A San Felice a Cancello in questi giorni è il caso Lanzillo che fa discutere. Giovanni

stemma san felice

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Lanzillo ha ricevuto dal sindaco Pasquale De Lucia l’incarico il 22 Settembre 2015 di curare per l’amministrazione le materie di associazionismo, cultura, sport e spettacolo. L’incarico è stato revocato il giorno 28 Giugno per la condanna in via definitiva che Lanzillo dovrà scontare.

Infatti Lanzillo dovrà scontare una pena di 1 anno e qualche mese per una serie di reati dalla ricettazione fino addirittura all’omicidio colposo per reati che vanno dal 1994 al 2009, se è corretto ciò che abbiamo letto sui giornali.

Facciamo una serie di considerazioni.

Innanzitutto la giustizia italiana fa schifo. E’ mai possibile che un uomo debba espiare una pena per fatti commessi fino 22 anni fa? Secondo la nostra Costituzione la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Come si possa rieducare qualcuno in anno e mezzo è per noi un mistero. Condanne così propinate non sono di aiuto né per le vittime che percepiscono certo l’inesorabilità della giustizia, ma non la certezza della stessa, né per il reo che non riuscirà mai in questo modo a voltar pagina, ma si vedrà confinato in un limbo costante attendendo addirittura decenni per avere una parola fine sulla propria vicenda giudiziaria.

Il sindaco Pasquale De Lucia ha di certo commesso un errore nell’affidare un incarico a chi ha carichi pendenti in attesa di un giudizio definitivo, meglio sarebbe stato per il primo cittadino per ragioni di opportunità attendere la magistratura. Ragioni giustamente richiamate poi in seguito della revoca, ma l’errore c’è e ci si permetta pure grossolano da un esperto della politica quale il sindaco De Lucia di certo è.

Il silenzio dei partiti e dei consiglieri di minoranza è assordante. Ancora una volta il nulla. Eppure motivi per fare opposizione ne avrebbero a iosa, ma niente proprio non riescono ad andare oltre il proprio naso.

A muoversi sulla vicenda, malissimo, il Movimento 5 Stelle. Prima il silenzio, poi maramaldi, senza neppure spiegare se nel periodo in cui ha ricevuto l’incarico Lanzillo, costui è stato capace o incapace, poi scoprono in ritardo che la revoca c’è stata, rendendo inutile la loro istanza, anche se bisogna dire che effettivamente se non si mettono le cose all’albo pretorio è difficile poi averne conoscenza.

Una storia in cui davvero ci perdono tutti, la speranza è che possa almeno servire da insegnamento.


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