proprio, ma è un discorso complicato.

Il secondo paese è la Guinea. Paese povero, la gente vive di agricoltura e pastorizia. Nonostante abbia ricchi giacimenti di bauxite e non solo, non riesce a sfruttare per mancanza di manodopera specializzata, ma soprattutto di industrie e di infrastrutture. Insomma è un paese che sta talmente inguaiato, che pure le multinazionali ritengono sia un costo eccessivo il depredarlo, nonostante come detto la ricchezza dei giacimenti.

Terzo paese e ci fermiamo è il Bangladesh. Dovremmo ripetere le cose dette per la Guinea, popolo agricolo che però deve combattere pure con le avversità climatiche ogni due e tre arriva un ciclone potente e pace alle coltivazioni. Il problema grosso è la corruzione, l’instabilità politica e il terrorismo di matrice islamica, non a caso il Bangladesh ha una Costituzione molto aperta alla professione di altre fedi.

Quindi come si può notare il minimo comune tra queste diverse situazioni è la fame. Che poi certamente ci sono immigrati clandestini che magari vengono davvero in europa per delinquere, se uno è delinquente perché è marcio dentro, mica perché è immigrato. Insomma pensiamo a un camorrista costretto a emigrare, ora se va in Norvegia non è che diventa un santo, farà il camorrista pure lì. Ci hanno fatto un telefilm su questo.

L’immigrazione purtroppo è diventata una questione ideologica, ovvero un modo per aumentare il proprio consenso elettorale, quindi partiti che hanno poco da dire premono su questo indicandolo come il male maggiore che deprime l’economia e la società. Peccato però che la stessa passione non venga posta sulle organizzazioni criminali presenti da secoli nel territorio italiano che pure ci pare ci abbiano depresso abbastanza. Ma lo abbiamo detto prima, sono partiti che non hanno idee se non un revanscismo fascista, perché il dagli al negro secondo loro fa contenta l’anima di Mussolini. Solo che nella realtà si mette in scena la guerra dei poveri contro gli straccioni con i veri potenti che stanno a godersi lo spettacolo. Poi come detto mettiamoci i telegiornali-show e stiamo apposto.

Bisogna poi dire che dei 98 mila sbarcati 10 mila sono già stati ricollocati, o sono in attesa, in altri paesi europei. Il resto viene “distribuito” tra le varie regioni, con la Lombardia che ha il peso maggiore con il 13%. La Campania il 9%. E’ giusto ricordare che il governo italiano da soldi ai comuni che ospitano, questo potrebbe essere un’opportunità importante per abbassare la pressione fiscale o offrire servizi.


hakuna matata
DOPO LA PAUSA ESTIVA SI RIPRENDE GIOVEDI 24 AGOSTO!!!

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