Come abbiamo detto con il consiglio comunale di ieri mattina a Cervino si chiude l’esperienza dell’ambito c2 e nasce un nuovo modo di gestire gli affari sociali attraverso un consorzio.

Ci saremmo aspettati dal comune capofila dell’ambito che è Santa Maria a Vico almeno lo era fino al 31.12.2016 un resoconto delle cose fatte, di quelle riuscite e non riuscite, magari anche gli impegni per il futuro. Nada de nada.

Non sappiamo perché non si ritengano importanti i risultati conseguiti, non lo crediamo, o perché si è incapaci di una qualsivoglia capacità comunicativa anche per le cose buone che pure si riescono a fare, molto più probabile.

Un ambito che da un punto di vista politico ha lasciato molto a desiderare almeno dal nostro punto di vista. ricordiamo i litigi tra i due De Lucia uno sindaco di San Felice e l’altra sindaca di Maddaloni. Sembrava addirittura in un primo momento che San Felice fosse escluso dall’ambito. Proprio Maddaloni era comune capofila, ma per una gestione scellerata dello stesso da parte della sindaca De Lucia fu sfiduciato e si arrivò a un commissariamento. La commissaria Stefania Fornasier tirò fuori dal cilindro il nome del comune di Santa Maria a Vico allora retto dal “mediocre allenatore” (cit. Pasquale Crisci) l’arienzano Alfonso Piscitelli.  Anche se questo risultato pure fu salutato come evento storico. Operazione invero più politica che pratica -secondo noi- Piscitelli aveva bisogno di una medaglietta da appuntarsi al petto per presentare la sua candidatura regionale. Infatti da li in poi i problemi sono aumentati in quanti i due comuni più grandi: prima Maddaloni poi San Felice, hanno smesso in pratica di pagare la quota dovuta, e quindi Santa Maria a Vico si è dovuto sobbarcare il peso di reggere un ambito in pratica da solo.

Se passiamo ad esaminare le cose fatte ovviamente dimenticheremo qualcosa non è un elenco esaustivo ma solo quello che ci sembra più facile ricordare in quanto un segno lo ha lasciato. Quindi annoveriamo una serie di strutture quali servizi per l’infanzia da 0 a 3 anni, impropriamente chiamati asili, ma non lo sono assolutamente. In pratica ogni comune dell’ambito ne ha uno. Ad Arienzo una di queste strutture è sorta su un bene confiscato alla camorra. Altra cosa interessante due ludoteche per la prima infanzia. Per gli anziani e gli anziani non autosufficienti ricordiamo certo l’erogazione di prestazione dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale integrate all’assistenza socio-sanitaria.

Ripetiamo non è solo questo c’è altro, ma non sta a noi fare il rendiconto.

Quello che possiamo dire su questo passaggio dall’ambito al consorzio che rischia di non portare a nulla se i comuni non si impegnino al pagamento della loro quota che è un miserabile 10,00€ a cittadino in altri comuni più civili si paga il triplo. Non basta minacciare le sanzioni o i decreti ingiuntivi perché se i soldi non ci sono non si può fare una seria programmazione e non si può sempre sperare che mamma Europa mette i soldi a disposizione, anche perché poi bisogna essere pure bravi a prenderli e spenderli. Noi speriamo che il consorzio sia aperto a tutti i comuni interessati a questa forma di unione e -non sappiamo se fattibile- ma pure aperti a comuni di altre provincie come quella di Benevento forse culturalmente più vicini alla Valle di Suessola che non il maddalonese.

Ovviamente vedremo come andrà a finire.


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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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