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La giunta di Santa Maria a Vico ha approvato una delibera interessante che riguarda la via Francigena. Al momento un qualcosa di sentito dire, molti non hanno ben chiaro cosa sia, ma si sta cominciando a pian pianino a fare sul serio. Almeno ci pare.

La via Francigena una di quella strade che collegava, ma potremmo dire a questo punto collega, l’Europa alla Terra Santa; per capirsi un percorso partiva da Canterbury (inghilterra) fino a Gerusalemme (israele).

Uno di questi percorsi attraversava pure il Sud Italia. Diciamo “uno di questi” percorsi in quanto vi erano poi delle alternative per evitare zone impestate da malattie o da guerre. L’importante era compiere il “pasagiumultramarinum”, parte via terra, parte via mare.

In uno dei percorsi che da Roma conduce a Bari, 32 tappe, la 13esima prevede il passaggio a Santa Maria a Vico.

Quindi bene fa l’amministrazione comunale a interessarsi di questo progetto, anche perché l’interesse per questi cammini di fede sta aumentando di anno in anno.

La Regione Campania si sta attivando per la parte di sua competenza quindi il comune di Santa Maria: ” RITENUTO necessario attivare, nel mentre vengono a definizione le azioni e i finanziamenti a livello europeo, statale e regionale sulla realizzazione e implementazione della via francigena sud, un partenariato tra i comuni tra i comuni interessati al secondo tratto della stessa via Francigena sula direttiva Formia-Capua-Caserta-verso Benevento, onde programmare per tempo azioni e progettualità utili all’accesso alle fonti di finanziamento indicate”

Tutto questo viene attivato creando un’associazione di scopo tra i comuni di Curti, Macerata Campania, Casapulla, Casagiove, Caserta, Recale, San Nicola la Strada, Maddaloni, Santa Maria a Vico, Arienzo. Con Caserta comune capofila, sperando non facciano danni accentrando sul capoluogo ogni “interesse”.

Diciamola tutta, un’ottima iniziativa che punta alla promozione del turismo, senza inventarsi nulla di strano, ma valorizzando ciò’ che c’è o che fu.

Anche se non richiesto, ma figuriamoci se la cosa ci ferma, consigliamo pero’ all’ amministrazione comunale di sfruttare questa occasione per fare “rete”. Esiste l’unione dei comuni più nel sangue dei cittadini suessolani che non nelle istituzioni, ma esiste; esiste il parco interurbano; esiste il marchio d’area; esistono gli operatori del settore: proprietari di bed and breakfast e roba cosi’, come anche i sacerdoti e monaci che conservano da soli e senza aiuto il patrimonio artistico e di fede della Valle di Suessola.

Sarebbe il caso pensare a qualche strategia nell’unire tutti questi fattori e non inserirsi in cose sperando poi di vedere l’effetto che fa.



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