In questi ultimi tempi e soprattutto in concomitanza con le elezioni arienzane ci siamo domandati una cosa: si può dare dell’Onorevole a un consigliere regionale?

Curiosità che ci è venuta in alcune conferenze stampa o incontri con presente il consigliere regionale Alfonso Piscitelli (e prima ancora Pasquale De Lucia), che veniva presentato con questo appellato, e qualcuno storceva il naso ritenendo sbagliato che un consigliere regionale venisse chiamato in questo modo. Curiosità nostra che si è acuita poi con le elezioni amministrative ad Arienzo quando Piscitelli continuamente veniva chiamato Onorevole.

Abbiamo fatto una ricerca in merito è abbiamo trovato come su questa materia ci sia molta confusione. Anni fa, e stiamo parlando di quando Bassolino era presidente della regione Campania, il gruppo di giovani vicino ad Alleanza Nazionale –Azione Giovani– diramò un comunicato stampa chiedendo che non venisse usurpato il titolo di onorevole in quanto spettante per legge solo ai parlamentari e non ai consiglieri regionali.

C’è anche chi invoca una sentenza della Corte Costituzionale che vieterebbe ai consiglieri regionali di fregiarsi del titolo di Onorevole.

In parlamento è stata presentata ad inizio 2015 una proposta di legge a prima firma Ciprini (M5s) che punisce con l’ammenda da 600€ a 6000€ chiunque utilizzi il titolo di Onorevole fosse parlamentare, consigliere regionale o provinciale, sostituendo tale appellativo con Cittadini Portavoce; la cosa divertente e risibile è che l’incipit di questa proposta di legge comincia con “Onorevoli Colleghi!”

Fughiamo subito ogni dubbio: Secondo noi è corretto dire Onorevole consigliere regionale, non è un abuso né un millantato credito.

Abbiamo trovato un testo interessante dal titolo: Cerimoniale: nuove precedenze in sede locale e per la Pubblica amministrazione. La comunicazione nelle istituzioni e nel privato.  scritto da Marco Cosentino e Stefano Filippone-Thaulero.

Ebbene abbiamo appreso che innanzitutto il termine Onorevole non è previsto dalla legge, ma dalla prassi fin dal 1848. Alla fine del ventennio fascista fu abolito, con la Repubblica riutilizzato. Bisogna dire che per prassi il termine Onorevole divenne sinonimo di Deputato, tanto che Amintore Fanfani all’inizio degli anni ’80 dovette redigere una nota indicando che è corretto scrivere e rivolgersi agli eletti con il termine Onorevoli Senatori e Onorevoli Deputati. Gli unici che hanno provato a cambiare prassi furono i presidenti della Camera Irene Pivetti e Fausto Bertinotti che si rivolgevano ai deputati con l’appellativo di “Signori Deputati”.

Le sentenze della Corte Costituzionale richiamate spesso male su questo tema, vietano di chiamare i Consigli Regionali con l’espressione Parlamento e vietano ai consiglieri regionali di chiamarsi Deputati Regionali. Quindi dire l’Onorevole Deputato Regionale Tal de Tali è sbagliato.

La prassi dell’uso Onorevole quindi si è spostata dal Parlamento nazionale ai consigli regionali tutti.

Attenzione però: i consiglieri provinciali e comunali non possono chiamarsi Onorevoli. Quelli europei sì. Onorevoli sono i consiglieri comunali della città di Roma in quanto l’aula Giulio Cesare nella quale si riuniscono ha sede nella stessa sala dell’antico Senato.

E per gli ex come funziona? Dunque se un terzo si rivolge ad un ex eletto con il termine Onorevole, nulla questio, ognuno si rivolge a chi vuole come gli pare. L’ex eletto però non può più utilizzare in maniera ufficiale tale appellativo né in forma scritta né parlata.

Attenzione solo per gli analfabeti funzionali: non stiamo dicendo che il termine onorevole sia bello o brutto da utilizzare, stiamo solo spiegando quando è giusto e quando è sbagliato.


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