Scuola Media Giovanni XXIII ancora un raid vandalico, l’ultimo a Carnevale, ma stavolta, dopo il millesimo attentato alla istituzione scolastica e forse complice le prossime elezioni, sono stati beccati i mascalzoni, grazie a un sistema di sorveglianza finalmente funzionante.

I danni sono minimi, si tratta di svuotamento di estintori e messo a soqquadro alcune aule, e proprio in quanto minimi ci auguriamo che le famiglie di questi vandali paghino di tasca propria le riparazioni inevitabili, senza aspettare decisioni della magistratura. Ci auguriamo che il comune possa garantire a questi giovani disadattati e alle loro famiglie uno psicologo o sociologo che li aiuti nella comprensione e rispetto del vivere civile, in quanto evidentemente qualcosa nell’educazione e comunicazione non ha funzionato.

In un modo migliore gli alunni frequentanti l’istituto che si sono macchiati di tal gesto dovrebbero essere bocciati ed espulsi dall’istituto, ovviamente siamo il paese del “so ragazzi” quindi sarà difficile arrivare a tanto.

Chiaramente essendo anche degli alunni che si sono macchiati di tal cosa anche l’istituzione scolastica, in primis gli insegnanti, dovrebbero interrogarsi in maniera seria sul loro ruolo nella società. Questo gesto è frutto anche di un loro fallimento, gli insegnati dovrebbero decidere se essere tali o dei meri giudicatori, dei burocrati. Abbiamo l’impressione che la scuola sia un luogo dove non si travasa il sapere, ma si sta li a emettere giudizi che paiono sentenze.

Perché darmi da fare e impressionare gli insegnati, quei vecchi e delusi, intenti a ripeterci di continuo “non scholae, sed vitae discimus”, anche se a me sembrava che, nel loro caso, avvenisse  il contrario?” (F. Uhlman, l’amico ritrovato)

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